Un cantiere aperto chiamato Viareggio
La sconfitta interna di ieri contro il Foligno ha aperto un baratro sotto i piedi del Viareggio. Qualche riflessione viene spontanea, prendendo in considerazione diversi elementi che, sommati, non rendono affatto semplice la situazione delle zebre. Seconda sconfitta di fila, dopo quella bruciante di Siracusa, e Viareggio di nuovo ai playout, se il campionato fosse finito ieri. Il mercato, che doveva essere l'arma in più dei bianconeri, sta invece diventando una delle cause del periodo nero dei viareggini. Dopo le innocue cessioni di Brini Ferri e Bianchini, a lasciare la Versilia sono stati due elementi cardine come Carnesalini (ora al Ravenna) e Longobardi (al Bassano).
Sono invece arrivati i difensori Martina (dal Bassano), De Paola (dalla Juventus) e Visone (dal Ravenna). Il problema è che, di questi tre arrivi, potenzialmente nessuno è da considerare un titolare. Facendo pertanto un semplice paragone, verrebbe quasi spontaneo dire che il Viareggio si è indebolito. Ma per dirlo con certezza, è necessario aspettare che i nuovi acquisti si integrino al meglio con i compagni.


