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INTERVISTA TC - Millesi: "Catania, i mancati risultati non solo colpa di mister e DS"

autore
Raffaella Bon
per Tuttoc.com
lunedì 6 novembre 2023, 19:00Interviste TC
autore Raffaella Bon
06.11.2023 19:00Interviste TC
Federico De Luca
Federico De Luca

L'ex centrocampista Francesco Millesi, intervistato da TuttoC.com, ha commentato il campionato di due sue ex squadre come Avellino e Catania partendo dagli etnei. "Purtroppo l'esonero era inevitabile, lo stimo personalmente, una persona per bene e professionale. Magari con lo stesso metodo di lavoro per anni vinci poi un anno fai fatica, è il destino di un allenatore. Quando una squadra non fa risultati, non arrivano gli obiettivi prefissati dalla società arriva l'esonero come per Laneri".

Ci sarà quindi una rivoluzione.
"Non parliamo di rivoluzione perché è cambiato mister e staff tecnico come succede anche da altre parti insieme al direttore sportivo. Non è facile e non c'è nulla di scontato nel calcio, se il Catania non ha fatto risultati non è colpa solo di direttore sportivo e mister".

Dopo un anno di D c'è bisogno di tempo?
"Dopo una anno di Serie D fatto alla grande, la squadra era molto forte per il campionato che disputava, quando si va nei professionisti è tutta un'altra cosa. Non c'è tanta differenza tra le prime e chi sta sotto, non è lo stesso campionato della D e ci vorrà del tempo per ricostruire una squadra. Bisogna dare del tempo, non si vincono così i campionati. Ci vuole almeno un anno di assestamento sopratutto a livello societario. La C non si vince con i campioni, ad Avellino avevamo una squadra di categoria e incontravamo squadre come il Napoli però abbiamo vinto noi perché eravamo una squadra già amalgamata e di categoria. Il Catania doveva pazientare e non creare queste aspettative all'inizio dell'anno, parlo anche a livello societario".

Chi preferiresti in panchina?
"Mi piacerebbe vedere Lucarelli in panchina, che possa tornare a Catania per riprendere da dove aveva lasciato".

Ad Avellino le cose sono cambiate con Pazienza.
"Pazienza è un grande allenatore, lo sta dimostrando anche se ha faticato i primi anni ma sta dimostrando tutto il suo valore. Può starci in una piazza del genere, ha idee meravigliose e ha un rapporto con la squadra da compagno. Quando c'è questa sinergia e questa complicità viene tutto più facile. Il problema non era Rastelli, lui ama la piazza di Avellino e lo ha già dimostrato di essere capace ma l'allenatore è il primo a pagare". 

Che ne pensi del lavoro di Perinetti?
"Perinetti è un direttore sportivo che non ha bisogno di presentazioni, è competente ed ha costruito una squadra con i fiocchi anche se all'inizio tanta gente non condividevano alcune sue scelte. Oggi si ha la dimostrazione che è un valore aggiunto per l'Avellino".

Non era meglio cambiare subito?
"Non era giusto cambiare subito, in Italia ormai non c'è più tempo per costruire un progetto. A volte gli allenatori hanno anche paura a fare il ritiro per arrivare il prima possibile nelle condizioni ottimali per non perdere le prime partite. Alle prime sconfitte e alle prime problematiche il primo a saltare è l'allenatore, era giusto dare continuità a Rastelli". 

per Tuttoc.com

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