3 club di Serie C sull’orlo del baratro per la gioia di un club di Serie A. Vicenza, l’incredibile parabola di Balzaretti. Avellino, un lupo tra i lupi
Nicolò Schira
Ci sono 3 club di Lega Pro col fiato in sospeso e fortemente a rischio di non iscriversi alla Serie C 23/24. Martedì 20 giugno scade, infatti, il termine per presentare la fideiussione e la domanda d’iscrizione. Da tempo vi abbiamo raccontato su queste colonne le problematiche di Siena e Pordenone, ma ci sarebbe pure una società del girone C a vivere un momento tribolato. Spettatrice interessata al ripescaggio anche una società di Serie A come l’Atalanta pronta a varare la Seconda Squadra e in pole per un eventuale ripescaggio.
Federico Balzaretti é a un passo dall’entrare nell’area tecnica dell’Udinese. La Serie A lo aspetta. Mica male il doppio salto dalla C per chi a Vicenza ha vissuto un biennio costellato più da ombre che da luci. Prima la retrocessione nella terza serie (colpe solo parziali essendo subentrato in corsa) poi quest’ultima annata balbettante caratterizzata da una regular season anonima e dall’eliminazione prematura ai Playoff (responsabilità dirette). Col la Coppa Italia di Lega Pro in bacheca non sufficiente a placare gli appetiti della piazza vicentina. Praticamente i biancorossi non sono mai stati concretamente in lotta per il ritorno in B, obiettivo dichiarato a inizio stagione. Eppure adesso arriverà il premio del grande salto nella massima serie. Alla faccia di tanti emergenti e bravi dirigenti che da anni eccellono in C, eppure non ricevono mai una chiamata. Le strane parabole del calcio che molto spesso risulta indecifrabile per le traiettorie che prende. Con una certezza: spesso e volentieri gli ex campioni di Serie A godono sempre di maggior credito e opportunità di chi viene dal basso. Con i risultati destinati a passare in secondo piano. E anche il caso di Balzaretti lo dimostra…
Dell’avvento di Giorgio Perinetti al comando dell’Area Tecnica dell’Avellino vi avevamo parlato già un mese fa: la mossa a sorpresa del navigato dirigente romano riguarda però i suoi più stretti collaboratori. Confermato al suo fianco Pier Francesco Strano come capo-scout, mentre come direttore sportivo ecco Gigi Condò. Un nome che ritroviamo con piacere a queste latitudini dopo gli anni ruggenti con Trapani e Cosenza e la ripartenza con la Vibonese. In questi ultimi due anni era finito un po’ nel dimenticatoio, eppure l’uomo mercato di Gioia Tauro trapiantato ormai in Abruzzo per amore (ha sposato la calciatrice Giulia Di Camillo) non si é dato per vinto e ogni weekend capitava di avvistarlo su campi di Serie C, Primavera e Serie B. L’occhio insomma l’ha mantenuto allenato. Adesso la chiamata di Giorgio Perinetti che cercava un giovane diesse da far crescere al suo fianco. Un po’ come accaduto in passato con Daniele Faggiano. Perché lavorare con Re Giorgio é come fare un master all’università. Condò lo sa bene e non vede l’ora di iniziare. D’altronde per un cuore cosentino lavorare ad Avellino simbolicamente é il massimo: un lupo tra i lupi…


