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Hellas Verona, Baroni: "Chi non dimostrerà l'atteggiamento giusto resterà fuori"

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Daniel Uccellieri
Oggi alle 15:18Serie B
autore Daniel Uccellieri
15.10.2026 15:18Serie B
Baroni alla vigilia del Catanzaro: "Dobbiamo cambiare rotta". Il tecnico chiede intensità, sacrificio e continuità.
Marco Baroni, tecnico dell'Hellas Verona, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Catanzaro, match valido per la 7a giornata di Serie BKT 2026/27, in programma venerdì 16 ottobre alle ore 20.30, allo stadio 'Bentegodi'. Mister, dopo la sconfitta contro il Modena c'è bisogno di una reazione immediata. Come si riparte contro un avversario ostico come il Catanzaro, che a sua volta non sta attraversando un buon momento? “I dati non sono scoraggianti, ma è evidente che le sconfitte non ci piacciono e che ne abbiamo subite troppe. Dobbiamo assolutamente cambiare rotta e ne siamo consapevoli. Ripartiamo con grande convinzione e determinazione, perché ci aspetta una partita difficile contro un avversario ostico, che non merita questa classifica e che dispone di giocatori di qualità, soprattutto in attacco. Siamo consapevoli delle difficoltà e dovremo affrontare la gara nel migliore dei modi, con grande determinazione e convinzione”. Come si è confrontato con i giocatori dopo la prestazione contro il Modena? Per un tempo il Verona ha sofferto in maniera evidente l'avversario, sembrando a lungo in balia di una squadra forte. È parso in difficoltà dal punto di vista atletico. “Non è una questione atletica. Nel secondo tempo abbiamo corso male e abbiamo pensato di gestire il vantaggio, cosa che la squadra non deve fare. Nel primo tempo, comunque, avevamo calciato più volte in porta rispetto al Modena. Siamo consapevoli che non possiamo avere questi alti e bassi: dobbiamo trovare continuità all'interno della partita e anche nell'arco del campionato. Conosciamo i nostri problemi, li abbiamo affrontati e stiamo lavorando duramente per cercare di uscire da questa situazione”. All'inizio della stagione aveva presentato un progetto nel quale credeva molto. È ancora determinato a portarlo avanti? “Adesso lo sono ancora di più. Sono ferocemente determinato e assolutamente convinto di questo progetto. Sapevo delle difficoltà che avremmo incontrato e ve l'ho già spiegato: sono difficoltà legate a un processo di costruzione e rinnovamento così profondo come quello che abbiamo intrapreso. Ci sono sicuramente aspetti che dobbiamo correggere velocemente, ma anche cose che nella squadra funzionano”. È preoccupato per questo momento? “No, non sono preoccupato, perché nel calcio un allenatore deve avere convinzione. Io ce l'ho e cerco di trasmetterla alla squadra. Ho trascorso giorni difficili, nei quali ho provato un grande dolore. Mi basterebbe alzare la testa e rivedere i tifosi che erano allo stadio per capire quanto sia stato forte quel sentimento, che ha coinvolto anche la squadra. Per questo dobbiamo reagire con lucidità, attraverso una prestazione fatta di grande sacrificio, volontà e dedizione”. Sono andato a vedere i dati sui gol subiti. Rispetto alle prime due squadre in classifica e allo stesso Catanzaro, il Verona concede meno tiri, ma subisce più gol. Ho analizzato anche i dati sui contrasti e sui duelli vinti: anche rispetto al Catanzaro, che è nelle ultime posizioni della classifica, il Verona risulta spesso in svantaggio. Al di là degli errori individuali, degli autogol e della sfortuna, è questo uno dei problemi che stanno frenando la squadra? “Assolutamente sì. In questo momento, se guardiamo i dati sui tiri in porta, concediamo il 40% in meno rispetto al Palermo; per quanto riguarda i tiri totali, siamo al 25% in meno. Il Palermo è la squadra di riferimento, quella che sta cercando di dominare il campionato. Noi abbiamo un dato di due tiri subiti per ogni gol incassato, ed è un dato che dobbiamo cambiare. Quando parlo della necessità di entrare dentro questo campionato, mi riferisco anche a questo. Nel primo tempo contro il Modena ci sono stati fischiati zero falli a favore. Non significa che il Modena non abbia commesso falli, ma che è venuto ad affrontarci con grande intensità. Oggi la condotta arbitrale è diversa, si lascia giocare di più e sono assolutamente d'accordo. Quando succede, però, bisogna essere pronti mentalmente, avere