Il Crotone porta ai supplementari la Cremonese e per un attimo ci fa illudere di poter rivivere le belle favole dei club di terza serie in Coppa Italia. Ma la nuova formula non ce ne ha più regalate
Valeria Debbia
Con la nuova formula della Coppa Italia, che da tre stagioni prevede poche partecipanti dalla terza serie (quest'anno sei, cinque al turno preliminare, con lo scontro 'fratricida' tra Cesena e Virtus Entella, più una - il Crotone - ai trentaduesimi a causa dell'esclusione della Reggina), è difficile rivivere le belle favole di una volta nel trofeo della massima categoria. Negli ultimi tre anni, infatti, tutti i sogni delle protagoniste di Serie C si sono infranti non oltre i già citati trentaduesimi: il Catanzaro sconfitto dall'Hellas Verona nel 2021/22; la Feralpisalò ko contro l'Udinese nel 2022/23; l'ultimo il Crotone ieri sera in casa della Cremonese, anche se i pitagorici hanno costretto i grigiorossi ai supplementari grazie alla rete al 7' di Tumminello poi pareggiata alla mezz'ora da Afena-Gyan.
Come sembrano lontano le epopee di Virtus Entella, che nel 2018/19 si regalò la Roma agli ottavi di finale (4-0 per i giallorossi) o "accontentarsi" (si fa per dire!) di quello del Catania, che venne eliminato ai quarti di finale dal Sassuolo (2-1) o di Novara e Pisa che la sorte mise di fronte ai quarti, mentre agli ottavi furono gli azzurri a vivere il sogno dell'Olimpico contro la Lazio (4-1).
D'altronde chi ha mai detto che una squadra di C non può eliminare una di A (ma ci accontentiamo anche di una di B)? C'è stato un tempo in cui le rappresentanti di Lega Pro si erano abituate a regalarci storie di grande pathos in Coppa Italia: nel 2017/18 il Pordenone, arresosi solo ai rigori all'Inter a San Siro negli ottavi di finale, la favola Alessandria nell'edizione 2015/16 che, sfida dopo sfida, conquistò la semifinale, dove in un doppio incontro pieno di adrenalina cedette il passo solo al Milan. O Lumezzane e Novara nell'edizione 2009/10: i rossoblù - appena rientrati nel panorama professionistico dopo sei anni di assenza - vennero eliminati dall'Udinese agli ottavi, mentre gli azzurri riuscirono a concedersi il lusso di varcare il tempio del 'Meazza' per affrontare il Milan, che li eliminò.
Tutte storie che purtroppo ci mancano. Per accontentarci pensiamo allora alle parabole ascendenti di chi in questa Coppa Italia si è messo in evidenza, dopo annate trascorse sui campi di terza serie: parliamo di Francesco Amatucci, centrocampista classe 2001, punto di forza dell'Aquila Montevarchi tra il 2019 e il 2023, che dopo la retrocessione dei toscani, ha spiccato il volo verso Cittadella ed ha segnato il gol del pareggio contro l'Empoli, spianando la strada alla qualificazione dei granata (l'altro sigillo di Magrassi, un altro volto noto in Serie C, visto che fino alla scorsa estate ne era protagonista tra Virtus Entella e Pontedera). Senza dimenticare l'attaccante classe 1994 Jacopo Manconi: una carriera di tutto rispetto in Serie C, gli ultimi tre anni trascorsi come punta di diamante dell'AlbinoLeffe, ed ora proiettato in cadetteria nelle file del Modena, dove ha messo a segno la rete dell'illusorio 1-1 in casa del Genoa. Stelle cui auguriamo di brillare sempre su palcoscenici sempre più prestigiosi...


