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Hellas Verona, Baroni suona la carica: "Dobbiamo dare qualcosa in più, il nostro pubblico lo merita"

Daniel Uccellieri
autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 16:33Serie B
23.10.2026 16:33Serie B
Baroni presenta la sfida col Pisa e chiede una svolta al Verona: "Dobbiamo dare qualcosa in più". Aggiornamenti anche sugli infortunati.
FotoTUTTOmercatoWEB

Marco Baroni, tecnico dell'Hellas Verona, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida con il Pisa:

Affrontiamo una sfida tra due squadre neoretrocesse in Serie B. Come si gioca una partita del genere, considerando che finora i risultati sono stati inferiori a quanto la squadra avrebbe potuto raccogliere? “Il Pisa è cresciuto, ma sapevamo che si tratta di una squadra solida. Ha avuto qualche difficoltà all'inizio, ma ora sta dimostrando il proprio valore. Da parte nostra, dobbiamo concentrarci su quello che possiamo fare, nel rispetto di un avversario che ha qualità sia a livello individuale sia collettivo. Dobbiamo dare qualcosa in più, perché quanto fatto finora non basta, anche se la squadra sta gradualmente trovando un'identità. La statistica relativa ai tiri subiti e ai gol incassati è piuttosto anomala, ma dobbiamo lavorare tutti insieme per sviluppare la mentalità, la determinazione, la coesione e soprattutto l'attenzione necessarie a fare in modo che gli episodi girino dalla nostra parte, anziché penalizzarci come accaduto contro il Catanzaro”.

Dopo la partita contro il Modena aveva parlato di momenti difficili. Come avete vissuto le giornate successive al pareggio contro il Catanzaro, che per come è maturato ha avuto il sapore di una sconfitta? “È chiaro che in una partita conta il risultato, ma nella prestazione contro il Catanzaro ho visto molti aspetti su cui costruire delle certezze. Allo stesso tempo, ci sono episodi che in questo momento ci penalizzano in maniera evidente. Significa che quello che facciamo non basta e che dobbiamo aggiungere qualcosa. La squadra, però, sta lavorando con grande entusiasmo, partecipazione e dedizione. Questo dà a me e al mio staff una grandissima fiducia”.

Ci può aggiornare sulla situazione dell'infermeria? “Questa settimana Dawidowicz ha avuto un affaticamento all'adduttore e si è fermato per un paio di giorni a scopo precauzionale. Anche Suslov ha avuto un piccolo problema, ma oggi è tornato ad allenarsi. Frese sta crescendo, mentre Ekuban ha svolto una settimana di lavoro completa: è pronto, anche se non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. Bradaric e Serdar stanno proseguendo il percorso di recupero, serviranno ancora alcune settimane”.

Il Verona è tra le difese che hanno subito più gol, nonostante conceda relativamente pochi tiri. Pensa che incidano anche la sfortuna, gli errori individuali o una minore tranquillità da parte di difensori e portieri, magari legata anche alla scorsa stagione? “Non sono un allenatore a cui piace parlare del caso. Dobbiamo evitare che questo aspetto diventi una psicosi e continuare a lavorare come stiamo facendo, con ancora maggiore attenzione. Nelle ultime tre partite abbiamo commesso alcuni errori evitabili, tra cui l'espulsione per un doppio fallo di mano. Sono situazioni sulle quali dobbiamo intervenire. Per me è fondamentale che la squadra non perda fiducia. Ci sono ragazzi che stanno crescendo in maniera importante e dobbiamo continuare a puntare sugli aspetti che funzionano, lavorando con grande attenzione su quelli da correggere”.

Il Verona crea occasioni, ma concretizza meno di quanto potrebbe. Contro il Pisa, che probabilmente concederà meno spazi rispetto al Catanzaro, ha lavorato su aspetti specifici per migliorare la concretezza sotto porta? “Sono abituato a valutare la capacità di creare occasioni, perché è da lì che nasce la possibilità di segnare. In questo momento la squadra sta crescendo anche sul piano della fiducia e riesce a costruire molte situazioni offensive. Dobbiamo migliorare nell'attenzione durante la rifinitura e nella finalizzazione, ma è un percorso. Sono convinto che, continuando a creare occasioni, la squadra troverà maggiore convinzione e lucidità per concretizzare meglio”.

