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MACALLI HA RAGIONE: SI ALLA RIFORMA DEI CAMPIONATI, OCCHIO AI BILANCI E LARGO AI GIOVANITUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
venerdì 2 settembre 2011, 09:30Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

MACALLI HA RAGIONE: SI ALLA RIFORMA DEI CAMPIONATI, OCCHIO AI BILANCI E LARGO AI GIOVANI

Vittorio Galigani, espertissimo dirigente, da 35 anni nel mondo del calcio. Già Direttore Generale di club come Verona, Ternana, Taranto, Fano, Cagliari e Pescara.

Alla fine bisogna dargliene atto. Mario Macalli aveva ragione. Il calcio va fatto da chi è in possesso di risorse finanziarie. Per garanzie e investimenti.
Gli ultimi dati statistici, pubblicati anche sul sito ufficiale della Lega Pro, relativi  agli incassi delle società, per abbonamenti e titoli di accesso, nel corso dell’ ultimo campionato, sono allarmanti.
Esempi? A Benevento, in prima divisione, la media degli spettatori è di 3.729 unità per un incasso lordo di euro 31.741  a partita. A Cremona siamo sui 2.485 per un incasso di poco superiore ai sedicimila.  E non va meglio a Monza, dove con circa 1.162 paganti, la  media incasso sfiora gli 8.500 euro.
Da mettersi le mani nei capelli. Preoccupante e non poco, anche dover prendere atto che i presenti al botteghino si contano sempre in numero più inferiore.
Nella nostra indagine, abbiamo preso a campione i dati statistici di una delle società più blasonate e più seguite che attualmente partecipa al campionato di prima divisione di Lega Pro, il Taranto.
Allo Iacovone,  stagione sportiva 2010/ 2011 (quella appena trascorsa, per intenderci), con i rossoblù sempre agganciati alla zona play off, vi è stata una presenza media costante di 4.174 spettatori a partita. Non male, ma neppure esaltante. Che ha prodotto un incasso totale lordo (riferito all’ intero campionato) pari a 683.644,41 euro.
Da questo vanno però dedotte le spese organizzazione evento, il compenso degli stewards, il 15% dell’ incasso gara, ad appannaggio della squadra ospite, Iva e quant’altro, a seconda delle necessità del territorio, vada a gravare come costo.
A conti fatti, al netto,  sono rimaste nelle casse sociali 500.000 euro. Gettone più gettone meno. Pubblicità cartellonistica, sponsorizzazioni, proventi di Lega e Federali ed altri diversi, non meglio identificati, possono aver prodotto ulteriori entrate per 600.000 euro?
Ce lo auguriamo per la proprietà.
L’ investimento finanziario dei primi due anni di gestione della attuale proprietà è senza dubbio notevole. Di gran lunga superiore a quello dei ricavi. Si possono ipotizzare perdite economiche che si aggirano sui  2,5 milioni di euro per ogni stagione sportiva. Forse anche qualcosina di più. Un imprenditore da elogiare e da sostenere, per passione e sacrificio economico. Il presidente rossoblu.
Spontanea sorge comunque la domanda. In questo periodo di crisi finanziaria. Totale, assoluta e lacerante  come quella che stiamo vivendo. Quanto la passione sportiva potrà avere il sopravvento sul raziocinio e mantenere larghi i cordoni della borsa? Qualche segnale in negativo, con una “rosa” considerata unanimemente “extra large”, si sta già avvertendo.
Taranto, comunque, è solo un esempio, le situazioni gestionali di tanti altri sono simili. Allarmanti. Appunto.


Ha, quindi, ragione Mario Macalli, abbiamo detto. Anche sulla la ristrutturazione, rapida, dei campionati. La riduzione dei ranghi. L’ utilizzo dei giovani.
Necessario portare quanto prima a sessanta le società partecipanti al campionato di Lega Pro. Unico, in tre gironi e senza suddivisione di categorie. Come lo era anni addietro. Anche, se necessario, arrivando ad innalzare vieppiù l’ importo della fidejussione,  garanzia da allegare alla domanda di iscrizione.
Utile la riduzione dei ranghi. Nell’ immediato l’Assocalciatori punterà i piedi, vedendo evaporare nel nulla posti di lavoro per i loro associati. Nel tempo, la maggiore credibilità di tutti i club ed il rispetto puntuale degli impegni finanziari, assunti con i propri tesserati, convincerà anche i più scettici e oltranzisti.
Determinante l’utilizzo dei giovani. Per l’abbattimento del costo del lavoro. Contrattuale e contributivo. Ma anche per la crescita tecnica e professionale di nuove leve. Non tralasciando che per le iniziative intraprese e  risultati già ottenuti, la Lega Pro si sta consolidando fucina di risorse per i club delle categorie superiori. E perché no, per le rappresentative azzurre. A tutti i livelli.
Un cenno, di passaggio, al  “minutaggio”.  Solo perché è un discorso scontato. Del resto, con questa “fame” assoluta di soldi !
In questa ottica è interessante seguire come si definirà, a breve,  la controversia sui diritti televisivi. Le prospettive sembrano favorevoli. Sarebbe un grande risultato. Una risorsa finanziaria dovuta e finalmente legittimata. Un tassello in più sulla futura solidità economica di tutta la categoria.
Per intanto si scende di nuovo in campo per i tre punti. In corsa ci potranno essere novità interessanti, in positivo e non. Pendono tutt’ora in capo ad alcuni, provvedimenti disciplinari sui quali la giustizia sportiva si deve pronunciare.
A metà settembre ci saranno le prime verifiche finanziarie previste dai regolamenti. Dovrà essere fornita, dalle società, certificazione dell’ avvenuto regolamento delle posizioni retributive e di contribuzione per i mesi di maggio e giugno trascorsi.
Potrebbe essere il primo campanello d’allarme per qualcuno.  Il dubbio è legittimo, ma auguriamoci che non suoni per nessuno.

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