INTERVISTA TC - Morrone: "Iscrizione Siena per tenere aperta strada D"
Raffaella Bon
Alfonso Morrone, presidente ADICOSP, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per parlare di iscrizioni e delle problematiche ad esse relative, lanciando in primis un appello ai presidenti: "Come Presidente di Adicosp approfitto per invitare tutti i presidenti ad assumere solo ed esclusivamente Direttori abilitati ed iscritti all’Elenco Speciale della FIGC. In questi giorni sto leggendo gente non abilitata con incarichi non riconosciuti dalle Leghe e dalla Figc. Laddove un presidente voglia assumersi la responsabilità della Direzione Sportiva, anche se non la condivido, c’è una norma del Regolamento dei Direttori che lo permette. Finché è in vigore, spero ancora per poco, lo possono fare, però bisogna stare attenti a non coprire gente che priva di competenze certificate svolge di fatto il ruolo del Direttore Sportivo. Adicosp non esiterà un attimo a segnalare alle autorità competenti. Non è una minaccia ma una vera e propria tutela per chi ha investito in se stessi partecipando ad un corso e superando un esame a Coverciano. L’ho ribadito venerdì al Ministro Abodi, in un tavolo tecnico insieme ad altre associazioni di categorie, che bisogna far emergere il merito e che la formazione dei manager deve essere al centro della Riforma del calcio perché di gente sprovveduta e di faccendieri ne girano purtroppo ancora tanti con il sostegno di molti presidenti e con risultati fallimentari",
Cosa pensa del calcio di questo ultimo periodo?
"Stiamo passando un periodo particolare per il nostro movimento. La questione dei diritti televisivi che vanno sempre più al ribasso sarà purtroppo un problema per la sostenibilità del calcio delle serie minori. Alla Lega Pro è destinato il 2 per cento che negli ultimi anni equivaleva a circa 22/24 milioni di euro da distribuire poi ai club. Se la serie A verrà venduta a cifre basse anche la terza serie ne risentirà pesantemente. Bisogna trovare misure strutturali capaci di sostenere i nostri club. Ormai sono anni che ribadisco, nei vari ambiti, che bisogna togliere il divieto di sponsorizzazione delle società di Betting previsto nel decreto Dignità e di inserire un minimo prelievo sui ricavi derivanti dalle scommesse da destinare poi allo sport. Se ci fosse la possibilità di trattenere l’1% allo sport andrebbero circa 160 milioni ed al calcio in quota parte circa 90 milioni. Sarebbe una vitale dose di ossigeno".
A Pordenone cosa è successo?
"Mi dispiace molto per il Pordenone perché la famiglia Lovisa con grandi sacrifici ha portato i ramarri ad un passo dalla Serie A. Purtroppo gestire una società di calcio è sempre più complicato, ma bisogna dare atto al Presidente di aver assunto un atteggiamento responsabile decidendo di non iscrivere il club alla prossima serie C e di concentrarsi prima ad evitare il fallimento e poi far ripartire il Pordenone nelle categorie dilettantistiche. Auguri ai tifosi in pronto ritorno nei professionisti".
Al contrario il Siena, pur con una domanda incompleta, ha tentato la strada dell'iscrizione.
"Da quanto si legge il Siena già da diversi mesi aveva delle difficoltà e la penalizzazione con conseguente esclusione dai playoff ne è la riprova. Credo che presentare la domanda di iscrizione senza fideiussione per il Presidente era l’unico modo per tenersi aperta la porta della Serie D così come avvenne due anni fa con la Casertana del presidente D’Agostino. Dobbiamo però considerare che c’è l’Art. 52 comma 10 che regola una eventuale ammissione in D o Eccellenza e che dà potere di discrezione al Sindaco su chi affidare il titolo sportivo dietro il nulla osta della FIGC".
Il Sangiuliano ha già annunciato che farà ricorso.
"Ho letto il comunicato del club lombardo. Le accuse sono pesanti nei confronti del Siena e dell’attuale Direttore bianconero. Non entro nel merito perché non mi compete però da notizie in mio possesso, come già detto prima, la società toscana ha provveduto a presentare la domanda di iscrizione solo per tenersi aperta la possibilità di ricominciare dalla D. Tesi confermata dallo stesso Filippo Marra Cutrupi, ribadendomi che è stata per esplicita volontà del Presidente Montanari. Staremo a vedere l’evolversi della vicenda. Comunque al Sangiuliano, se non avrà possibilità di essere riammessa, auguro di tornare presto nei prof, anche perché ha dimostrato per lunga parte della stagione di poterci stare alla grande".
Quel che invece succede a Lecco è legato a tempistica sbagliate, se vogliamo definirla così...
"Sulla questione Lecco ne ho lette tante. La mia premessa è che le regole giuste o sbagliate vendono dettate prima che finiscano i vari campionati, quindi non si può sapere poi chi ne beneficerà o meno. Mi domando è giusto che il Lecco riparta dalla D? Io rispondo di no ma poi ci sono appunto le regole da rispettare, giuste o sbagliate che siano. Se c’era la necessità di dare delle proroghe queste richieste andavano fatte prima. Se queste non sono state avanzate allora si doveva agire per tempo, o meglio quando si iniziava a vedere il traguardo. Il problema non è dare o no deroghe o proroghe perché poi ci sono le società controinteressate che faranno valere i propri diritti. Io amo le storie calcistiche come il Lecco, che con la forza di un gruppo saggiamente gestito dal mister Luciano Foschi è riuscito a scrivere una bellissima storia di un club dalle antiche tradizioni e non dare la possibilità di continuare a vivere questo sogno in serie B onestamente mi dispiace. La giustizia sportiva però non può agire sui sentimentalismi e credo che la perentorietà dei termini alla fine, come ogni anno, avrà la sua importanza".


