ESCLUSIVA TLP - Castiglione, Ruffini: "Giovani ma agguerriti. A 26 anni sono vecchio. Le mie favorite sono..."
Dopo tre mesi di sofferenza il Castiglione ha conquistato la sua prima vittoria nell'attuale campionato. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il capitano degli alosiani, Matteo Ruffini.
Contro il Rimini è arrivata una vittoria inaspettata. Come avete fatto?
"Con la forza del gruppo. Questi tre punti mostrano come la squadra è unita e compatta. Nonostante le numerose assenze e qualche giocatore all'esordio, abbiamo fatto benissimo, espugnando uno dei campi più difficili della categoria".
Hai realizzato l'uno a zero su calcio di rigore. Proprio un errore dal dischetto di Curcio, all'ultimo minuto, aveva fatto sfumare la vittoria contro la Torres...
"C'era una forte tensione. Scherzando, pensavamo che il presidente avrebbe cacciato chi avesse sbagliato il prossimo penalty. Io mi sono preso questa responsabilità, sono andato sul dischetto sicuro, senza cambiare idea e senza pensieri. Fortunatamente mi è andata bene. Da difensore non mi interessa molto segnare. Se poi i gol arrivano meglio ancora. Non è un mio obiettivo ma se riuscissi a superare le 5 reti realizzate tre anni fa in Serie D sarei molto contento".
E' il quarto anno che sei nella stessa squadra. Una rarità in Lega Pro...
"Appena retrocesso dalla Lega Pro con il Carpenedolo, andai a parlare con il Castiglione. Volevano puntare ai professionisti in pochi anni e sposai il progetto. Dopo aver ottenuto la 2^ Divisione, adesso vogliamo prenderci la Lega Pro unica.
C'erano possibilità di scendere in Serie D in squadre che puntavano a vincere. Ma ormai avevo dato la mia parola al club aloisiano e non sono uno che tradisce. Mi piace mantenere quanto promesso. Tra l'altro sono anche nato a Castiglione...".
La passata stagione lottaste per la promozione, quest'anno la situazione è drasticamente cambiata...
"Il primo anno con il Carpenedolo accarezzai la 1^ Divisione: arrivammo a pari punti con il Pergocrema ma passarono loro per la miglior differenza reti. L'anno scorso a Castiglione eravamo partiti bene, rimanendo in alto a lungo. Poi il ritorno ci è girato male e non siamo riusciti a raggiungere nemmeno i playoff. Diciamo che quest'anno siamo partiti maluccio, non riuscendo a raccogliere i punti meritati. Ma c'è sempre un periodo di assestamento quando cambi tanto. La crisi in Italia e nel mondo ha fatto sì che anche nel calcio i soldi siano drasticamente diminuiti. Per questo il Castiglione ha dovuto tagliare alcuni giocatori esperti della vecchia guardia che tanto bene avevano fatto in passato. Mi dispiace molto non giocarci più insieme ma siamo in contatto, ci sentiamo ogni settimana. La società ha giustamente puntato sui giovani, dal momento che i contributi della Lega sono fondamentali. D'altra parte, però, io stesso, a 26 anni, sono diventato vecchio".
Avete subito due poker e un tris finora. Diciamo che dietro avete ballato tanto...
"I tanti gol presi non sono colpa esclusiva della difesa. Tutta la squadra deve proteggere la propria porta e se quest'ultima viene bucata il demerito è di tutti. In realtà numerose reti le abbiam prese per disattenzioni individuali, lasciando molti punti per strada".
Quali squadre ti stanno stupendo?
"Il Santarcangelo: vince prendendo pochissimi gol, sembra il Castiglione dell'anno scorso. Poi anche il Renate mi ha fatto una buona impressione. Continuando così entrambi approderanno alla Lega Pro unica".
Sii realista: salvezza diretta o playout?
"Per la classifica che abbiamo dobbiamo riuscire a riagganciarci al gruppetto playout. Perché stare in fondo è davvero brutto. Sabato al fischio finale abbiamo esultato, ci siamo levati un peso. Per me che arrivo da una stagione vincente è stato difficile rimanere senza vittorie così a lungo. Quindi un obiettivo per volta. Certo, arrivare ottavi sarebbe un gran bel traguardo...".
Nonostante undici match senza vittorie la società ha confermato mister Ciulli. Come mai?
"C'è piena fiducia nel mister sia da parte della società che da parte di noi ragazzi. L'avevo già avuto a Carpenedolo, lo conosco bene. E' normale che in un momento di difficoltà tutti fanno fatica, ma l'importante è uscirne fuori".


