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Folgore Caratese, Guidi si presenta: "Dobbiamo diventare squadra velocemente"

autore
Luca Bargellini
Oggi alle 15:04Serie C
autore Luca Bargellini
06.10.2026 15:04Serie C
Il nuovo tecnico della Folgore Caratese Federico Guidi: "Ho trovato un ambiente piacevole. Qui ci sono le condizioni per fare un grandissimo lavoro"
Dopo la separazione da Nicola Belmonte, la Folgore Caratese ha affidato la panchina a Federico Guidi. Il nuovo tecnico dei brianzoli ha parlato ai canali ufficiali del club prima di dirigere il suo primo allenamento. Ecco le sue dichiarazioni: Oggi terrà il suo primo allenamento con la squadra. In questi giorni ha avuto modo di studiare la squadra e quello che è stato questo inizio di campionato? Da dove deve ripartire? "Intanto è estremamente piacevole essere qua. Ho trovato un ambiente estremamente professionale. Chiaramente ho studiato i ragazzi, ho visto le partite per cercare di capire dove poter incidere. Secondo me è un gruppo che ha valori, è un gruppo di ragazzi che può esprimere tanto. Poi è chiaro che oggi ci sarà il primo approccio con loro e li voglio conoscere da vicino. La priorità è quella di diventare squadra, perché è chiaro che è un campionato estremamente competitivo e di qualità. Dobbiamo riuscire, per raggiungere l'obiettivo, a diventare squadra velocemente, per fare i punti che servono a raggiungere il nostro obiettivo. Oggi interagirò per la prima volta con loro, cercando di responsabilizzarli e con tutta la motivazione che ho, perché ho veramente tanta voglia di campo, tanta voglia di stare con loro, tanta voglia di battagliare per la Folgore Caratese. Ringrazio il presidente e tutti quanti voi, che vi ho conosciuto da poco, ma ho trovato veramente un ambiente piacevole e dove vale la pena battagliare". Nella sua carriera da allenatore ha lavorato con tantissimi giovani talenti. Qui l'età media è molto bassa: pensa di trovare terreno fertile per i suoi obiettivi? "Penso di sì. Io molti di loro li conosco per averli visti giocare, per averci giocato contro. Qualcuno l'ho anche seguito ai tempi delle Nazionali giovanili e per molti di loro li conosco davvero bene. Penso che abbiano delle potenzialità da poter esprimere. È chiaro che quando c'è un cambio di allenatore c'è sempre qualcosa che non è andato, però ho avuto la fortuna in questi giorni di confrontarmi con lo staff, che poi è quello che ha condiviso il lavoro con mister Belmonte, con il quale hanno fatto una cavalcata straordinaria e hanno scritto una pagina storica della società. Per questo vanno sempre ringraziati. È chiaro che ora cambieranno un po' di principi, un po' di metodologia e quant'altro, però penso che ci siano le condizioni per sopperire a quelle lacune che magari in queste prime giornate sono venute sul campo e magari mettere in mostra i nostri pregi". Lei ha vissuto nei campi di Milanello, di Trigoria e del Viola Park. Qual è stato il primo impatto con lo Sport Italia Village? "Intanto è stata una forte emozione, perché mi sono catapultato nel ritorno nei professionisti in Serie C, ma non sembrava questo. Nel senso che entrare allo Sport Italia Village mi ha fatto vivere un'emozione e ho pensato proprio ai centri sportivi che hai menzionato, perché non sembra di essere in Serie C. Ci sono le strutture per fare veramente un grandissimo lavoro, per mettere nelle condizioni gli staff tecnici di tirare fuori il massimo da ogni ragazzo e dalla squadra, perché gli strumenti non mancano. Questo in Serie C è un valore assoluto per noi allenatori, ma soprattutto è un valore assoluto per i calciatori. Noi abbiamo a che fare anche con tantissimi giovani e quindi magari possono sfruttare questo bellissimo centro sportivo per migliorarsi e calcare anche i palcoscenici più importanti, perché molti di loro ci possono arrivare. Qualcuno un po' più esperto può magari spingersi oltre quello che fino ad oggi la carriera dice. È stata veramente una forte emozione e una piacevole sorpresa, perché non ci ero mai stato, se non allo stadio, giocandoci con il Milan Primavera. Non ero entrato nel centro sportivo. È stata una forte emozione e soprattutto una bellissima, piacevole sorpresa, perché come ho messo piede qui ho detto: 'Qui ho tutto per poter esprimere la mia professione'. E quindi è qui che la voglio svolgere".

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