ESCLUSIVA TLP - Parma, Ds Faggiano: "Pordenone? Dobbiamo pensare sia la Juventus. Derby in finale? Non ci penso. E il mercato non dorme mai"
Non c'è due senza tre? Il Parma lo spera. Il club ducale, martedì sera, affronterà per la terza volta in stagione il Pordenone. Nelle prime due gare, in regular season, i gialloblù si imposero sia all'andata che al ritorno. Adesso, però, la posta in palio è molto più alta: chi vince, infatti, conquista mezza Serie B. Per capire meglio come saranno i prossimi 90 minuti degli emiliani, TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il direttore sportivo parmense, Daniele Faggiano.
In molti vi danno per favorita, per tutti siete la corazzata dei playoff. Di sicuro siete il team più blasonato...
"Il blasone non conta niente in campo: il Benevento, al debutto in Serie B, è salito al primo tentativo in Serie A, superando squadre con un passato più glorioso. Gli stessi playoff in cadetteria dimostrano che gli spareggi sono gare a sé, in cui può succedere di tutto e chiunque può farcela.
E' logico che il Parma è il Parma, ogni cosa è sempre sotto i riflettori. Ma francamente penso ai fatti di casa mia e a lavorare sodo per la mia società e per i tifosi. Per questo non mi sono mai permesso di dare giudizi sulle altre squadre e non lo farò nemmeno adesso".
Di fronte, ancora una volta, vi troverete il Pordenone, che in stagione vi ha conteso a lungo il secondo posto.
"Il Pordenone ha disputato una bella stagione, ha avuto solo un calo nel finale ma poi si è ripreso alla grande nei playoff, passando il turno su un campo difficile come quello di Cosenza. Tedino è un grande allenatore che ambisce a categorie superiori: tanto di cappello e di rispetto per lui e per la sua squadra. In campionato li abbiamo battuti tutte e due le volte ma ci hanno sempre fatto soffrire".
I ramarri saranno senza i due bomber Arma e Berrettoni, 31 gol in due...
"Non vuol dire nulla. Io temo Padovan e Pietribiasi, pur se hanno segnato molto meno. Come già detto, i playoff sono una competizione particolare: guardate Puscas che col Benevento ha segnato quasi gli stessi gol negli spareggi e in regular season. La realtà è che in queste gare la differenza la fa la fame: per questo dobbiamo pensare al Pordenone come se di fronte ci fosse la Juventus".
Voi e il Pordenone avete probabilmente le due mediane più forti della terza serie. Con i vostri che arrivano da categorie superiori...
"Munari, Scavone, Scozzarella e Corapi sono giocatori di Lega Pro come tutti gli altri. Quello che hai fatto prima non importa, devi sempre dimostrare sul campo quanto vali. Riguardo i neroverdi, Burrai, Suciu e Misuraca potrebbero tranquillamente giocare in categorie superiori: hanno qualità, intensità e un allenatore che li sa gestire bene".
Il suo arrivo, a gennaio, ha cambiato il campionato dei gialloblù sia sul mercato che nei risultati in campo...
"Chi è arrivato a gennaio ha dato quel qualcosa in più che mancava. Ma tutta la squadra ha disputato un girone di ritorno ad alti livelli, pensando solamente a vincere e basta per ridurre il gap dalla vetta. E' normale, comunque, che tutti speravamo di fare meglio. Purtroppo abbiamo pagato la lunga rincorsa a un Venezia che non ha mai mollato, anche se in 11 contro 11 difficilmente ci avrebbero recuperato due gol nella sfida diretta. Quando abbiamo capito che non li avremmo più raggiunti, nonostante i 29 punti conquistati su 32 disponibili a un certo punto della stagione, abbiamo mollato un po' mentalmente ma siamo riusciti a rimetterci in riga. Abbiamo fatto tanto per arrivare a Firenze, non era affatto facile. Adesso siamo qui, mettiamo la musica e balliamo".
Che ne pensa di questi playoff allargati e del sorteggio integrale, che ha costretto all'eliminazione precoce di una tra le altre due vicecapoliste, Alessandria e Lecce. Il Parma, invece, ai quarti ha incontrato la Lucchese, decima classificata nel Girone A...
"Da leccese mi dispiace ma c'è questo malcostume italiano nel guardare sempre l'erba del vicino: il sorteggio integrale non ci piace, quello con le teste di serie nemmeno. Il presidente Gravina ha detto che qualcosa bisognerà cambiarla ma è normale: anche la Serie B ha modificato i propri playoff nel tempo, grazie all'esperienza. Cosa si deve fare? Noi andiamo avanti fin dove si arriva, sapendo che prima o poi devi incontrarle tutte. E Piacenza e Lucchese non ci hanno reso per nulla la vita facile, ci hanno dato filo da torcere. Il team rossonero sembrava la più abbordabile e, invece, avendo poco da perdere e mettendoci tanta voglia, ha espresso un bel calcio".
Cosa pensa dell'altra semifinale, Alessandria-Reggiana. I tifosi già sognano un possibile derby in finale...
"I tifosi è giusto che sognino, noi no. Dobbiamo essere realisti e pensare al Pordenone. Al momento penso solo al club neroverde, che è il mio avversario, e alla mia squadra, che deve batterlo. Poi spero di dovermi occupare di una tra Alessandria e Reggiana ma prima spazio solo al Pordenone".
Oltre al Pordenone, il diesse Faggiano pensa anche al mercato: Lescano ha firmato pochi giorni fa, Frediani sembra a un passo...
Il mercato non dorme mai. Per quanto riguarda Lescano parliamo di un classe '96, un giocatore interessante per il futuro. Io e il mio staff ci abbiamo visto qualcosa, ci ha convinti e lo abbiamo tesserato. Dove giocherà la prossima stagione? Prima vedremo la categoria e poi quali saranno le regole della stessa. Su Frediani ci stiamo lavorando, è interessante ed è innegabile che ci piace".
Chiusura con sguardo all'estero. I cinesi nel Parma cosa cambieranno?
"Noi pensiamo al Pordenone, a queste cose ci pensa la società. Io e il mister abbiamo un contratto fino a giugno 2018, vedremo il da farsi. Chi darà una mano comunque lo farà per il bene del Parma".


