Pordenone e Messina, due modi diversi di dire addio alla Serie C. Chi sarà la prossima? Tutti gli occhi sono puntati sul Siena. Squadre B, ecco chi arriverà
Luca Bargellini
Con cinque giorni d’anticipo rispetto alla deadline del 20 giugno, ultimo giorno utile per presentare le domande d’iscrizione per il prossimo campionato di Serie C, due delle 60 società aventi diritto (Pordenone e Messina) hanno comunicato ufficialmente la propria intenzione di cedere il passo. Tra la posizione dei Ramarri e quella dei Peloritani ci sono però numerose differenze.
CORAGGIO E SAGGEZZA - La situazione della società di proprietà della famiglia Lovisa è, senza dubbio, quella più clamorosa e sorprendente. A tre stagioni dall’aver toccato l’olimpo della Serie B il Pordenone fa una scelta, per certi versi, saggia e coraggiosa allo stesso tempo: viste le difficoltà finanziarie meglio rinunciare al professionismo, ripartendo da Serie D o Eccellenza, con il chiaro intento di non morire.
Come uno dei tanti piccoli miracoli di provincia sia arrivato dalle stelle alle stalle in così poco tempo e nel silenzio più totale rimane, nelle dinamiche, un mistero. Sicuramente Mauro Lovisa e il suo staff hanno commesso degli errori, che loro stesso hanno ammesso, in un periodo complesso sul piano imprenditoriale come quello del post Covid, ma ciò che al momento rimane è la tristezza per veder allontanarsi (non uso di proposito il verbo sparire) dalla Lega Pro una realtà che negli ultimi anni ha ricordato a molti quanto fatto da Chievo e Cittadella prima ancora. Poca disponibilità, ma tante idee.
FRA SORPRESA E INEVITABILITÀ - A diversi chilometri di distanza, invece, nella calda e assolata Sicilia ciò che Pietro Sciotto, presidente del Messina, ha annunciato è stato sì, sorprendente, per quanto riguarda la stretta attualità, ma anche una sorta di epilogo inevitabile dopo anni di battaglie per la sopravvivenza. Il numero uno del club giallorosso già la scorsa estate aveva detto di essere divenuto per lui insostenibile andare avanti nella gestione in solitaria della società, ma di acquirenti seri e credibile se ne sono visti veramente veramente pochi. Anzi neanche uno visto quanto reso noto con il comunicato di questo pomeriggio. Per Messina, la parte sportiva della città, torna ad essere buio. Chissà se si riuscirà a ripartire da qualche categoria più bassa come a Pordenone. A differenza dei neroverdi, in questo caso, ‘del doman non v’è certezza’.
NEXT STOP SIENA? - Finita qui sul fronte delle società che non prenderanno parte al prossimo campionato di Serie C? Difficile. Anzi molto probabile. Le antenne sono ben dritte in direzione di Siena. La situazione fra gli imprenditori armeni, precedenti proprietari del club, ed Emiliano Montanari, attuale numero uno, è a dir poco confusionaria e con la deadline del 20 oramai a ridosso di tempo da perdere ce n’è davvero poco.
In questo quadro così dissestato una cosa però è certa. Una novità. Il prossimo campionato di terza serie avrà, quasi certamente, un’altra seconda squadra ai nastri di partenza. Con l’Atalanta che sembra essere in vantaggio sul Sassuolo (ricordiamo che l’ingresso delle formazioni B al momento è previsto solo ‘a completamento d’organico e alternato anche alle formazioni retrocesse lo scorso anno e a quelle di Serie D della graduatoria playoff). Che sia la volta buona che il progetto prenda davvero campo? Staremo a vedere…