determinazione e ferocia agonistica. Su ogni pallone bisogna metterci il corpo e andare forte”. È anche una questione di caratteristiche dei giocatori? “Sicuramente sì, ma ce li porto. Siamo tendenzialmente una squadra pulita, ma dobbiamo imparare a sporcarci. La squadra lo sa e questo è il primo obiettivo”. Tra gli indisponibili c'è anche Suslov, che è rientrato dalla Nazionale con un problema muscolare. Considerate anche le vicissitudini di mercato di cui si è parlato a lungo, è un giocatore che doveva ancora "centrarsi". Adesso lo è? “Suslov è rientrato dalla Nazionale con questo problema muscolare e lo sta risolvendo. Io lo aspetto in campo, perché è lì che dobbiamo ritrovarci tutti. Nel calcio possiamo fare duemila chiacchiere, ma poi c'è una cosa bellissima che è il campo, ed è lì che bisogna aspettare tutti, me compreso”. Contro il Modena ha sorpreso tutti con la scelta del portiere. Domani sera confermerà Perilli oppure tornerà Leali, che finora è stato titolare? “Valuterò. La scelta di Perilli non è stata una bocciatura di Leali, assolutamente”. Vista l’assenza di Edmundsson, in difesa Slotsager e Calabrese si giocano il posto da titolare. A centrocampo confermerà Le Borgne e Iannoni? Il ballottaggio potrebbe essere tra Lella e Bernede? E in attacco darà ancora fiducia al tridente visto contro il Modena? “Come dicevo prima, non è una questione di dubbi: voglio prendermi ancora del tempo per valutare. Voglio osservare i giocatori anche quando scenderanno dal pullman prima di arrivare allo stadio, perché in questo momento ciò che serve non riguarda tanto l'aspetto tecnico-tattico, quanto l'atteggiamento, la postura e lo sguardo. Ho spiegato alla squadra di cosa abbiamo bisogno e voglio vederlo in campo. Devo trovare queste risposte: chi non dimostrerà l'atteggiamento giusto resterà fuori”. Vorrei tornare su Edmundsson. Considerate le difficoltà che sta attraversando, che cosa sta succedendo? È una questione di modulo, ci sono altri pensieri oppure è un problema di adattamento? “È una situazione che abbiamo analizzato anche insieme. Lui è rientrato dalla Nazionale, con cui ha giocato tre partite. Gli impegni con la Nazionale portano via energie, lavoro e tante altre cose. Quando parlo di adattamento, mi riferisco anche a quello legato al ruolo, oltre che ad altri aspetti. Lo scorso anno il Verona giocava spesso molto basso; quest'anno i giocatori devono necessariamente coprire tanti metri e lavorare anche in fase difensiva. È quello che deve fare il Verona. Tutte le squadre mettono in campo il massimo dell'intensità e noi non possiamo sottrarci a questa esigenza, né in casa né in trasferta. Domani affronteremo una squadra che ha valori importanti e che è pienamente viva. Non dobbiamo guardare la classifica: se non saremo al massimo anche noi, diventerà difficile”. Ha già un'idea dei tempi di recupero di Bradaric, Serdar e Suslov? “Credo che dalla prossima settimana Suslov possa tornare a lavorare con la squadra. Ce lo auguriamo; in alternativa, potrebbe iniziare a lavorare in campo individualmente e poi avvicinarsi gradualmente al rientro in vista della partita. Bradaric, invece, ha avuto una distorsione importante e dovrebbe restare fuori dalle tre alle quattro settimane. Per Serdar, indicativamente, i tempi dovrebbero essere simili”. Nelle tre sconfitte c'è un elemento ricorrente: un giocatore di talento che fa la differenza sulla fascia grazie alle proprie qualità e poi determina il risultato. Alla sua squadra manca un giocatore di questo tipo? “Non sono abituato a guardare quello che manca, ma quello che ho a disposizione. Cerco le soluzioni attraverso i giocatori che ho. Stiamo lavorando con questi ragazzi e, anche se a volte si guarda la partita e il risultato e vengono dei dubbi, io vedo la partecipazione con cui lavorano. È questo che mi dà convinzione e mi fa credere che la squadra possa trovare la strada giusta”. Mosquera potrebbe essere una delle chiavi per la ripartenza del Verona? “Sì, ha segnato quattro gol in cento minuti, ma io ho guardato soprattutto quanto ha messo in campo durante la partita. È questo che mi interessa. Il ragazzo è rimasto fermo a lungo per alcuni problemi fisici, che adesso ha risolto. Ora vedo un giocatore che ha voglia, determinazione e convinzione, che vuole fare bene per l’Hellas e che è concentrato al 100%”.

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