1^ Divisione, il Monza passeggia su un Como svogliato
Tutto come da copione. Una squadra -il Como- senza motivazioni per una salvezza di fatto già conquistata, l'altra -il Monza- impegnata nel lungo duello a distanza con la Paganese per evitare l'ultimo posto e dunque la retrocessione diretta. Non paga dunque più di tanto un "2" della vecchia schedina per i tanti che avrebbero pronosticato una vittoria della banda-Tammaro. E infatti a sorridere dopo i novanta minuti sono proprio i biancorossi branzoli che ora sperano di non sbagliare il match-ball contro il Ravenna a rischio deferimento. In casa Como i festeggiamenti per la matematica permanenza in categoria vengono rovinati da una prestazione decisamente sottotono solo in parte giustificata dal naturale appagamento dopo la lunga striscia di risultati utili. E il futuro? Il possibile primo mattone, l'allenatore Oscar Brevi, al vantaggio monzese è stato contestato e invitato ad andarsene. Non si comincia nel migliore dei modi...
Il primo ciak vede protagoniste due difese un po' allegrotte: al 6' Djokovic raccoglie indisturbato un cross dalla destra e trova l'angolo basso con un rasoterra imprendibile per Castelli, due minuti più tardi è Conti a prendere il tempo giusto su una punizione di Filippini insaccando alle spalle di Westerveld. Quando ci si scotta con il fuoco è meglio per un po' starsene alla larga dalle fiamme, così segue un quarto d'ora con due squadre un po' più accorte che non forzano i ritmi anche per preservare le energie che il caldo di oggi asciuga velocemente. Ma se il Monza si presenta a Como da cenerentola lo deve soprattutto a una difesa che ha incassato ben 47 reti e che anche al 33' si dimostra tutt'altro che impeccabile: Cudini atterra in area Maah regalando a Franco un rigore che il capitano trasforma in sicurezza. Pallida la reazione biancorossa che si dimostra sterile e infruttuosa, anzi a mettersi in luce è di fatto solo l'estremo difensore Westerveld bravo a chiudere lo specchio della propria porta su una discesa di Germinale allo scadere della prima frazione. Si prende la via della buca che conduce agli spogliatoi sul 2-1 per gli azzurri. Per riassumere: il Monza ha fatto un errore in più del Como in un primo tempo tutt'altro che avvincente.
Eppure il meglio -o forse il peggio- deve ancora venire. Certo, perchè è davvero ingenuo al 57' il fallo di Zullo al limite dell'area che decreta un penalty impossibile da sbagliare per uno -Iacopino- che ha passato una vita (calcistica) a tirare calci da fermo. Un pareggio forse frutto delle disattenzioni altrui quello agguantato dai monzesi, ma se si tratta di una considerazione onesta allora deve essere altrettanto incontrovertibile la tesi che vuole i biancorossi padroni -con merito- della partita nell'ultima mezz'ora di gioco, con i locali a tratti indisponenti nel loro pressapochismo. Un atteggiamento che non piace al pubblico comasco che inaugura -a suo modo- il calciomercato con uno striscione non del tutto sorprendente: "Brevi vattene". Così come a questo punto non sono sorprendenti le marcature -entrambe di testa- di Ferrario al 62' e Cudini al 76' con la partecipazione non prevista e soprattutto non richiesta di una difesa comasca oggi davvero in giornata no. Gli ingressi -peraltro tardivi, e non è la prima volta- di Da Dalt, Villar e Lacarra non producono quella reazione che il cuore azzurro dei tifosi si aspettava, così ad alzare le braccia al cielo in riva al lago sono gli uomini di Tammaro, mentre i lariani lasciano lo stadio nell'indifferenza del poco pubblico che è rimasto sugli spalti fino al 95'.
Il cuore. Forse è proprio questo che tiena a galla i biancazzurri brianzoli che, pur evidenziando per l'ennesima volta i limiti ormai cronici di una stagione difficile, non si rassegnano e vedono il traguardo play-out dietro l'angolo. Con Djokovic calato dopo una buona prima mezzora e persosi in falli troppo cattivi va dunque al sempre affidabile Ferrario la palma del migliore in campo. Forse è lo stesso cuore a tradire i padroni di casa ed è probabilmente proprio questo che il "Sinigaglia" non apprezza. Si è detto ad inizio stagione di un Como cantiere aperto. Bene, ora si sbaracca: disattenzioni in campo, nervosismi incomprensibili, giocatori che parlano della propria esperienza sul Lario come una bella foto da archiviare. Una squadra che ha dimostrato di essere per un lungo tratto del girone di ritorno la compagine da battere stava riconquistando piano piano il tesoro più grande: l'amore del proprio pubblico. Perché finire così?
COMO-MONZA 2-4
COMO (4-4-2): Castelli; Semenzato, Conti (dal 87' Lacarra), Zullo, Franco; Filippini (dal 72' Da Dalt) , Gomes, Ardito, Bardelloni; Germinale, Maah (dal 75' Villar). A disp.: Dossena, Maggioni, Magli, Licata. All.: Brevi
MONZA (4-2-3-1): Westerveld; Oualembo, Cudini, Fiuzzi, Barjie; Prato (dal 56' Alberti), Gambadori; Iacopino, Djokovic, Masini (dal 79' Campisi); Ferrario (dal 88' Bugno). A disp.: Marcandalli, Tuia, Anghileri, Esposito. All.: Tammaro
ARBITRO: Mangialardi Mirko di Pistoia coadiuvato da Coi e Bergamo.
MARCATORI: 6' Djokovic (M), 8' Conti (C), 33' rig. Franco (C), 57' rig. Iacopino (M), 62' Ferrario (M), 76' Cudini (M).
NOTE: Pomeriggio caldo, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Conti (C), Castelli (C), Djokovic (M), Barjie (M), Oualembo (M), Lacarra (C). Angoli: 7-2. Recupero: 2' pt-5' st. Spettatori: 1308 di cui 37 da Monza per un incasso totale di 8546 €.


