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Due vittorie per la Serie C: mai più casi Caldiero, una battaglia di civiltà. Seconde squadre, una regolata e un problema di fondoTUTTO mercato WEB
lunedì 4 maggio 2026, 00:00Il Punto
di Ivan Cardia
per Tuttoc.com

Due vittorie per la Serie C: mai più casi Caldiero, una battaglia di civiltà. Seconde squadre, una regolata e un problema di fondo

È passato un po’ sotto silenzio - non su queste pagine -, come spesso capita alle cose belle che accadono in Serie C. Tutto è brutto per definizione, si sa. Però nel consiglio federale della scorsa settimana, la Lega Pro presieduta da Matteo Marani ha ottenuto un paio di vittorie non proprio secondarie. Una su tutte ci sta particolarmente a cuore, dato che è una battaglia di civiltà che su queste pagine abbiamo combattuto più volte. È bello essere ascoltati.

La prima vittoria riguarda il “principio di sostituzione”, ma si inserisce nel più generale quadro di favore verso il merito sportivo. Dalla prossima stagione, se una formazione neopromossa non si iscriverà al campionato a cui avrebbe diritto, sarà accettata una proveniente dallo stesso campionato e non (come accadrebbe se non si iscrivesse una qualsiasi altra società) una riammessa dopo retrocessione dal campionato di destinazione. È un principio giusto: se per una stagione ho combattuto con chi, alla fine, non poteva comunque raggiungere l’obiettivo, è giusto che ne prenda io il posto.

La seconda vittoria riguarda una questione su cui, appunto, ci siamo soffermati più volte. Fino alla stagione attuale, il confine tra riammissione e ripescaggio era decisamente labile: bastava che un club presentasse domanda, purché fosse, anche del tutto priva dei requisiti, e chiudeva le porte alla riammissione di un’altra società. La fotografia è la scorsa estate: il Brescia di Cellino si iscrive pur consapevole che quella domanda non sarebbe mai stata accettata, ma tagliando fuori il Caldiero (che avrebbe avuto diritto alla riammissione), favorendo l’Inter Under 23 (ripescata). Dalla prossima stagione, non accadrà più: la domanda di iscrizione, per essere valida, dovrà essere corredata dalla fideiussione e dal pagamento della tassa di iscrizione. Ora, ne abbiamo viste di tutte i colori, ma ci auguriamo che in pochi (nessuno?) a luglio intendano sobbarcarsi un onere finanziario del genere, per poi presentare una domanda priva di altri requisiti. Di fatto, vuol dire dare totale priorità alle riammissioni (ricordiamo: solo di club non penalizzati), e quindi al merito sportivo, rispetto ai ripescaggi. Viene un po’ meno il vantaggio di questi ultimi - cioè far entrare nel sistema società sicuramente sane, considerati gli impegni economici da assumere -, ma per fortuna dall’anno prossimo ci sarà anche l’indicatore di liquidità come criterio di ammissione, con controlli più stringenti.

Sempre in consiglio federale, è passata una regola (in questo caso su proposta della Lega D), che farà storcere il naso al Milan Futuro. La priorità, nei ripescaggi, resta alle seconde squadre, ma il primo posto va a una “nuova” Under 23 e non a una che abbia giocato un qualsiasi campionato. Risultato: i rossoneri, che tutti immaginavano di nuovo in C nonostante una stagione mediocre in D, saliranno solo in caso di quattro ripescaggi. Quindi, probabilmente, non saliranno. Sul punto, al di là del principio e della regolata alla gestione delle seconde squadre (pure condivisibile), c’è una questione di fondo: a oggi la C è considerata la loro principale - se non unica - destinazione. E invece avrebbe senso anzitutto abbattere il tabù legato alla promozione in Serie B (ma per questo bisogna aspettare che qualcuna sia promossa, vada incontro al ricorso già pronto della cadetteria e magari lo vinca), ma soprattutto aprire alla possibilità di iscriversi in Serie D. Se le seconde squadre servono a tutti, non possono essere appannaggio delle sole big: considerati il poco spazio e i costi di un campionato professionistico, a oggi società di media classifica della A non ci pensano nemmeno, perché sanno che non troverebbero mai spazio e che comunque sarebbe un onere eccessivo. Se invece potessero iscrivere la seconda squadra alla D, probabilmente sarebbero più propense. E, si torna al punto di partenza: se servono a tutti, farebbero un favore a tutto il movimento.