L’assurdo Massimo Mauro. Il valore della Lega Pro va tutelato. Il calciomercato di gennaio aprirà la “bagarre” in 2^ Divisione
Indubbiamente una brutta pagina per il calcio quella scritta domenica scorsa all’Arechi di Salerno. Ce ne stiamo ancora rammaricando tutti e ci stiamo anche interrogando sul perché sia potuto accadere. Sulle reali motivazioni che possono aver spinto quegli “individui” di Nocera a voler dare un segnale così forte. Il voler, a tutti i costi, porre in essere una dimostrazione di risonanza nazionale, tanto violenta quanto assurda.
Per meglio comprendere l’accaduto sono rimasto incollato, sino a sera inoltrata, davanti al televisore, seguendo immagini e commenti. Sono trasalito sulla poltrona ascoltando l’assurdo parere di Massimo Mauro, l’ ex calciatore, ora opinionista di Sky. A suo dire, da lasciare in vita solo seria A e B, per il resto tutto da gettare nella spazzatura, in primis la Lega Pro.
Di tutta l’erba un fascio, quindi! Se la poteva proprio risparmiare...
Sappiamo però che Mauro, anni addietro, appesi gli scarpini al chiodo, si era inutilmente dedicato alla ricerca di suoi improbabili spazi dirigenziali, trovando chiuse le porte. Ed allora, ho pensato, tanto vale!
Nella realtà dei fatti l’importanza ed il ruolo della Lega Pro non vanno sminuiti. Per il valore acquisito nel sociale. Per il rilevante giro d’affari che produce. Per il movimento economico che ne deriva anche in favore dell’imprenditoria a latere coinvolta. Per la tutela e la garanzia, anche economica, ai posti di lavoro per tutti i tesserati. E, infine, per il valore qualificato della produzione tecnica e sportiva. Basta ricordare quanti giovani, con passato in terza serie, sono arrivati in serie A ed anche ad indossare la maglia azzurra.
Una categoria, quella della Lega Pro oggi, certamente in grande fermento. Nelle pieghe della riforma dei campionati si sono spalancati alcuni tranelli che non tutti i dirigenti avevano rilevato in estate.
Specialmente in Seconda Divisione. Un torneo reso estremamente difficile dalle tante retrocessioni previste dal regolamento.
Grande, nel presente, il timore di tanti presidenti di cadere nel limbo della serie D, quello del (finto) dilettantismo. Il campionato più ostile di tutti. Il “purgatorio” dal quale è sempre più difficile risalire. Molti (quasi tutti) stanno frettolosamente rivedendo i loro programmi iniziali. La dirigenza del Mantova, con la squadra in carenza di risultati, ha fatto da apri pista, tutto il management, sia tecnico che sportivo, è stato infatti surrogato. Presumibile anche che, all’ imminente riapertura delle liste, la squadra venga rivoltata come un calzino.
Quella del prossimo gennaio sarà, per diverse Società, una campagna trasferimenti particolarmente attiva. Sarà la rivincita dei calciatori di categoria, accantonati, in alcuni casi, con fretta superficiale, per favorire un approssimativo progetto di giovani “under”. Ragazzi tesserati, il più delle volte, con gli occhi rivolti più alla loro carta d’ identità che al loro reale valore tecnico ed agonistico. La dichiarata necessità di tanti presidenti di coprire una grossa fetta dei costi di gestione con l’ utilizzo del denaro derivante dal “minutaggio”.
Bisognerà solo verificare quanto le sopravvenute esigenze tecniche si potranno coniugare con il fabbisogno e le disponibilità economiche societarie.
Un problema di non poco conto considerando la crisi finanziaria ed imprenditoriale che tuttora opprime il nostro Paese.
Ad ogni buon conto, che la stagione della Seconda Divisione ci possa far assistere a due campionati in uno, è più che una sensazione. Da gennaio - per la finestra di calciomercato - ci sarà sicuramente una svolta, il campionato andrà in mano di chi disporrà di maggiori risorse economiche e, con oculatezza, riuscirà a sbagliare di meno nel correggere gli errori dell’estate.
Vedrete, allora, che per quei nove posti in “paradiso” può ancora succedere di tutto.
Ne riparliamo comunque, a primavera 2014.


