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ESCLUSIVA TLP - Südtirol, Campo: "Siamo più forti dell'anno scorso. Voglio tornare in Serie B, possibilmente con questa maglia"TUTTOmercatoWEB
Alessandro Campo
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
venerdì 29 novembre 2013, 18:00Interviste TC
di Alessio LAMANNA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Südtirol, Campo: "Siamo più forti dell'anno scorso. Voglio tornare in Serie B, possibilmente con questa maglia"

Alessandro Campo non è certo l'Ibrahimovic del Südtirol, uno di quei giocatori che accentra il gioco su di sé ed obbliga per certi versi il resto della squadra a dipendere da lui. Nella rosa allenata da mister Rastelli i veri numeri 9 sono altri, vedi Dell'Agnello. I gol degli altoatesini, però, si stanno rivelando una prerogativa quasi esclusiva di Campo: l'esterno piemontese, classe '84, ne ha già segnati otto in undici presenze. Poco meno della metà delle reti segnate da tutta la squadra. Numeri da vero bomber per uno che bomber non lo è mai stato, ma che sta trascinando una squadra che fatica moltissimo in fase difensiva, in trasferta e che in generale non sta riuscendo a ripetere il bel campionato dell'anno scorso. Nonostante sulla carta l'organico sia di prim'ordine. 

Nell'intervista concessa in esclusiva da Alessandro Campo a noi di TuttoLegaPro.com, il giocatore scuola Torino (quattro presenze in Serie B coi granata per lui, più una col Cittadella nel 2008/2009), da ormai cinque anni al Südtirol, si è raccontato ed ha espresso molti pensieri interessanti.

Alessandro, otto reti in undici presenze: un inizio di stagione col botto...
"Che dire, segnare fa sempre piacere, poi con questa continuità... Però la felicità è un po' smorzata, perché avrei preferito fare qualche gol in meno vincendo qualche partita in più. Ma è innegabile che segnare tanto mi renda felice, mi faccia allenare bene e mi permetta di affrontare le partite in maniera più serena".
 

Più forte questo Südtirol o quello dell'anno scorso, che sfiorò la B?
"Sono due squadre diverse. A livello di qualità secondo me ne abbiamo di più quest'anno, anche se guardando i risultati mi si darà del pazzo. Certo, non stiamo riuscendo ad esprimere appieno queste potenzialità. Però penso che appena ingraneremo, diventando un po' più quadrati, dimostreremo la nostra forza. L'anno scorso abbiamo fatto davvero un gran campionato, patendo pochi periodi di crisi e facendo molto meglio rispetto a quest'avvio di stagione: questo paragone ce lo stiamo portando un po' dietro, perché non ci ha permesso di avere la serenità necessaria per superare i momenti difficili. Teniamo conto che fare meglio dell'anno scorso vuol dire andare in Serie B, non è una cosa facile. Soprattutto per dei giovani come i nostri, validi ma che al primo o secondo anno tra i professionisti devono subire la pressione di giocare in una squadra che l'anno scorso ha fatto un gran campionato".


Ma davvero un semplice nono posto può essere l'obiettivo di questo Sudtirol?
"La classifica per ora dice di si, ma penso che non dobbiamo fossilizzarci su discorsi ed obiettivi di classifica. Anche perché cambia poco arrivare noni o quarti/quinti, piuttosto è più importante come si arriva ai playoff. Quindi cerchiamo di fare più vittorie possibili, raggiungendo una quadratura di squadra e una mentalità vincente, per arrivare a giocarci gli spareggi al massimo delle nostre possibilità. Poi a marzo/aprile vedremo come siamo messi".


Gol subiti e rendimento lontano dal Druso: sono questi i problemi principali?
"Si, i numeri dicono questo. Per quanto riguarda le partite in trasferta, stiamo lavorando molto sull'aspetto mentale: è lì il problema, anche perché non andiamo certo a giocare su campi caldissimi, con 15.000 spettatori che ti danno contro e dove puoi anche subire la pressione della trasferta. Pure per quanto riguarda i gol subiti stiamo cercando di migliorare e secondo me anche qui il problema è psicologico: a volte c'è troppa tensione e manchiamo di lucidità. Ovviamente la colpa non è solo dei nostri difensori, ma di tutta la squadra. Attraverso il lavoro miglioreremo in entrambi gli aspetti".


Ci spiega cos'è successo dopo l'estate del 2010? Da allora ha iniziato a segnare come mai prima...
"È giusto dire che non è una questione di ruolo. Sono semplicemente maturato tanto e diventato più cattivo sotto porta: in campo ho acquisito una mentalità diversa, più alla ricerca del gol. È stato un qualcosa che mi è scattato dentro, ne vado fiero".


Un suo obiettivo per questa stagione ed uno a lungo termine...
"Per questa stagione voglio continuare così a livello personale e giocarmi le mie chances con la squadra ai playoff per il salto di categoria. Sai, ho 29 anni e questo lavoro non dura per sempre. Sto lavorando tanto per tornare in Serie B, una categoria in cui ho giocato ma che non ho mai potuto vivere da protagonista, soprattutto per colpa mia, perché quando ho giocato in cadetteria non avevo questa mentalità. Il mio sogno è salire di categoria con questa maglia, se così non fosse si vedrà, l'ambizione è tanta".
 

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