Foligno, Daniele Sciaudone a TLP: "La nostra classifica non è veritiera. Giunti ha dato una svolta emotiva"
"Ho scoperto Kakà". Non è un delirio febbrile ma quello che avrà esclamato il commissario tecnico della nazionale di Serie D Roberto Polverelli quando vide per la prima volta all'azione Daniele Sciaudone. Allora il trequartista del Foligno giocava ancora a due passi da casa nella Tritium, ma era bravo abbastanza per giocare e vincere con la maglia azzurra gli Europei di categoria. Proprio durante quella manifestazione un giornalista, osservando il suo stile di gioco e la sua grande somiglianza con Kakà, decise di chiamarlo come il campione brasiliano del Real Madrid. In comune hanno il ruolo e la capacità di cambiare la partita in qualsiasi momento, come è accaduto domenica a scorsa a Viareggio quando con una meravigliosa doppietta Sciaudone ha regalato ai falchetti la prima vittoria dall'avvento del nuovo tecnico Federico Giunti. In esclusiva a TuttoLegaPro.com il ventiduenne bergamasco svela la molla che ha dato il la alla riscossa viareggina e traccia la strada maestra per uscire definitivamente dal tunnel in cui la squadra umbra era entrata.
A Viareggio è arrivata la prima vittoria dell'era Giunti. Tre punti che portano indiscutibilmente la tua firma...
"Sono molto contento di aver dato un contributo importante alla squadra. Il merito va però diviso a tutto il gruppo, che aspettava questa vittoria già da un po' di tempo. Quello di Viareggio è un successo cercato perchè giocavamo bene già da un po' di partite".
Il mister ha parlato di "patto di Viareggio". Cosa è realmente cambiato tra primo e secondo tempo?
"Quello che succede di solito quando una squadra è sotto nel risultato. Avevamo una gran voglia di rimetterci in gioco, ci siamo parlati dicendoci che non siamo da ultimo posto in classifica e che dovevamo dimostrare che abbiamo tutte le capacità per salvarci. Poi la determinazione e il carattere hanno fatto il resto".
Nel nuovo 4-3-1-2 di Giunti, tu giochi da trequartista dietro le punte. Come ti trovi in questo ruolo?
"Mi trovo bene. Mi piace giocare più vicino agli attaccanti. Non è comunque una novità per me visto che l'avevo fatto anche a Taranto".
Cosa non ha funzionato nella gestione tecnica di Salvatore Matrecano? Molti addetti ai lavori hanno imputato i risultati negativi ad una squadra forse troppo giovane per una Prima Divisione. Cosa ne pensi?
"La squadra che ha a disposizione Giunti è la stessa che aveva Matrecano, quindi non penso che sia la poca esperienza a fare la differenza. Purtroppo con Matrecano troppe partite non sono girate a nostro favore e le sue dimissioni sono state un gesto di sacrificio fatto per il bene della squadra, per dare una scossa a tutto l'ambiente. E' dispiaciuto a tutti quello che è successo perchè eravamo molto legati a lui. Da quando è arrivato, Giunti ha saputo dare qualcosa di suo a livello emotivo, poi abbiamo cambiato modulo e adesso stiamo lavorando per cercare di adattarci al meglio a questa nuova disposizione tattica"
Hai segnato il gol numero 3.000 della storia del Foligno. Una bella emozione...
"Sono sicuramente molto onorato e felice di aver realizzato un gol che mi ha permesso di entrare nella storia di un club come il Foligno".
Il presidente Maurizio Zampetti si è scontrato a muso duro con parte della tifoseria biancazzurra. Questa tensione non fa sicuramente bene alla squadra. Quanto incide questa spaccatura sul campo?
"Noi ne rimaniamo fuori. E' una cosa che ci dispiace, però abbiamo così tanti problemi da risolvere sul campo, che non abbiamo il tempo per pensare a ciò che accade fuori".
Con quali squadre, secondo te, bisognerà lottare per la salvezza e quali invece sono attrezzate per il salto di categoria?
"Non le nomino, ma ce la giocheremo con tutte quelle squadre che in classifica vanno dalla Lucchese in giù. Siamo tutti lì racchiusi in 3-4 punti. Per la promozione credo invece sia un discorso ristretto a Nocerina, Benevento e Atletico Roma. Tutte e tre hanno un ottimo organico, ma credo che la Nocerina abbia una compattezza tale da considerarla la favorita".
Sei nato e cresciuto a Bergamo e la tua prima esperienza calcistica importante l'hai fatta con la maglia della Tritium, a pochi chilometri da casa tua. Il tuo sogno è di vestire un giorno la maglia dell'Atalanta oppure hai altri progetti per il tuo futuro?
"Sarebbe un sogno vestire la maglia della mia città. Io do il massimo e mi impegno ogni giorno per cercare di fare il grande salto. E' il desiderio di ogni giocatore".
Tra i tuoi compagni vedi qualcuno che ha i numeri per sfondare nel grande calcio?
"Giacomelli e Falcinelli stanno dimostrando di avere grandi qualità. Anche Cavagna è un giocatore già esperto e dalle grandi doti. Credo che tutti e tre potrebbero giocare in categorie superiori".


