Le parate non cancellano l'errore: Martinez resta il grande punto interrogativo dell'Inter
Se si guardasse quello che ha fatto in mezzo ai pali, Josep Martinez uscirebbe più che promosso dal Santiago Bernabeu. Peccato, perché il portiere dell’Inter non è riuscito, con tante belle parate e anche un miracolo, ad annullare l’errore che ha consentito al Real Madrid di portarsi sul 2-0. Aver evitato il terzo gol è servito a molto poco, nell’economia di una gara che l’Inter ha provato a riprendere anche grazie al suo portiere, ma che ha perso per colpa del suo portiere.
Il grande punto interrogativo dell’Inter
Il mercato estivo dei nerazzurri è stato promosso urbi et orbi, con pochi dubbi. La dirigenza ha rinforzato la squadra a disposizione di Cristian Chivu, soprattutto nella sua ampiezza: il tecnico romeno ha alternative in tutti i ruoli e ha giocatori di grande valore, come ha dimostrato proprio la gara alla corte di José Mourinho. C’è, però, un punto interrogativo che qualsiasi osservatore ha fatto notare: salutando Sommer senza puntare su un nome nuovo, l’Inter ha promosso il secondo, che peraltro veniva da un anno molto complicato.
Intendiamoci: Martinez era stato acquistato per questo, per diventare il primo portiere dell’Inter. Ed era stato anche pagato abbastanza, per reggere quest’impatto. Però poi il suo percorso è stato diverso: ha sempre risposto presente, questo sì, ma non ha mai davvero insidiato Sommer, nemmeno nei momenti più bui dello svizzero nel corso della scorsa stagione. Una promozione per mancanza di alternative ritenute valide e percorribili, più che per convinzione: l’Inter oggi ha un buon portiere, senza dubbi, ma non un grande portiere. E provare un dribbling al Bernabeu è un segnale di personalità, di coraggio. Ma, quando parti da certi presupposti, nello stadio più complicato al mondo, il confine tra coraggio e altro è molto labile.






