Ds Alcione: “Vogliamo restare a Milano e confermare il gruppo storico"
Durante l'appuntamento odierno con A Tutta C sulle frequenze di TMW Radio è intervenuto il direttore sportivo dell’Alcione Matteo Mavilla. Queste le sue parole:
Come nasce il percorso dell’Alcione?
“È un progetto che nasce da lontano per la volontà dei due presidenti, l’Alcione su Milano è sempre stata una realtà a livello di settore giovanile, poi tre anni fa i proprietari hanno messo nel mirino i professionisti con la prima squadra. Tre anni fa sono arrivato insieme al tecnico Giovanni Cusatis e questo era l’obiettivo, poi spesso i progetti nascono e muoiono nel giro di pochi mesi. Qui invece i proprietari sono seri e professionali, abbiamo avuto la possibilità di fare il nostro lavoro”.
Essere a Milano può essere un elemento favorevole nell’attrarre giocatori?
“Nel mio lavoro metto al centro il campo da calcio, quindi l’aspetto tecnico ed è quello che dico sempre ai presidenti, questo è quello che traina. Essere su Milano sicuramente affascina e crea appeal per la società, penso possa essere un vantaggio ma adesso sappiamo che da neopromossi siamo gli ultimi arrivati. Qualcuno è interessato a venire perché conosce la nostra professionalità, qualcuno è ancora scettico ma faremo le cose nel migliore dei modi”.
La strategia è rivoluzionare o affidarsi al gruppo che ha fatto così bene in Serie D?
“La strategia è quella di confermare il gruppo di lavoro per due motivi, il primo perché abbiamo fatto 150 punti in due anni e i ragazzi hanno la voglia di misurarsi con i professionisti. Il secondo motivo è perché abbiamo un allenatore di grande livello che lavora sul campo, quindi preferiamo tenere un ragazzo che ha lavorato per anni con lui”.
L’obiettivo è quello di rimanere a livello di sede a Milano?
“L’idea dei proprietari è quella di restare su Milano, lo scorso anno non ci diedero la possibilità di giocare all’Arena Civica e per questo fu ripescata la Casertana al posto nostro. Non so se sarà possibile giocare all’Arena, ma comunque si troverà un altro impianto a Milano. Per la terza squadra professionistica di Milano è giusto restare in città e si sta trattando con il Comune, dovrebbe essere un vanto per tutta Milano avere tre squadre tra i professionisti”.
Qual è il vostro rapporto con Milan e Inter?
“Noi ci poniamo chiaramente come terza squadra, non ci pensiamo a paragonarsi, ma come società professionistica noi ci mettiamo a disposizione per eventuali ragazzi che magari non sono ancora pronti. Possiamo essere un valore aggiunto, meno per il Milan che ha dato il via al progetto under 23, ma l’Inter non ce l’ha quindi possiamo trovare una collaborazione”.
L’Alcione è riuscita a costruirsi un proprio tifo o accompagna il tifo di Inter e Milan?
“Sicuramente abbiamo fatto dei passi da gigante salendo le categorie, tre anni fa eravamo in Eccellenza e costruirsi un tifo è difficile. I nostri tifosi sono i ragazzi del settore giovanile e i genitori, però magari non giocando in contemporanea con Milan e Inter i tifosi che vogliono vedere una partita hanno la possibilità di venire a vederci”.
Nell’Inter c’è un ragazzo interessante come Stabile, può essere un profilo adatto per l’Alcione?
“Non ci sono segreti, è un giocatore che a me piace tantissimo e che ha enormi margini di miglioramento. Deve giocare tante partite con i grandi e ha bisogno di un ambiente come il nostro, non abbiamo la presunzione di metterci a paragone con realtà che hanno un blasone diverso ma da noi si pensa solo al campo. Ci sono le giuste pressioni, siamo un gruppo giovane ma credo che Stabile a prescindere dal risultato della stagione farà un percorso importante di crescita. Se l’Inter ci riconosce un valore su quello che ho detto noi sicuramente siamo a disposizione per far crescere questi ragazzi con potenzialità importanti”.
Cosa ti aspetti dalla stagione in Serie C?
“Commettere gli errori per noi e per i giovani è una cosa importante, qui si può sbagliare una volta in più rispetto ad altre piazze. Mi aspetto un campionato difficilissimo e dovremo approcciare a questa stagione con grande umiltà, siamo una delle pochissime società che non ha mai fatto professionismo, ci vorrà umiltà e spirito di sacrificio. Cambiano molte cose a livello fisico e tecnico quindi dovremo farci trovare pronti, ma mi aspetto grande entusiasmo per affrontare il campionato al meglio e capire subito in che realtà finiremo per eventualmente effettuare delle modifiche strutturali”.


