INTERVISTA TC - Fontana: "Turris, salvezza frutto di un lavoro certosino"
Raffaella Bon
Mister Gaetano Fontana, tecnico della Turris, che ha condotto alla salvezza al termine della stagione, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com:
Mister, partiamo dalla lettera aperta che ha scritto pochi giorni fa.
"Una lettera aperta molto sentita, chi ha vissuto insieme a me sa che sono stati quattro mesi full immersion. È stato fatto un lavoro certosino con poco tempo a disposizione. Purtroppo ho ereditato una situazione paradossale, c'erano diversi giocatori infortunati che abbiamo dovuto aspettare, cercando di mettere in campo le forze a disposizione. Nella seconda partita a Taranto ho messo dei terzini come attaccanti esterni. Aver fatto risultato con setto, otto under in campo non era facile. Comunque ho avvertito subito la disponibilità di tutti. Io ho sempre pensavo che ci potessimo salvare, mi davano del matto ma non importava. Io credevo nella mia squadra. I ragazzi volevano una figura che portasse passione e speranza".
Quando ha creduto veramente alla salvezza?
"Ci sono state partite dove parlavo di apprendistato. Prima di sei settimane non puoi vedere i risultati. Comunque direi da quel momento a Crotone dove ha pareggiato 0-0 ma ha avuto occasioni importanti".
Quella partita ha cambiato tutto?
"Sì, la squadra è cambiata tantissimo. Sono stati capaci di fare ciò per il quale realmente lavoravano".
Cosa lascia questa stagione alla Turris?
"Io sono innamorato del mio lavoro, sono così ovunque vado, abbraccio i miei pensieri. Questa passiamo ed entusiasmo mi porta a conseguire altri risultati. Ognuno deve agire secondo la sua passione. Perché è dall'entusiasmo e dalla passione che nascono le idee calcistiche".
Da buon tifoso napoletano, cosa pensa dello scudetto dei partenopei, ripartiti anni fa proprio dalla C?
"Io sono un grande tifoso delle squadre dove ho giocato e allenato, ma quando vai in realtà come Napoli, non puoi non essere contagiato. Io ho partecipato alla storia del club in un momento drammatico, nasceva un nuovo ciclo. Non c'erano campi e palloni, solo sul finire abbiamo inaugurato il centro sportivo. Si intuiva da subito dove voleva arrivare. Secondo me questo scudetto è meritato, poteva arrivare prima ma la gioia è bellissima. Dimostra che i giocatori devono lavorare, soprattutto in terza serie e in D, con un sogno in testa. Di Lorenzo ne è un esempio. Anche la mia carriera da giocatore lo dimostra, io ero in C a trent'anni e poi sono andato in A. I sogni e le motivazioni fanno da stimolo".
Il futuro di mister Fontana?
"Siamo in attesa di conoscere le intenzioni della proprietà da tempo dimissionaria e pronta a cedere a nuovi acquirenti che si stanno avvicinando alla Turris.".


