Sorrento primo in Serie C ma senza stadio: l'esempio del paradosso dello sport italiano
Il Sorrento guida il Girone C di Serie C con 5 vittorie su 5, ma da 1.229 giorni non gioca allo Stadio Italia: i lavori sono ripartiti dopo mesi di stop
Cinque vittorie su cinque, nove gol fatti e appena tre subiti: il Sorrento comanda da solo il Girone C di Serie C, davanti a corazzate del girone come Bari, Catania e Salernitana. Un rendimento che in qualunque contesto normale varrebbe prime pagine e proclami. Ma la storia della capolista è anche, e soprattutto, la storia di un paradosso tutto italiano.
Un primato costruito lontano da casa
Il club rossonero, infatti, non gioca le proprie gare interne allo Stadio Italia dal 7 maggio 2023, giorno della promozione in Serie C. Da allora la squadra ha traslocato prima allo stadio 'Viviani' di Potenza e, da questa stagione, al "Donato Curcio" di Picerno: due strutture lontane dalla città, che privano i tifosi campani di un vero fattore campo. Ad oggi sono passati circa 1.229 giorni, poco più di tre anni e quattro mesi, dall'ultima gara casalinga disputata davvero a Sorrento.Perché lo 'Stadio Italia' è ancora chiuso
Il motivo è semplice quanto amaro: l'impianto non è mai stato omologato per la Serie C, e i lavori di adeguamento (partiti e poi bloccati anche per vicende giudiziarie legate all'amministrazione comunale) non sono mai arrivati a compimento. Un caso limite, ma non isolato, in un calcio italiano dove gli impianti restano il vero tallone d'Achille a ogni livello, dalla Serie A alla Serie C.I lavori sono ripartiti: si punta al 2027/28
Qualcosa, però, si muove. A fine maggio 2026 il Comune di Sorrento ha approvato il progetto esecutivo di riqualificazione, il 23 giugno è stato firmato il contratto di affidamento e da luglio i lavori procedono "a pieno ritmo", con le prime demolizioni già avviate. Il sindaco Corrado Fattorusso, alla presentazione della stagione lo scorso 14 agosto, si è detto ottimista su un rientro nella stagione 2027/28.Una lezione per il calcio italiano
Resta il contrappasso di fondo: mentre il campo racconta di una delle squadre più solide della categoria, la burocrazia e l'incuria degli impianti continuano a punire chi il calcio lo sa fare bene. Il Sorrento insegna che si può vincere anche da separati in casa, ma ricorda a tutto il movimento, dai dilettanti alla Serie A, quanto il tema degli stadi resti irrisolto e quanto, quando si decide finalmente di intervenire, i risultati sul campo possano anche arrivare prima dei cantieri.Altre notizie
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