ESCLUSIVA TLP - Foggia, diesse Di Bari: "Dirigenza e tifosi grandi protagonisti. Età media? Meglio non rischiare"
Ex bandiera del Foggia da calciatore, idolo rossonero anche da dirigente. Giuseppe Di Bari, ex difensore e attualmente direttore sportivo dei satanelli, è una delle cause dell'attuale successo dei pugliesi nel girone B di 2^ Divisione. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva.
Undici risultati utili e terzo posto in classifica...
"I meriti sono di tutti. Di me che ho costruito la squadra, dell'allenatore che è di grossa prospettiva, dei ragazzi che scendono in campo, della società e in particolare del diggì Masi che ci dà la possibilità di poter lavorare bene. La dirigenza ha fatto grandi sacrifici, aiutata anche economicamente dai tifosi in sede di ripescaggio. Si è vista una grande voglia, da parte di tutti, di essere protagonisti e di ritornare nel professionismo. Speriamo che i buoni risultati e il lavoro svolto finora possano avvicinare nuovi imprenditori al Foggia".
All'inizio avete inanellato diversi risultati altalenanti. Il salto dalla D vi ha creato problemi?
"Abbiam cambiato tanto in corsa, gli elementi nuovi dovevano amalgamarsi con quelli, importanti, rimasti dalla precedente stagione. Per fortuna è andata diversamente dall'ultima annata, quando c'era stato un cambiamento in blocco e la squadra fece risultati solo nella seconda parte del campionato".
Si inizia a mormorare di interessamenti foggiani per big di 1^ Divisione. C'è del vero?
"Parlare di mercato non sarebbe positivo nei confronti di chi sta facendo bene. Al momento in giro ci sono solo voci, nulla di vero. Ci si guarda intorno, si fanno valutazioni con l'allenatore ma non siamo ancora operativi".
Capitolo età media. Non l'avete adottata. Come mai?
"Siamo in una piazza importante, ci stiamo giocando un futuro che si chiama Lega Pro unica. Abbiam preferito non rischiare e puntare sull'esperienza. A gennaio, se tutto andrà bene, inseriremo qualche giovane in più. Altrimenti se ne riparlerà per il prossimo anno. Attualmente ne abbiamo pochi ma buoni. Per il futuro puntiamo molto sul '93 Leonetti e sul '94 Sicurella. Adesso ci affidiamo a due giovani come D'Angelo ('90) e Loiacono ('91) che stanno facendo buonissime cose e già dall'anno scorso ci stanno dando una grossa mano".
Giglio sembra l'arma in più di questa squadra. Nonostante i 35 anni...
"E' un professionista serio, come tanti nel gruppo. La differenza è che a lui è richiesto andare in gol. Ho deciso di portarlo a Foggia perché sapevo che la sua esperienza ci sarebbe servita e finora si sta dimostrando una scelta azzeccata. Merito comunque a tutta la squadra che gioca per lui: Cavallaro e Zizzari, ad esempio, lo aiutano molto con gli assist".
Quale partita sceglie di quest'anno?
"Ogni vittoria è bella ma quella a Messina lo è stata di più. Perché l'abbiamo ottenuta contro una squadra blasonata su un campo difficile come quello del San Filippo".


