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Como, bomber Le Noci a TLP: "Voglio fare qualcosa di importante per la squadra della mia città. Chiudere le curve? Non serve"TUTTOmercatoWEB
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
giovedì 21 novembre 2013, 23:00Interviste ESCLUSIVE
di Alessio LAMANNA
per Tuttoc.com

Como, bomber Le Noci a TLP: "Voglio fare qualcosa di importante per la squadra della mia città. Chiudere le curve? Non serve"

Due gol, proprio quando servivano. A lui e, soprattutto, alla sua squadra. Giuseppe Le Noci li ha trovati sabato scorso, in una trasferta di Bergamo rivelatasi trionfale per il Como. Il 4-1 conquistato dai ragazzi di Colella ha dato una grande boccata d'ossigeno alla classifica dei biancoblu. Per l'attaccante classe '82 il secondo e il terzo gol stagionale, in un campionato iniziato non benissimo a livello personale. Ma il bis realizzato allo stadio Atleti Azzurri d'Italia potrebbe lanciarlo verso un ruolo importante nella rosa lariana. La quale non ha ancora dimostrato di avere un bomber trascinatore.

Noi di TuttoLegaPro.com abbiamo contattato in esclusiva l'ex giocatore di Sudtirol, Pergocrema, Verona e Cremonese (nelle ultime quattro stagioni ha segnato la bellezza di 52 gol) il quale si è raccontato dicendo la sua in merito a diversi argomenti.

Le Noci, il Como è ancora alla ricerca del suo bomber o l'ha trovato sabato?
"Penso che il Como sia più che altro alla ricerca dei gol, perché prima di sabato abbiamo avuto tante difficoltà a concretizzare la mole di gioco che creavamo, mentre a Bergamo ci siamo riusciti. Evidentemente il nostro problema è di squadra, non solo di noi attaccanti. Ciò non toglie che le responsabilità siano maggiormente di noi attaccanti. Comunque spero che questa prestazione coincida con un'iniezione di fiducia per tutta la squadra, che ci aiuti a fare gol".
 

Una doppietta utile anche a rispondere a qualche critica arrivatale?
"Secondo me è stata utile più a portare a casa punti per la squadra. Le critiche sono normali, soprattutto quando non si riesce a fare gol o a fare punti. Sabato, anche grazie ai miei gol, ci siamo riusciti ed io sono contento per questo. Poi il fatto che la gente mi abbia criticato significa che si aspetta tanto da me e mi fa piacere che ci sia fiducia. Io ho sempre dato il massimo, anche se poi dal punto di vista realizzativo potevo fare di più".


Il presidente Porro ha detto che quella di Bergamo è stata la vittoria di Colella. Da giocatore esperto qual è, cosa ci può dire del vostro tanto discusso allenatore?
"Ho saputo che ci sono state delle polemiche rivolte al mister, provenienti anche dai nostri tifosi. Quello che posso dire io è che con lui stiamo facendo un buonissimo lavoro, portando avanti delle idee. E c'è anche da dire che è facile criticare l'allenatore quando le cose non vanno bene. Che poi tanto male non stiamo andando, visto che siamo in zona playoff. C'è chi lo accusa di avere un atteggiamento discutibile con stampa e tifosi, ma io non leggo i giornali, non guardo le interviste e quindi non so come possa apparire in quelle situazioni. Da parte mia, con Colella mi trovo molto bene".


Dove può arrivare questo Como?
"L'idea è quella di cercare di migliorare qualcosina in ogni partita. Poi dal primo giorno abbiamo detto che il nostro obiettivo è entrare nei playoff. Possiamo migliorare ancora tanto, ma abbiamo già una buona base perché finora abbiamo sempre giocato a calcio e fatto la nostra parte, anche con le grandi squadre. Finora ci è mancato qualcosina nello sbloccare le partite: se riusciamo a trovare questa chiave possiamo fare un grande campionato".


Molti però pensano che ci sia il rischio di gioire per il raggiungimento dei playoff ma, una volta raggiunti, di non andare lontano...
"Prima arriviamoci, possibilmente nella posizione migliore possibile, e giochiamoli. Poi vedremo se chi la pensa così ha ragione. Non possiamo nascondere che ci siano squadre più blasonate e sulla carta più forti di noi, come Cremonese, Pro Vercelli e Vicenza. Ma in ogni partita si inizia dallo 0-0 e noi abbiamo già dimostrato di sapercela giocare con tutte".


Nelle ultime tre stagioni lei ha giocato due volte i playoff: col Verona li ha vinti, con la Cremonese li ha persi. Che effetto le fa vedere gli scaligeri nelle prime posizioni di Serie A? E si sarebbe aspettato una Cremonese già a -6 dalla vetta?
"Fa piacere vedere l'Hellas così in alto. Sapevo che è una piazza ambiziosa, che non si accontenta di disputare campionati anonimi, però onestamente non mi aspettavo che potesse essere già in Serie A e soprattutto in quella posizione. Ne sono molto contento. Per quanto riguarda la Cremonese, un pochino di sorpresa c'è nel vederla un po' in difficoltà, anche considerando la vittoria del ricorso contro l'AlbinoLeffe".


Lei è un lariano doc: fare bene con questa maglia cosa significherebbe per lei?
"Sarebbe molto bello. Sono di Como e ci ho giocato tanti anni, ai tempi delle giovanili. Andavo spesso a vedere la prima squadra e a fare il raccattapalle, anche quando c'erano giocatori di altissimo livello. Ho sempre voluto vestire quella maglia, ci sono riuscito e farò il massimo perché il Como possa togliersi delle soddisfazioni. E' più gratificante riuscire a fare bene nella squadra della propria città".


Anche la curva del Como è stata accusata di discriminazione territoriale. Come giudica il modus operandi della giustizia sportiva: giusta disciplina o inutile repressione?
"Secondo me non serve a molto, tanto la gente lo fa lo stesso anche se è consapevole che ci potrebbero essere sanzioni. Lo si è visto anche in Serie A. Non penso siano questi i veri problemi dei tifosi: le cose gravi sono altre. Sfottò del genere ci sono sempre stati e, fin quando rimangono tali, non penso possano ferire nessuno. Sono cori derivati dal momento, non le vedo come cose così serie".

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