Ravenna, Anzalone: contratto della discordia
Non ha avuto molto tempo per esultare per la salvezza conquistata dai suoi compagni, Fabrizio Anzalone. La gioia per il traguardo raggiunto, mischiata alla sofferenza di non aver potuto partecipare all’ultima parte della stagione per via di un infortunio, si è trasformata per il difensore genovese in profonda amarezza davanti alle esternazioni del presidente Fabbri riguardo al suo contratto, definito troppo pesante per la casse del club, e alla decisa volontà di scioglierlo in ogni modo. “Sono rimasto molto deluso e amareggiato dalle parole del presidente - spiega Anzalone - perché mai me la sarei aspettato. Spero siano state figlie soltanto della tensione dovuta alla salvezza raggiunta dopo una stagione tribolata, perché altrimenti non me le so spiegare. Inoltre, queste frasi me le hanno comunicate degli amici, visto che ora sono a Bergamo per recuperare dall’infortunio al ginocchio (lesione del menisco anteriore con l’aggiunta del collaterale esterno e del crociato anteriore, ndr) e nessuno della società mi ha detto qualcosa. In ogni caso io sono e rimarrò un giocatore del Ravenna”.
Fabrizio Anzalone è tra gli otto giocatori dell’attuale rosa che hanno un contratto in scadenza al 30 giugno 2011. “Nessuno, tempo addietro, ha obbligato la società a prolungarmi il contratto, perché quando ci siamo trovati in sede di rinnovo la dirigenza ha deciso di prolungarlo fino al 2011. In questi anni, per di più, mi sono anche ridotto lo stipendio (di 30.000 euro, ndr.), facendo di tutto per il bene di questa società a cui sono molto legato così come alla città, tanto che sto pensando di venirci ad abitare con la famiglia una volta che smetterò di giocare”.
Sarà un’estate di intenso lavoro fisico per Anzalone, desideroso di recuperare dall’infortunio il prima possibile in modo da cercare il prossimo anno il tanto agognato salto in serie B. “Sto lavorando parecchio per farmi trovare pronto ad inizio stagione e se tutto andrà secondo i piani spero di essere quasi al 100% a settembre, bruciando magari i tempi. Scegliendo di non operarmi e di fare soltanto un lavoro specifico ho guadagnato qualche mese e ora spero che tutto possa procedere per il meglio”.
Infortunatosi proprio nel momento clou della stagione, quando tra l’altro era ritornato titolare al posto di Serafini, Anzalone ha dovuto vivere da spettatore la corsa salvezza. “Credo che siamo stati anche sfortunati quest’anno, perché abbiamo sempre avuto a che fare con infortuni in ogni reparto, che non ci hanno permesso di avere continuità di rendimento. La salvezza diretta è assolutamente meritata: i ragazzi ad Andria sono stati bravissimi mostrando il giusto atteggiamento e la voglia di raggiungere l’obiettivo ad ogni costo”. Vedendo la rincorsa vincente del Rimini e la vittoria del campionato del Portogruaro, sicuramente qualche rimpianto a questo Ravenna rimane. “Forse bastava poco per arrivare ai playoff, anche se almeno sei o sette squadre erano più attrezzate di noi, ma proprio nel momento più importante della stagione, abbiamo iniziato ad avere problemi e a perdere posizioni. Il rammarico c’è senza dubbio ma l’importante è aver evitato i playout”.
In attesa del raduno di luglio, la voglia di riscatto ad Anzalone non manca così come il desiderio di vestire di nuovo la maglia giallorossa. “Ho un contratto col Ravenna e non vedo perché non dovrei rimanere in una squadra in cui sto molto bene. Ora penso solo a lavorare sodo per ristabilirmi, poi se qualcuno della società vorrà dirmi qualcosa - termina il difensore - può contattarmi senza nessun problema”.


