Zizzari, parola di ex: "Con la proprietà Cipriani, il Ravenna ha già scalato delle montagne"
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Nel corso della mattinata di TMW Radio, è intervenuto l'ex calciatore del Ravenna Francesco Zizzari, che non ha solo parlato della formazione giallorossa, ma si è anche concentrato sul suo progetto rivolto ai giovani, un camp estivo che si protrarrà anche fino al prossimo del mese.
Del quale ha spiegato: "Siamo molto contenti di poter realizzare un progetto che, a livello nazionale, è tra i più importanti: si chiama FZ11 Academy, e accoglie ragazzi da tutta Italia. È un progetto che si sviluppa ed è iniziato il 10 di giugno e finirà il 10 luglio a Pistoia, poi andremo a Porretta Terme dal 12 al 23, e ci sono ancora posti liberi: ci dedichiamo ai giovani, ai ragazzi, e non soltanto per l'aspetto calcistico, ma anche su quello educativo. Il telefonino non è vietato durante la giornata al campo, ma non è consentito distrarsi, se non per concentrarsi a fare amicizie, a interagire con gli altri. I ragazzi sono anche sensibilizzati allo spreco alimentare, quello che non è consumato viene devoluto a un'associazione di Pistoia che aiuta i senzatetto. Sulla pagina Instagram è spiegato tutto, per chi volesse saperne di più".
Un progetto sicuramente importante, in un paese come l'Italia dove i giovani non vengono neppure presi in considerazione. Perché che non esistano più dei piccoli campioni italiani a me sembra un po' troppo strano...
"Il problema principale è che si dedica meno tempo agli aspetti che forse nel calcio si danno per scontati, che si chiamano libertà, fantasia, estro. Nei nostri camp lavoriamo molto sul duello, sull'uno contro uno, sull'errore - che più che errore, la chiamo correzione - sulla gestione dello stesso, ma divertendoci, perché in primis i ragazzi devono fare quello. Ma in Italia al primo errore sei condannato, mentre tutti dovrebbero avere molte più opportunità".
Non ha invece sbagliato il Ravenna: la mossa Ronaldinho è stata sicuro di marketing e di futuro, il brasiliano entrerà nel pacchetto azionisti del club.
"Conosco bene quella realtà, ho passato li una stagione meravigliosa. E quell'operazione di marketing è stata geniale, se ne è parlato in tutto il mondo, tutti hanno conosciuto Ravenna, forse anche chi magari non sapeva esattamente dove fosse. E anche se è famosa, naturalmente, per i mosaici e la tomba di Dante, è una città meravigliosa che consiglio di andare a vedere, calcisticamente da quando è ripartita con la proprietà Cipriani ha scalato delle montagne. Riuscire a far parlare di calcio in una realtà dove magari negli ultimi anni si sono registrate un po' di difficoltà non era semplice, ma la nuova proprietà ce l'ha fatta. Al di là del fatto che Ronaldinho magari in campo non scenderà, o se scenderà sarà giusto per contorno, è riuscita in quello che forse voleva: che si parlasse tutti di Ravenna".
È una città dove secondo te si potrà sviluppare una sorta di "Como 2", anche proprio per un discorso ambientale e sociale?
"Il Como è un esempio meraviglioso di quella che è una realtà che può arrivare addirittura a giocare la Champions League. Credo che lì abbiano inciso anche la continuità nella fiducia a un allenatore come Fabregas, che ha un po' innovato una tipologia di calcio, ha cercato di fare qualcosa di diverso: gli va dato merito che sul campo ha raggiunto ciò che magari in tanti non credevano potesse raggiungere. Ravenna credo che abbia tutte le possibilità per poter fare la stessa cosa, sia come proprietà, sia come ambizione, sia come possibilità: è una piazza calcistica molto importante. E Ronaldinho è un bel biglietto da visita, anche per tutta la Serie C".
I giallorossi hanno l'obbligo di centrare la Serie B la prossima stagione?
"Credo che il Ravenna non si debba nascondere. Quest'anno, con tutti i proclami e con tutto quello che sta facendo, anche con l'ultimo colpo Ronaldinho, è normale che parlare di un Ravenna che abbia grandissime ambizioni".
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