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Cesare Di Cintio: Covisoc, ecco la strage tanto attesa. 10 luglio, ore 13 ogni verdetto
giovedì 8 luglio 2010, 00:00Il Punto
di Cesare Di Cintio
per Tuttoc.com

Cesare Di Cintio: Covisoc, ecco la strage tanto attesa. 10 luglio, ore 13 ogni verdetto

Nato a Bergamo il 1 luglio '72, vive e lavora tra Bergamo e Milano. Svolge la professione legale, specialista in risanamenti aziendali. Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Bergamo da luglio 2002. Manager Sportivo.

Gentili lettori come previsto è stata una ecatombe.
La Covisoc ha reso noto l’elenco delle società non ammesse ai campionati di Lega Pro: Cavese,Figline, Marcianise, Salernitana, Arezzo, Foggia, Spal e Triestina in Prima Divisone, mentre Alghero, Cassino, Legnano, Manfredonia, Villacidrese, Olbia, Potenza, Sangiustese, Pro Vasto, Pro Vercelli, Sangiovannese, Fondi, Gavorrano, Chieti, Paganese e Prato.
Ad oggi le società escluse dai tornei - riporta l'edizione cartacea de La Gazzetta dello Sport - sono ben 24 cui debbono aggiungersi le rinuncianti Rimini, Itala San Marco, Perugia, Scafatese e Gallipoli che fanno salire il numero delle compagni non aventi diritto alla licenza nazione a 29.
La situazione è tra il drammatico e il paradossale se consideriamo che le società che dovrebbero partecipare ai campionati di Lega Pro dovrebbero esser 90 in totale. Ora è il momento dei ricorsi per cercare di correre ai ripari e la data di scadenza per
la presentazione dei medesimi è sabato 10 luglio 2010 entro le ore 13,00, successivamente, bisognerà attendere il parere del Consiglio Federale previsto per venerdì 16 luglio. Qualcuna di queste società si salverà per il rotto della cuffia ma i problemi non saranno risolti per la la terza serie.

Quello che maggiormente dispiace,tuttavia, è che, in molti casi, le situazioni avrebbero potuto esser risolte se analizzate con congruo anticipo poiché le irregolaità avrebbero potute esser sanate per tempo, nel rispetto delle norme federali, solo prestando attenzione alla gestione strategica contabile. Il problema che molti presidenti hanno sprecato troppo tempo nel cercare “cordate” di imprenditori o investitori dell’ultima ora per tentare di risolvere i loro problemi economici nel minor tempo possibile mediante l’illusione di un afflusso di denaro contante per operare il tanto sospirato aumento di capitale necessario per ripianare le perdite risultanti dal PA. Mi riferisco alle numerose trattative delle quali, in questi giorni di frenesia, si è sentito parlare che hanno distolto gli interessati dalla soluzione del problema che, in molti casi, si trovava proprio all’interno delle società e dei libri contabili che, se individuato per tempo, avrebbe potuto rendere meno frenetica e approssimativa la corsa verso le iscrizioni ai campionati. Troppe volte ho sentito parlare di investitori ed, in ogni occasione, mi sono chiesto chi, in queste condizioni di confusione normativa, gestionale e contabile generalizzata, avrebbe potuto investire nel mondo del pallone. Pochi, anzi pochissimi, dato che il prodotto calcio, per come è amministrato, sembra esser stato creato solo per produrre perdite e portare le società diritte al tracollo finanziario.

Il problema è che il calcio non si è evoluto da un punto di vista dirigenziale ( intendo ad ogni livello) e non è stato a passo con il progresso ma sopratutto le leggi che nel frattempo sono cambiate e hanno segnato l’inizio di un epoca dello sport business oriented. Oggi gestire una società calcistica non è come amministrare l’impresa manifatturiera di piccole-medie dimensioni per la presenza di molteplici incognite. Mi rifesìrisco alle insidie stagnanti tra le pieghe dei regolamenti federali e delle numerose circolari
che al termine di ogni stagione rendono più complicate le iscrizioni ai campionati introducendo adempimenti sempre più onerosi per le società. È chiaro che pretendere la trasparenza amministrativa è un obbligo da parte delle istituzioni sportive le quali, tuttavia, dovrebbero anche preoccuparsi della formazione di una classe dirigenziale in grado di poter reagire ai continui cambiamenti. Il problema che leggi e regolamenti sportivi troppo spesso sono soggetti a modifiche, anche minime, ma decisive che, purtroppo, non tutti hanno l’accortezza di verificare e recepire cui ovviamente conseguono sanzioni spesso troppo punitive.

Tuttavia, non si può pensare di risolvere il problema generalizzato della sofferenza della Lega Pro solo con le esclusioni dai campionati e i successivi ripescaggi perché è il sistema che deve esser modificato poiché, in caso contrario, ogni inizio stagione rischieremmo di esser ripetitivi con i discorsi e leggere il necrologio delle società fallite o non iscritte. Ed allora appare corretto diminuire il numero delle società di terza serie per ottenere maggior qualità gestionale ma alla riduzione deve obbligatoriamente corrispondere anche una completa riformulazione del meccanismo delle iscrizioni e del controllo sulle società. La perfezione gestionale nasce dall’interno del sodalizio che deve poter contare sull’apporto di professionisti allineati con i tempi moderni e quindi sempre disposti allo studio delle nuove strategie aziendali e all’aggiornamento legislativo e fiscale richiesto dalle istituzioni stesse. L’attuale situazione a mio parere appare debole poiché superare l’ostacolo dei controlli della Lega e della Covisoc non è garanzia di “pulizia” amministrativa. Il giorno 6 luglio scorso sono scaduti i termini per sanare le mancanze degli atti richiesti con comunicato 117 del 2010 della lega Pro.

Entro il 10 luglio le società escluse dovranno presentare i ricorsi e produrre in extremis fideiussioni e liberatorie che, tuttavia, serviranno solo a prolungare un dramma già visto ma che, temo, rivedremo nel prossimo campionato.

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