Mancini non convoca Calò, l'agente tuona: "Mi auguro non sia morta la meritocrazia"
Esclusiva TMWNonostante un avvio di stagione da protagonista con la maglia del Frosinone, impreziosito da cinque reti in campionato, Giacomo Calò non è stato inserito da Roberto Mancini nella lista dei convocati dell’Italia per le sfide contro Francia e Belgio. Una decisione che non è passata inosservata e che ha suscitato il disappunto del suo procuratore, Vincenzo Pisacane, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb. Nell’intervista, l’agente ha commentato la mancata chiamata in Nazionale, soffermandosi anche sul rendimento e sul momento di forma del suo assistito.
Un inizio da sogno per Calò e il Frosinone.
“Si vede in campo quello che stanno facendo, per fare quelle cose significa che devi star bene psicologicamente. Ma Giacomo è un ragazzo con i piedi ben saldi a terra, sa bene che nel calcio oggi sei un fenomeno e domani non lo sei più. Per questo sta spingendo sull’acceleratore al massimo, tutti i giorni, per dimostrare ciò che vale”.
Lo aiuta il bel rapporto che ha con Alvini.
“Il rapporto con Mister Alvini è stupendo. Sia lui che il Direttore Castagnini lo hanno voluto fortemente lo scorso anno. Fecero di tutto per prenderlo e devo dire che questa fiducia la sta ripagando a pieno, speriamo continui così. Se mi aspettavo questo Frosinone dopo la scorsa annata? Entrare negli schemi di Alvini non è semplice, non è uno che butta la palla al centro e ti lascia lavorare. Lui vuole cose specifiche dai suoi ragazzi, non tutti riescono a capire ciò che chiede. L’anno scorso ci ha messo un po’ per far capire i suoi schemi, quest’anno invece la squadra era già collaudata e anche integrare i 2-3 nuovi è stato semplice. Per me Alvini è uno che ha raccolto troppo poco rispetto a quello che avrebbe potuto”.
In estate c’era la possibilità di un addio?
“No mai, lui ha sempre spinto per rimanere a Frosinone. Ad un certo punto c’è stato un fortissimo interesse da parte della Sampdoria ma la volontà di Calò è sempre stata quella di restare e la stessa società si è messa di traverso e lo ha blindato”.
E ora qualche club di Serie A ha già bussato?
“Posso dire che tanti club di Serie A che avevo chiamato prima mi hanno ricontattato per dirmi ‘che cazzata ho fatto a non ascoltarti’: è già una cosa importante. Ci sarà tempo di parlare di mercato e di futuro, al momento Giacomo è concentrato al 100% sul Frosinone”.
Chiudendo sulla Nazionale, Calò sperava nella convocazione?
“È normale, ne avevamo parlato. Lui al momento a numeri è il miglior centrocampista in Italia. È stata una cosa strana non vederlo nella lista di Roberto Mancini che conosco so che tiene conto di queste cose. Se avesse avuto 34-35 anni avrei potuto anche capire, ma ha 29 anni. È normale che ambiva alla Nazionale e per me sarebbe stato giusto dare importanza a ciò che sta facendo. Mi auguro che la mancata convocazione di ieri non sia la morte della meritocrazia e che Giacomo possa essere convocato in un secondo momento se continua così, altrimenti significa che non c’è un senso alle chiamate della Nazionale. I ragazzi chiamati da Mancini sono tutti molto forti ma credo che nessuno in questo momento ha i numeri di Calò, per questo sarebbe stato giusto chiamarlo. Mi auguro che se continua così possa essere convocato in futuro, sennò è la morte della meritocrazia. Lui comunque è tranquillo e ancor più concentrato e motivato sulla partita contro il Cagliari”.






