Bassano, La Grotteria a TLP: "Finalmente una vittoria in trasferta"
Grazie a un suo gol il Bassano Virtus ha sbancato il “Sinigaglia” di Como, riportando la prima vittoria esterna del campionato che fa respirare una classifica tranquilla ai giallorossi. Cristian La Grotteria, già attaccante di Padova, Spal e altre squadre, a trentasei anni continua a rendersi importante per le squadre nelle quali gioca. Si tratta del resto di un uomo che lascia sempre un ottimo ricordo di sé. Ai microfoni di TuttoLegaPro.com l’italoargentino racconta il momento positivo suo e della squadra, e anche il suo amore per il Veneto.
“Finalmente siamo riusciti a vincere fuori casa – dice La Grotteria – e stiamo iniziando a respirare un pochino. Siamo una squadra giovane e abbiamo bisogno soprattutto di risultati per mantenere la categoria”.
Classifica molto corta?
“Sì, effettivamente è molto corta. Ci è successo più di una volta che abbiamo fatto due risultati positivi di seguito, a quel punto ci trovavamo fuori dalla zona calda, poi abbiamo perso una partita e ci siamo ritrovati subito nella parte bassa della classifica. Bisogna essere costanti, mantenere una certa concentrazione. Sembra un discorso banale ma è così”.
È un classe 1974, ma continua a gestirsi bene e a segnare.
“Certo. A parte il fatto che ho saltato quattro partite per via di un infortunio, per cui non ho potuto segnare come avrei voluto, ho visto che a Bassano si può lavorare tranquillamente. Abbiamo una società alle spalle che forse ci viene invidiata da tutti, e dove i giovani possono crescere senza pressione. Ovviamente c’è il mix con qualche vecchietto tipo il sottoscritto, sperando che i risultati siano positivi”.
Le cronache riferiscono che a mister Jaconi è stato chiesto di prolungare il contratto.
“Non lo sapevo, ma mi farebbe piacere: il mister è una persona eccezionale, è una persona di grandi valori, di vecchio stampo, e ci insegna tante cose. I giovani possono crescere tranquilli con lui”.
Lei invece pensa di restare ancora a lungo al Bassano?
“Ho un contratto fino al giugno dell’anno prossimo. Ho comunque un ottimo rapporto con la società e con il direttore sportivo Braghin che ha rinnovato anche lui il contratto. Ogni volta che ci sediamo a tavolo a parlare, lo facciamo senza nessun problema. Se è vero che i ragazzi giovani vanno più veloci di me, posso anche farmi da parte perché non sono più un ragazzino; visto che posso ancora dare il mio contributo vorrei giocare ancora a lungo”.
È venuto in Italia nel ’99, ma gioca al Nord da sette anni, molti dei quali sono proprio in Veneto. Cos’ha di speciale il Veneto?
“Abito a Treviso da sette-otto anni, e lì ho una figlia e una compagna. Ormai vivo qui. Per fortuna ho avuto la possibilità di arrivare a Bassano, siamo stati promossi grazie al ripescaggio, e spero di continuare a fare bene. Tra l’altro sono stato proprietario di un wine bar a Padova fino a pochi mesi fa: era un locale molto bello dove facevamo anche delle mostre d’arte, ma non potevo andare sempre in giro. Molto a malincuore abbiamo deciso di venderlo”.
Chi l’ha sorpresa in positivo e chi in negativo in questo campionato di Prima Divisione?
“In positivo direi il Gubbio: lo abbiamo affrontato quindici giorni fa, hanno vinto loro in casa nostra, e hanno dimostrato di possedere un gruppo compatto. La Spal non mi sorprende che sia lassù perché ha un organico di qualità. Ha deluso forse la Cremonese, perché ha una grande società e una squadra con giocatori importanti. Ha deluso forse anche lo Spezia, che si trova a metà classifica, come pure il Verona che è in zona playout. Comunque il campionato è ancora lungo, e le squadre che hanno fatto meno bene potrebbero venire fuori, soprattutto confido nel Verona, perché c’è in panchina Mandorlini che mi ha allenato a Padova e sa tirare fuori il meglio dai calciatori”.
Mercoledì 1 dicembre c’è il recupero tra Verona e Sorrento. Chi vincerà?
“Spero in un pareggio: con questa eventualità nessuna squadra si allontanerebbe dalla sua posizione, e questa situazione ci darebbe una mano, vincendo, domenica per recuperare altre posizioni in classifica”.
Questo Spezia, a cui ha fatto riferimento poco fa, è il vostro prossimo avversario. Che squadra è?
“Ho visto un po’ lo Spezia alla televisione lunedì sera. Anche se non gli è stato facile giocare con qualità su quel terreno di gioco, lo Spezia si è rinforzato bene con gli arrivi di Vannucchi e Saudati. Hanno mirato a sistemare proprio quei settori dove mancava qualcosa, e così sono arrivati i risultati. Speriamo di fermarli domenica, perché non sarà facile”.
Come età va per i trentasette, ma nel suo futuro lo vede un ruolo da allenatore?
“Non credo, però mi piacerebbe entrare a far parte di questa società affiancando il direttore sportivo. È difficile fare l’allenatore. Penso che continuerò a vivere in Italia: ne ho trascorsi venti in Argentina, e visto che ho la casa e la famiglia potrei fare la spola tra i due Paesi, anche se come base starò in Italia”.


