Como, Bellitta a TLP: "Difficile lasciare casa a 14 anni, ma voglio arrivare in alto"
Francesco Bellitta è la piacevole novità del Como di mister Ramella: classe 1993, l’esterno di scuola interista è stato gettato nella mischia sul difficile campo del Foligno, ha giocato una buona gara e potrebbe essere confermato nel recupero di oggi con la Pro Vercelli. Abituato a coprire la fascia destra, aveva cominciato come ala e poi è stato arretrato in difesa. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, Bellitta racconta quelle che sono le sue aspirazioni future e quello che sta vivendo in questo momento lui come giocatore più giovane di questo Como.
“Essere catapultati già a 18 anni nel calcio che conta è bello – afferma Bellitta – perché si iniziano a maturare importanti esperienze e si comincia ad acquisire maggiore capacità per migliorare se stessi. Anche il ruolo dei più esperti nel Como è stato importante: non è facile confrontarsi con calciatori che hanno fatto calcio vero: parlo di Urbano e di Ciotola, che hanno giocato in categorie che ancora sogno. È un onore giocare con loro”.
Ci viene in mente che lei ha fatto parte delle giovanili dell’Inter insieme a giocatori di talento come ad esempio Crisetig. Come è stato far parte della Primavera nerazzurra?
“Esperienza costruttiva: tra l’altro sono molto amico dello stesso Crisetig. Mi sono trovato benissimo perché è stata la mia prima esperienza lontano da casa, perché sono calabrese, e all’Inter ho iniziato a conoscere il mondo del calcio”.
Difficile restare lontano dalla famiglia?
“Andare via di casa a quattordici anni è stato difficile. All’inizio non sembrava, perché ho fatto quello che mi piaceva fare. Speravo di arrivare in una squadra importante, come è successo. La nostalgia è stata un po’ bilanciata, perché piano piano le cose sono andate bene. Il primo anno nella fase iniziale era stato un po’ così, poi il secondo mi sono trovato bene con lo stesso gruppo, e il terzo ho giocato un po’ di meno ma ho avuto nel gruppo una seconda famiglia”.
Lei che sogni ha per il futuro?
“Il mio sogno è naturalmente la Serie A: ho lottato fin da bambino e questo sembra un buon inizio. Lasciare casa così giovane non è facile, quindi sarebbe il top se i miei sacrifici venissero ripagati”.
A chi ritiene di ispirarsi per il suo ruolo?
“Sicuramente, dato che gioco a destra, mi piace osservare Daniel Alves e Maicon, però il mio preferito è Cristiano Ronaldo: inizialmente giocavo come tornante, ma poi mister Ramella ha visto che potevo giocare anche terzino e mi ha schierato lì perché potevo avere più spinta da dietro. Gradisco molto questa nuova collocazione”.
Ma questo Como, che è andato a vincere a Foligno, che obiettivi si pone?
“Noi guardiamo domenica dopo domenica, ma il calcio è bello anche per questo: spesso ci si pone degli obiettivi minimi e poi si può arrivare a disputare un campionato al di sotto delle attese; invece noi non ci poniamo degli obiettivi: l’importante è divertirsi nel calcio”.