Dopo le ultime partite, continuerà a puntare su Perilli oppure potrebbe essere tornato il momento di Leali? “È un tema che ho già affrontato e sul quale voglio fare chiarezza: non si tratta assolutamente di una bocciatura. Non volevo penalizzare il giocatore, ma abbiamo avviato un percorso su cui ci siamo confrontati anche con i preparatori Cataldi e Castiglioni. Credo che entrambi i portieri possano trarne beneficio. È chiaro che il giocatore non sia contento, ma questa situazione rappresenta un'opportunità di crescita. Come ho già detto, per disputare campionati importanti bisogna fare qualcosa di straordinario: l'ordinario non basta. Tutti dobbiamo lavorare per raggiungere questo livello, io compreso e insieme al mio staff. È quello che chiedo ai miei ragazzi”.

Quella contro il Pisa sarà la prima di tre partite in una settimana, con il turno infrasettimanale di mercoledì. Considerando anche gli infortuni, quanto sarà importante gestire le energie e affrontare questo ciclo di gare? “Ogni partita rappresenta una verifica importante. Durante la settimana si lavora duramente proprio per arrivare a questi appuntamenti. Avere tre gare in pochi giorni deve essere uno stimolo: ci si allenerà meno e si giocherà di più, ma sono abituato ad affrontare una partita alla volta. Adesso la nostra attenzione è rivolta al Pisa, una squadra molto organizzata e solida”.

Quanto conta poter giocare per la seconda volta consecutiva al Bentegodi? Finora il Verona ha raccolto più punti in casa che in trasferta. Quanto può incidere il sostegno del pubblico nel tentativo di ritrovare continuità? “L'affetto del pubblico è qualcosa di straordinario e deve rappresentare una grande leva motivazionale. Davanti ai nostri tifosi, che vengono numerosi allo stadio, dobbiamo dare tutto quello che abbiamo. Contro il Catanzaro abbiamo disputato un primo tempo di altissimo livello sotto ogni aspetto, anche per quanto riguarda il ritmo. Nel secondo tempo la squadra non è calata, ma mantenere quell'intensità per novanta minuti è difficile: dobbiamo migliorare la distribuzione delle energie durante la partita. Avevamo una strategia precisa, basata sull'aggressività e sulla volontà di imprimere subito ritmo alla gara. È un atteggiamento che dobbiamo mantenere, perché lo meritano la squadra, per il lavoro che svolge, e il nostro pubblico, che ci è sempre vicino. Il disappunto dei tifosi è assolutamente comprensibile, ma dobbiamo fare tutto il possibile per tornare a ottenere risultati importanti, soprattutto in casa”.

Chi sono oggi i leader della squadra, sia in campo sia fuori? “Credo che il primo leader debba essere l'identità di gioco. La squadra deve riconoscersi nel lavoro e in quello che prepariamo quotidianamente. All'interno del gruppo ci sono poi giocatori che, come ho conosciuto nel mio percorso da allenatore e da calciatore, sono anche leader silenziosi, che non hanno bisogno di parlare molto: trasmettono leadership attraverso l'atteggiamento, lo sguardo, l'aiuto ai compagni e la dedizione. È importante che la squadra riconosca il valore di questi giocatori, ma l'aspetto fondamentale resta avere un'idea di gioco e una struttura solida, costruendo un'identità forte. È indispensabile per disputare un campionato importante”.

Parlando di singoli, Sarr ha già trovato il gol diverse volte in questa stagione, mentre Livramento, escludendo la nazionale di Capo Verde, non segna con un Club da due anni. Come si allena la concretezza sotto porta? “Livramento sta crescendo tantissimo e ha già realizzato due assist importanti. Ha bisogno di raggiungere una condizione fisica ottimale e ci sta arrivando. Ho fiducia in lui, perché è un ragazzo pieno di energia e questa sua caratteristica è evidente e utile alla squadra. Dobbiamo continuare su questa strada: sono convinto che altri giocatori riusciranno a trovare il gol. Siamo contenti per Daniel, che sta svolgendo molto bene il proprio lavoro da attaccante, ma riceve anche tanti palloni e ha diverse occasioni per segnare grazie al modo in cui costruiamo e portiamo giocatori in area. Dobbiamo coinvolgere maggiormente anche le mezzali e gli esterni. Su questo aspetto sono molto fiducioso”.

Come sta Suslov? “Sta bene e ha recuperato dal problema muscolare che si era portato dietro dalla Nazionale. Nel corso della settimana ha avuto un piccolo fastidio, che abbiamo gestito con un paio di giorni di riposo precauzionale. Sta ritrovando la condizione e ci tiene molto alla squadra, alle persone che lo hanno portato qui e alla città. Sono fiducioso che, lavorando insieme, possa ritrovare la sua migliore versione, quella del giocatore che ho conosciuto in passato, capace di fare molto bene, segnare gol e servire assist”.

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