Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Reginaldo: "Catania, sii ambiziosa. Se non si può arrivare primi, bisogna restare in alto"

autore
Laerte Salvini
per Tuttoc.com
Oggi alle 17:00Interviste TC
autore Laerte Salvini
06.10.2026 17:00Interviste TC

In Serie C ha scritto una parte di storia. Reginaldo Ferreira da Silva, attaccante brasiliano classe 1983 con una lunga carriera tra Serie A, Serie B e Serie C, ha vissuto alcune delle piazze più importanti del calcio italiano. Da Fiorentina e Parma fino a Siena, Reggina, Catania e Picerno, ha costruito un percorso fatto di oltre vent'anni di professionismo. Oggi, a 43 anni, ha iniziato una nuova avventura da allenatore con il Magma Napoli Juniores, oltre che a giocare in 1 categoria con la medesima squadra. Ai microfoni di TuttoC.com racconta il suo rapporto con Picerno, l'esperienza di Catania, la promozione in B con la Reggina e il futuro che immagina in panchina.

Che idea ti sei fatto di questo girone di Serie C?

"Lo sto seguendo poco per motivi di lavoro, perché mi sto divertendo anche io a giocare. Riesco a vedere i risultati, ma non riesco a seguire le partite. Però ormai Picerno non è più una semplice realtà: è una certezza. Le squadre che lo affrontano faranno sempre fatica, soprattutto quando giocheranno contro Catania, Salernitana e tante altre squadre importanti."

Che ricordo hai del tuo periodo a Picerno?

"Ho ricordi bellissimi. Ho fatto due anni di play-off e sono sempre stato lì a giocarmi qualcosa di importante. Abbiamo sempre giocato un bel calcio e ci siamo divertiti. Quando sono arrivato a Picerno, però, non pensavo che la società dovesse ancora affermarsi: la dirigenza, il presidente e tutte le persone che lavoravano nel club avevano già le idee molto chiare su quello che volevano costruire negli anni successivi. Sapevano bene cosa potevano realizzare a Picerno e oggi mi fa piacere vedere i risultati che stanno ottenendo. È una realtà che è cresciuta tanto."

Il ricordo più bello?

"Ce ne sono tanti, perché abbiamo vissuto momenti belli tutti insieme, come squadra e come società. Ma quello che ricordo maggiormente è la vittoria per 1-0 contro il Palermo. Era una corazzata costruita per vincere il campionato e nessuno si aspettava che potessimo batterla. Invece abbiamo vinto e quella partita ci ha fatto capire, e ha fatto capire a tanta gente di Picerno, che facevamo sul serio."

Era il 28 novembre 2021: segnasti proprio tu il gol decisivo al Curcio.

"Sì, è stata una partita speciale. Vincere contro una squadra come il Palermo, in quel momento, ci diede ancora più consapevolezza. Fu una vittoria che rimase nella memoria di tutti noi."

Hai vissuto anche Catania. Quanto è difficile giocare in una piazza così esigente?

"Catania è una delle società più belle in cui abbia giocato. È una piazza enorme, con una tifoseria importante e una città che vive di calcio. Nell'anno in cui sono stato lì c'erano alcune difficoltà a livello societario e forse la gestione non era quella giusta. Noi in campo non siamo riusciti a trovare la quadra per arrivare fino in fondo, anche se la società aveva la struttura per metterci nelle condizioni di fare bene. Al di là di questo, ho vissuto un'esperienza bellissima e sono stato molto bene. Da quello che so, oggi la società è migliorata tantissimo. Hanno preso un bravissimo allenatore, Mimmo Toscano, che a me piace tantissimo e che ho avuto la fortuna di conoscere e di avere come allenatore. Speravo che lo tenessero anche quest'anno per provare a portare il Catania dove merita. Longo lo ho avuto ed ha grande competenza , è bravo e con lui abbiamo giocato sempre bene. Mi auguro che la società sia più sana e riesca a dare ai giocatori tutto quello di cui hanno bisogno. Quando una società come Catania mette i propri calciatori nelle condizioni migliori, loro possono dare il massimo e provare a vincere il campionato."

Come si vince un campionato di Serie C?

"Il consiglio è che, se non riesci a partire primo, devi comunque rimanere sempre lì, tra il primo e il quarto posto. Questo ti aiuta ad arrivare alla fine del campionato con maggiore consapevolezza. Devi restare aggrappato alla parte alta della classifica, perché una volta che scendi è difficile tornare su. Le squadre si alternano punto dopo punto e può succedere di tutto: una squadra può battere anche quella più forte, perché il calcio è fatto di sorprese. Se riesci a tenere duro fino alle ultime cinque o sei partite, restando tra il primo e il quarto posto, hai una grande possibilità di giocarti il campionato."

Tu lo hai vissuto con la Reggina.

"Sì, con la Reggina lo abbiamo fatto. A un certo punto siamo diventati primi e poi nessuno ci ha più ripresi. Anche se il campionato non si fosse fermato per il Covid, penso che avremmo vinto lo stesso, perché eravamo troppo più forti degli altri."

Quella Reggina era prima con 69 punti dopo 30 giornate quando il campionato venne fermato dalla pandemia.

"Avevamo costruito una squadra fortissima e avevamo dimostrato sul campo di essere i più forti. Poi il campionato si è fermato, ma alla fine siamo stati promossi in Serie B."

Oggi il tuo presente è il Magma Napoli. Come nasce questo progetto?

"Ho sposato il progetto Magma Napoli a 42 anni. Ho iniziato dalla Seconda Categoria con loro e abbiamo vinto il campionato. Ora siamo in Prima Categoria e abbiamo iniziato bene, con due vittorie nelle prime due partite. È un progetto serio. Il presidente sta costruendo qualcosa di importante e ha anche un progetto per uno stadio di proprietà, che si chiamerà Magma Stadium. La società sta portando avanti il proprio percorso con grande serietà. La mia voglia è quella di diventare il loro allenatore. Ho cominciato a fare l'allenatore della Juniores provinciale e spero, in futuro, di riuscire ad allenare anche la prima squadra. È quello che voglio fare."

Che calcio vuoi insegnare ai tuoi ragazzi?

"Prima di tutto voglio lavorare sulla tecnica. Negli ultimi anni forse l'abbiamo un po' trascurata per concentrarci troppo sulla tattica. Voglio insegnare ai ragazzi a lavorare sempre di più sulla tecnica, ma anche a stare bene in campo. La tecnica, però, viene prima di tutto, perché è fondamentale."

per Tuttoc.com

Altre notizie