Lumezzane, Carlini a TLP: "Partita speciale domenica, qui si cresce bene. Non ha senso pagare per far giocare i giovani"
La Lumezzane si prepara per la sfida di Reggio Emilia, questa domenica. Una gara che i rossoblù devono vincere a tutti i costi per rimanere agganciati al treno playoff, dal momento che la vittoria manca da ben quattro turni. Per Riccardo Carlini, inoltre, sarà una sfida nella sfida, proprio contro la sua ex squadra. TuttoLegaPro.com ha intervistato il difensore classe '91 in esclusiva.
Riccardo, come procede la tua stagione a Lumezzane?
"La mia stagione va bene, sto crescendo e gioco. Mi trovo molto bene e riesco ad esprimermi bene. Lumezzane è un posto ideale per crescere per un giovane: i dirigenti ti sono vicini, ti aspettano e poi qui è un posto tranquillo".
Quella di domenica per te non è una partita come le altre..
"Beh no di certo. Sono stato a Reggio Emilia per una stagione (2011/2012, ndr) e me la ricordo bene: una città bella dove vivere e di cui ho ottimi ricordi. Si mangia anche bene (ride, ndr). Sento ancora Buffagni e Mastini (dirigente e massaggiatore della Reggiana, ndr) con cui ho ancora un bel rapporto. E' stato il mio primo anno da professionista dopo il campionato Primavera con il Genoa. La Reggiana ed i suoi dirigenti mi avevano fortemente voluto ed ero molto motivato a fare bene, peccato per quell'infortunio".
Un infortunio tutt'altro che leggero, sei stato fuori un anno...
"Eh purtroppo si, mi sono fratturato tibia e perone e non ho più giocato fino alla stagione successiva".
Cosa pensavi in quei momenti?
"Malgrado la gravità dell'infortunio, sono sempre stato convinto di rientrare e non mi sono mai perso d'animo, anche perchè, con un incidente simile, è un attimo farlo. Sono stato bravo a rimanere lucido e concentrarmi sul rientro. Anche la stagione successiva, quando sono approdato a Lumezzane, è stato molto complicato ricominciare ed i primi tempi non ho giocato molto. Dopo, quando sono tornato in condizione, mi sono guadagnato sempre più minuti grazie alla mia determinazione".
Cosa pensi della Reggiana?
"E' una buona squadra non c'è dubbio, anche se non ho avuto la possibilità di vederla, se non per qualche minuto contro il Como in televisione. Ci giocano Possenti e Dametto che erano nel Lume con me l'anno scorso e sono due buoni difensori. Inoltre conosco diversi altri giocatori validissimi".
Per il Lumezzane due sconfitte su due in casa: non sembra sia un momento molto favorevole..
"Non è un momento molto favorevole ma hanno inciso più fattori: a Pavia, il match prima delle due sconfitte, ci siamo trovati sotto di due gol ed abbiamo rimontato, quindi non siamo di certo una squadra che non lotta. E' un periodo che ci gira un po' storto. In entrambe le partite che abbiamo perso in casa, è stato espulso un nostro giocatore e questo non può non incidere in una partita. Però non dobbiamo cercare alibi, anzi, è necessario farci un esame di coscienza e reagire a questo momento fin da subito".
Dove può arrivare questo Lumezzane secondo te?
"Siamo una squadra giovane che deve crescere e ha poca esperienza. Su questo punto siamo simili alla Reggiana. Ma dipende tutto da noi, se cresciamo come gruppo possiamo arrivare lontano. Abbiamo discrete individualità in squadra come Torregrossa, il capocannoniere del campionato, che sta facendo molto bene ed è molto forte."
Di attaccanti che hanno fatto carriera ne sono passati diversi a Lumezzane..
"Eh si, Matri e Balotelli sono cresciuti qui, giusto per dirne due. Ma non sono gli unici. Speriamo che possa anche lui seguire le loro orme, glielo auguro".
Qual è la squadra che ti ha stupito di più finora?
"Di quelle che ho affrontato in campionato il Vicenza: può puntare in alto. Abbiamo perso 1-0 ma secondo me loro hanno giocato molto bene, anche se noi quella domenica non abbiamo espresso il nostro miglior calcio".
Chi può andare in Serie B secondo te?
"Di squadre forti ce ne sono molte in questo girone anche se per me spiccano Virtus Entella e Cremonese per la promozione finale".
Hai 22 anni. Cosa ne pensi dei giovani che non giocano? Luigi di Biagio, allenatore dell'Italia U21 aveva affermato che non hanno senso i premi di valorizzazione e che i ragazzi devono scendere in campo solo se sono bravi...
"In molti la pensiamo così, anch'io sono della stessa idea, concordo pienamente con mister Di Biagio. Non ha senso pagare per far giocare un giovane o dare più soldi ai club se l'età media è bassa. Non a caso l'Assocalciatori quest'estate aveva protestato, minacciando lo sciopero".


