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Renate, J.Ravasi a TLP: "Il calcio italiano ha molto da imparare da quello svizzero. Sogno? Diventare come Borriello"TUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Mariani/Tutto Atalanta.com
domenica 16 gennaio 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Nicolò Schira
per Tuttoc.com

Renate, J.Ravasi a TLP: "Il calcio italiano ha molto da imparare da quello svizzero. Sogno? Diventare come Borriello"

La rinascita del Renate dopo l'avvio disastroso di stagione ha quale artefice principale il tecnico Boldini che ha risollevato la compagine brianzola dal fondale della classifica allontanandola dalle zone più calde. Il rilancio della formazione nerazzurra è stato possibile sul campo grazie ai gol del centravanti, classe '87, Jacopo Ravasi decisivo anche domenica scorsa con l'incornata che ha steso la Virtus Entella, portando a quota quattro centri stagionali il bomber milanese. TuttoLegaPro.com ha così deciso di intervistare in esclusiva l'attaccante della matricola lombarda, che vanta anche un passato nel campionato elvetico con le maglie di Wil e Lucerna, per permettervi di conoscerlo meglio e di approfondire le differenze fra il calcio svizzero e il mondo del pallone nostrano.

Jacopo partiamo dall'arrivo di mister Boldini: da quando c'è lui alla guida del Renate viaggiate ad un media punti quasi da Playoff...

"L'arrivo di mister Boldini è stato fondamentale: stavamo attraversando un momento difficile ed il mister è riuscito a rimotivarci trasmettendoci grinta e determinazione. Grazie a lui ora siamo più consapevoli delle nostre potenzialità e gli ultimi risultati ottenuti lo testimoniano".

Al giro di boa del campionato quali sono sinora le formazioni che ti hanno maggormente impressionato?

"Mi ha fatto una grande impressione l'Entella nonostante sia davanti a noi in classifica di appena un punto ci hanno dato parecchio filo da torcere. Fra le formazioni di vertice quella che mi ha maggiormente colpito è la Tritium anche se la Pro Patria ha un cannonniere formidabile come Ripa che in questa categoria è un marziano".

Che obiettivi nutri per questa stagione?

"A livello personale spero di continuare su questa strada dando sempre un contributo fondamentale alla squadra nel centrare gli obiettivi che la società si è prefissata".

Hai un numero di gol al quale vorresti arrivare in questa stagione?

"Onestamente è da un po' che ho smesso di prefissarmi una cifra realizzativa da raggiungere anche perchè quando l'ho fatto mi ha sempre portato sfortuna (ride ndr)".

Hai disputato due campionati in Svizzera, che differenze ci sono fra il calcio svizzero e quello italiano?

"La differenza sostanziare sta nel fatto che il movimento calcistico non è lo sport principale in Svizzera dato che oltralpe lo sport nazionale è l'Hockey su ghiaccio, inoltre gli svizzeri vivono il calcio in modo differente da noi italiani: non ci sono nè tensioni nè pressioni, per loro è solo un gioco".

A livello tecnico com'è il calcio elvetico?

"Dal punto di vista tecnico-tattico sono inferiori. La loro Serie B equivale alla nostra Lega Pro, mentre la massima divisione svizzera è paragonabile ad una bassa classifica della nostra Serie A. Però è stata un'esperienza formativa che mi ha permesso di giocare ogni domenica di fronte ad almeno 20.000 persone cosa che nelle nostre serie inferiori è inimmaginabile".

In chiusura hai un giocatore di rifermimento al quale ti ispiri?

"L'attaccante che mi fa impazzire è Marco Borriello perché è completo da tutti i punti di vista. Sinceramente da interista fossi stato al posto dei dirigenti milanisti non lo avrei mai fatto andare ad una rivale pericolosa come la Roma".

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