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Danilo Caravello: "Salary cap in Serie C? Al momento nessuno ci sta capendo niente"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 14:35Serie C
di Daniel Uccellieri

Danilo Caravello: "Salary cap in Serie C? Al momento nessuno ci sta capendo niente"

L'agente Danilo Caravello analizza il mercato: "Serie B più dinamica, in C tante big sono ferme". Poi il focus sui gironi e sul salary cap.
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L'agente Danilo Caravello è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com per commentare i primi movimenti di mercato di Serie C. Il mercato sta finalmente entrando nel vivo. Cosa si aspetta nelle prossime settimane? Un'accelerata prima di un fisiologico rallentamento a inizio agosto? "Mi aspetto che non ci sia nessuna fase di stallo, anche perché il mercato è partito in forte ritardo e, per qualcuno, non è ancora realmente iniziato. Credo che si continuerà a lavorare fino alla chiusura senza pause. Soprattutto in Serie A e in Serie C vedo un mercato molto bloccato, ingessato e fermo. L'unica categoria che sta offrendo movimenti interessanti è la Serie B, dove gli scenari sono più chiari, anche se ci sono ancora alcune società partite in ritardo o con situazioni da risolvere. In Serie C qualcosa si è mosso, ma se guardiamo piazze come Crotone, Cosenza, Catania, Salernitana, Spezia o Reggiana, tutte hanno fatto qualche operazione e poi si sono fermate. Il problema è che quasi tutti hanno rose molto numerose e calciatori con ingaggi importanti. Se tutti devono cedere e nessuno compra, diventa inevitabilmente difficile sbloccare il mercato." Guardando la probabile composizione dei gironi, il Girone A sembra avere una squadra davanti a tutte, l'Union Brescia. Nei Gironi B e C, invece, si prospetta molto più equilibrio? "Se gli organici resteranno questi, nel Girone A l'Union Brescia parte nettamente favorita. Arriva da una finale disputata la scorsa stagione, ha una rosa già molto competitiva e ha bisogno soltanto di qualche ritocco. Alle sue spalle vedo squadre come Cittadella, Trento e anche il Treviso, che rappresenta una piazza storica e ambiziosa. Poi ci sono realtà consolidate come Renate e Alcione, che potranno dire la loro. Il Girone B, invece, se sarà confermata l'attuale composizione, sarà probabilmente il più equilibrato. Ci saranno Spezia, Reggiana, Pescara, il Ravenna che è rimasto in categoria e poi un Perugia che, pur avendo fatto poco sul mercato, resta sempre una squadra importante. È un girone in cui si gioca bene a calcio e conquistare punti anche su campi come quelli di Pineto o Gubbio è sempre molto complicato. Nel Girone C ci sono tre grandi piazze come Bari, Catania e Salernitana che dovrebbero partire con i favori del pronostico, ma uso il condizionale perché al momento nessuna delle tre è davvero partita sul mercato. Per motivi diversi stanno procedendo a rilento. Resta difficile immaginare che società di questo livello non riescano poi ad allestire organici importanti. Dietro vedo tante outsider pronte a dare fastidio: Casertana, Cosenza, Crotone, Casarano e altre ancora potranno essere protagoniste." Ha citato il Treviso, una delle neopromosse più attive sul mercato. Può ripercorrere quanto fatto dal Mantova qualche stagione fa, quando rivoluzionò completamente la rosa conquistando poi la promozione? "Il Treviso è una neopromossa, ma resta una piazza con una storia importante e può sicuramente disputare un campionato di alto livello. Personalmente vedo il Trento leggermente più avanti, perché parte da una base consolidata: ha mantenuto l'allenatore, ha conservato gran parte della squadra e ha inserito soltanto alcuni rinforzi mirati. Il Treviso, così come la Scafatese, sta seguendo un percorso diverso ma comunque intelligente. Quando domini un campionato è giusto confermare quei giocatori che ritieni importanti, sia giovani sia esperti, e poi inserire pochi tasselli mirati. In questo modo puoi arrivare in ritiro con una squadra già pronta all'80-85%. Oggi, invece, molte società iniziano la preparazione con rose largamente incomplete e con tanti calciatori destinati a partire. Questo inevitabilmente influisce sul lavoro dell'allenatore, sull'atmosfera del gruppo e, spesso, ti porta a lasciare punti per strada nelle prime giornate." Quanto potrà incidere il nuovo salary cap sul mercato? "Secondo me inciderà parecchio. È il primo anno di applicazione e credo che nessuno abbia ancora capito fino in fondo come gestirlo. Molti direttori sportivi stanno facendo mercato con la calcolatrice in mano più che con valutazioni tecniche. Non so se sia soltanto una difficoltà iniziale dovuta alla novità oppure se, come spesso accade, ci siamo fatti trovare impreparati. Vedremo se questa regola aiuterà davvero il sistema calcio. Personalmente penso che chi vuole fare un calcio sostenibile lo faccia comunque, a prescindere dai regolamenti. Il Cittadella lo ha dimostrato per tanti anni. Inoltre, alcune norme, come quelle sul numero di giocatori in rosa e sulla gestione dei giovani sotto contratto, rischiano di limitare proprio la crescita dei ragazzi. È una mia opinione, ma credo che questo tema meriti una riflessione."