Grieco saluta l'Audace Cerignola: “Società senza debiti. Ho perso grinta dopo tante pressioni”
Si chiude ufficialmente l’era di Nicola Grieco alla guida dell’Audace Cerignola. Dopo dodici anni, l’ormai ex presidente gialloblù ha spiegato i motivi del suo addio nel corso della conferenza stampa che ha sancito il passaggio di proprietà alla nuova cordata di imprenditori cerignolani.
Un intervento lungo e carico di emozione, nel quale Grieco ha ripercorso il cammino compiuto dal club, dalla Prima Categoria fino alla stabilità in Serie C: “Si chiude un ciclo dell’Audace e non sarò presidente di nessuna squadra - si legge su CerignolaViva.it -. Il mio cuore e la mia tifoseria resteranno qui”.
L’ex numero uno del club pugliese ha spiegato che la decisione era maturata già da tempo e non è legata agli ultimi risultati sportivi: “Non è un discorso nato dall’ultimo campionato. Dopo dodici anni era arrivato il momento. Ho trascurato la mia azienda per tanto tempo e aveva bisogno di me”.
Nel suo saluto Grieco ha voluto soprattutto rivendicare la solidità economica lasciata in eredità alla nuova proprietà: “Lascio una società che non ha debiti. Ho dato una società pulita, a zero euro, perché non ho preso un euro dalla società”. Nonostante l’uscita dall’organigramma, resterà comunque vicino al club in qualità di main sponsor: “Mi rivedrete al Monterisi ad assistere alle partite come voi”.
Parole importanti anche sul peso quotidiano della gestione di una società professionistica: “Il presidente può anche fare i tornei di poker, ma non è importante essere presenti alla partita. Conta il lavoro settimanale e le difficoltà quotidiane. Non ho mai ritardato i pagamenti e ho sempre rispettato le scadenze”.
Grieco ha poi spiegato la scelta di affidare un ruolo centrale a Gianni Nardiello nella nuova fase del club: “La scelta di Nardiello non è stata fatta dall’oggi al domani. È nata nell’ultimo incontro fatto con la società”.
Spazio anche a un bilancio dell’ultima stagione, definita senza mezzi termini “disgraziata” dal punto di vista sportivo: “A me piace vincere”. L’ex presidente ha affrontato inoltre il tema delle partenze di Salvemini e Capomaggio, spiegando come certe offerte siano inevitabili: “Quando arriva il Benevento non puoi dire no. Trattenere un giocatore non fa mai bene”.
Tra i passaggi più significativi anche quello legato al rapporto con la piazza e con il tessuto imprenditoriale cittadino: “L’atteggiamento degli imprenditori era: ‘Non siamo andati in Serie B? Presidente non sei buono’. Questa grinta e questa determinazione le ho perse”.
Non è mancata una punta di amarezza per la risposta del pubblico negli ultimi anni: “Vedendo pochissima gente allo stadio, nonostante quattro anni di playoff…”.
Infine il ringraziamento più sentito è stato rivolto ai tifosi organizzati: “Quello che mi rende più orgoglioso è il comportamento della mia tifoseria. Non mi hanno criticato, mi hanno sempre sostenuto. Oggi la forza e il cuore sono proprio gli ultras”.
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