Bassano, il bilancio del dg Braghin: "Limeremo qualche eccedenza"
Dal sito ufficiale del Bassano Virtus, una lunga intervista al direttore generale giallorosso Stefano Braghin che traccia il suo bilancio a metà campionato sulla realtà virtussina a 360 gradi.
Direttore, un suo bilancio di questo girone di andata.
"Il bilancio è positivo se teniamo conto che siamo partiti due mesi dopo gli altri nella costruzione del progetto “Prima Divisione” e abbiamo quindi dovuto cambiare in corsa il nostro obiettivo ed i nostri avversari. Pensavamo ad una squadra di vertice in Seconda e siamo dovuti diventare strada facendo una squadra più umile, dovendo in primis curare la fase difensiva che è molto sollecitata nella nuova categoria".
Quale è stata la più grande difficoltà nell’affrontare il salto di categoria in corsa?
"Non avendo cambiato gli uomini, per una precisa scelta societaria, abbiamo dovuto cambiare la filosofia e la mentalità".
Cosa prevede per il girone di ritorno del Bassano?
"Prevedo 16 battaglie che devono portare almeno 22 punti, e siccome finora ne abbiamo fatti 20 in 18 partite vuol dire che dobbiamo fare meglio, che quello che è stato fatto fino ad oggi, per quanto positivo, non basta. Sarà durissima anche perché nel ritorno le gare sono più ostiche e alcune squadre certamente si rinforzeranno per cui troveremo più ostacoli sul nostro cammino e dovremo essere sempre al massimo dell’intensità, in allenamento e in partita, per raggiungere la salvezza, che per noi è come diventare campioni del mondo".
A proposito di rinforzi che mercato di gennaio sarà quello del Bassano?
"Abbiamo trovato un equilibrio di gruppo che ha portato risultati nell’ultimo periodo e quindi non ritengo che sia corretto alterare troppo le dinamiche che si sono consolidate al suo interno, sarebbe molto pericoloso. Cercheremo di ottimizzare il nostro potenziale limando qualche eccedenza in alcuni ruoli ed integrando magari quelli dove abbiamo qualche lacuna. Nessun grande nome o colpo ad effetto, solo gente motivata con rabbia e fame, quello che ci serve per sorridere alla fine".
Eppure si sentono grandi nomi circolare...
"Il mercato di gennaio per me è il momento più critico della stagione per una squadra perché si svolge mentre si gioca e questo è motivo di grande distrazione, non a caso ho messo una multa ai giocatori che rilasceranno interviste sul mercato, ci pensano già i procuratori a sponsorizzare i loro giocatori sui giornali o i giornalisti a fare gli investigatori maldestri".
Niente spese folli quindi?
"Quelle appartengono ad un altro periodo, adesso la nostra filosofia è diversa, e dico così perché sia chiaro che non voglio dire che sia migliore o peggiore, è solo un’altra via per arrivare a certi obiettivi. E poi non dimentichiamoci che il ripescaggio è costato come due giocatori di serie B quindi il mercato in grande la proprietà in estate lo ha fatto eccome, è normale che adesso si cerchi di ritornare ai principi di gestione equilibrati che sposino buona amministrazione e risultato sportivo per garantire continuità al progetto".
Forse dopo il ripescaggio ci si aspettava qualcosa in più dalla piazza.
"La mia sensazione è che, a parte i nostri tifosi più fedeli che ringrazio per il supporto e la simpatia che ci dimostrano, non si sia ancora colta in pieno la portata storica che ha la nostra presenza in Prima Divisione ma in fondo siamo la squadra che ha meno trascorsi di tutta la categoria con solo 5 anni di professionismo e quindi ci vuole del tempo per entrare nel cuore della città ed essere considerati un eccellenza sportiva a tutti gli effetti".
Questo complica un po’ i piani?
"Purtroppo l’indotto cittadino, a parte l’Amministrazione che ci ha sostenuto molto per l’adeguamento dello stadio, genera molto poco in termini di ricavi sia da botteghino che da sponsor e sono aspetti su cui dovremo crescere molto in futuro per ampliare i nostri orizzonti, noi come società faremo il possibile e anche qualcosa di più per coinvolgere la città nel progetto, che altrimenti resterebbe un po’ sospeso nell’aria e sicuramente farebbe riflettere la nostra proprietà sul senso globale dell’operazione".
Parlando di futuro la piazza si aspetta il rinnovo di Jaconi, a che punto siete?
"Osvaldo ed il suo staff per me sono stati il miglior acquisto della stagione, valgono un centravanti da 20 gol e chi ha un bomber così di solito cerca di non perderlo. Di più ad oggi non sarebbe giusto dire, a tempo debito se ne parlerà con lui e sarà comunque un dialogo tra amici".
E Pellizzer?
"E’ il difensore centrale del Bassano e lo sarà fino a giugno, poi se qualcuno sarà interessato ci farà un’offerta e si potrà pensare di cederlo, i paletti li abbiamo fissati da tempo: per sedersi al tavolo bisogna sapere che cediamo solo la comproproprietà ad una squadra di categoria superiore che riconosca il giusto".
Il “caso” Crocetti è chiuso?
"No, semplicemente perché non si è mai aperto. Per noi è un titolare ed è uno dei giocatori più rappresentativi della squadra ed è così a prescindere dai minuti che gioca, lui lo sa e penso che sia fiero di esserlo".
Qualcuno dice che il Bassano dipende troppo da La Grotteria e non è bene che una squadra dipenda da un giocatore di 37 anni
"Chissà forse sono gli stessi che lo fischiavano quando è arrivato, comunque è certamente vero che lui sia un giocatore unico per caratteristiche e qualità nella nostra rosa, ma la nostra forza è il collettivo e penso che il suo contributo sia così importante anche grazie al lavoro che fanno tutti gli altri".
Qualcuno poi l’accusa di prendere solo giocatori piemontesi...
"La peculiarità del calcio è che contemporaneamente unisce nella passione e divide nelle opinioni, e per questo motivo non si avrà mai l’unanimità di consensi. Comunque come battuta mi verrebbe da dire meglio tutti della stessa regione che tutti dello stesso procuratore come talvolta accade nella nostra categoria".
La vedremo esultare in tribuna ad un gol o è sempre così compassato?
"Ma l’esultanza spetta ai calciatori che la domenica sono gli unici attori, noi siamo comparse la domenica e diventiamo protagonisti in settimana. Poi io seguo le partite quasi in trance, tanto che spesso il Presidente Stefano Rosso mi prende in giro per questo e sinceramente non mi accorgo nemmeno se esulto".
Chiudiamo con un augurio per il nuovo anno.
"Che il Bassano continui a crescere in campo e fuori, che il calcio trovi una giusta dimensione per sopravvivere".


