Rosetti, non siamo d’accordo. Il C non è un girone per grandi
“Sta andando bene in Spagna, un po’ meno in Italia perché gli allenatori un po’ speculano”. Così, qualche giorno fa in un meeting con la stampa a Montecarlo, Roberto Rosetti ha parlato del Football Video Support. Sono convinto che, se fosse stato spagnolo, l’avrebbe detta esattamente al contrario, ma pazienza: noi italiani siamo i migliori a trovarci i difetti. Sta di fatto che il capo degli arbitri UEFA non sembra un grande fan della “challenge”, e invece chi scrive è convinto che sia una di quelle novità - in Serie C capita spesso - che pian piano saranno il futuro e quindi il presente del calcio. Vedremo.
Tra le novità recenti della terza serie, le liste e il salary cap. Molti operatori di mercato le trovano innaturali in Serie C, e però anche in questo caso pensiamo che siano funzionali, anzi proprio utili. Il numero dei calciatori svincolati è oggettivamente alto, e a tutti loro va la nostra solidarietà. Molti troveranno squadra, qualcuno purtroppo no. Il tema vero è che i presidenti - vale in C, ma in realtà anche in A - vanno aiutati e pure guidati. Puntare sui giovani è una necessità del sistema, idem contenere i costi. Dare criteri rigidi serve anche a mandare un messaggio alle tante città della C: sostenibilità non può essere solo una parola vuota.
A proposito di città, il girone C non è per grandi. Il Bari si rimette in carreggiata, ma resta una situazione che fa male al cuore. Il Catania ha difficoltà sotto quasi ogni punto di vista: col Cosenza è già da dentro o fuori per l’attuale progetto sportivo etneo. In questo contesto, viaggia forte chi ha le idee un po’ più chiare sulla propria dimensione, e attenzione a possibili sorprese. Non ce ne aspettiamo nell’A - sarà un testa, ma Brescia ha più qualità di Cittadella -, mentre il B è sorprende per definizione. Buon divertimento.


