Vis Pesaro, Aglietti: “Il Ravenna è forse la squadra più forte. Dobbiamo restare uniti”
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Luca Bargellini
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Oggi alle 20:49Serie C
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23.10.2026 20:49Serie C
Alfredo Aglietti presenta la sfida della Vis Pesaro al Ravenna nella sua prima conferenza stampa da tecnico dei marchigiani: “Dobbiamo essere al 110%”
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Alfredo Aglietti si prepara all’esordio sulla panchina della Vis Pesaro affrontando una delle formazioni più forti del Girone B di Serie C: il Ravenna di Andrea Mandorlini. Il nuovo allenatore dei marchigiani nella sua prima conferenza stampa ha raccontato le sensazioni dei primi giorni di lavoro, indicando le priorità per uscire dalla situazione attuale.
Mister, cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della Vis Pesaro, nonostante la situazione di classifica?
"Innanzitutto la voglia di rientrare, di rivalsa e la fiducia che mi hanno manifestato la società, il direttore e il presidente. Sono contento di essere arrivato qui a Pesaro e so che la situazione non è semplice, ma sento tanta fiducia intorno a me. Non mi interessavano la posizione in classifica né la categoria: volevo trovare persone che mi dessero la possibilità di dimostrare qualcosa".
Come ha trovato la squadra nei primi giorni di lavoro?
"Quando cambia l’allenatore c’è subito un reset e tutti vogliono presentarsi bene al nuovo tecnico. È stata una settimana positiva: la squadra ha lavorato bene, ho visto entusiasmo e voglia di ripartire per uscire da questa situazione. Non ho trovato un gruppo scarico mentalmente, tutt’altro. Questo è importante. Poi il qualcosa in più te lo dà il campo la domenica, attraverso il risultato. Dobbiamo tornare a ottenere punti, ma attraverso le prestazioni".
Per lei è anche una sorta di debutto in Serie C, categoria nella quale ha allenato soltanto all’inizio della carriera con il Viareggio. Che campionato si aspetta?
"È vero, è una sorta di debutto. La Serie C l’ho fatta soltanto con il Viareggio all’inizio della mia carriera, vincendo anche il campionato. La Vis Pesaro la conoscevo abbastanza bene perché l’avevo vista giocare più volte, ma conoscere i ragazzi dall’interno è diverso: bisogna osservare come si allenano e come si comportano. Per quanto riguarda la categoria, ho visto tante partite e penso che il calcio sia simile tra Serie C e Serie B. Non credo che ci saranno grosse difficoltà legate alla differenza di categoria. Con i miei collaboratori lavoreremo il più possibile per intervenire rapidamente".
Dal punto di vista mentale, come si affronta una partita così impegnativa contro una delle grandi del campionato?
"Il cambio di allenatore alza il livello di attenzione e la partita di domani lo richiede, perché affrontiamo una delle grandi del campionato. Forse è anche meglio iniziare così, senza il fardello di dover vincere per forza. Dobbiamo andare in campo cercando di fare la nostra partita e puntando al risultato, ma sappiamo che per ottenerlo dovremo essere al 110%. Le difficoltà aumentano in base al valore dell’avversario, ma non devono preoccuparci: devono essere uno stimolo per fare meglio. Un risultato importante potrebbe darci entusiasmo e rappresentare una ripartenza".
Adotterà una filosofia simile a quella di mister Gennari oppure cambierà lo stile di gioco?
"Rispetto e saluto mister Gennari, che qui anche negli anni scorsi ha fatto molto bene. Dispiace sempre quando cambia un allenatore, perché significa che ci sono delle difficoltà. Non è stata una decisione semplice neanche per la società e per il direttore. Quando si arriva, però, si cerca di cambiare qualcosa e di portare la propria metodologia. Ognuno deve essere se stesso. Se devo indicare un primo aspetto su cui intervenire, direi l’atteggiamento".
Resterà sul 4-3-3 o prenderà in considerazione un sistema diverso? E quali giocatori conosceva già?
"Ci sono diversi giocatori che ho già allenato. Pucciarelli e Di Paola li ho fatti esordire io, mentre Rigione l’ho avuto per due anni al Chievo. Sono elementi che conosco. Da giocatori con una grande esperienza mi aspetto che sappiano essere anche trascinatori. Per quanto riguarda il modulo, la squadra ultimamente ha giocato con Di Paola più alto tra le linee, in un 4-2-3-1. Voglio tenermi fino all’ultimo la possibilità di decidere se mantenere questo assetto o cambiare, senza dare vantaggi agli avversari".
Domani sarà il suo esordio in casa. Che cosa chiede alla città e ai tifosi?
"Penso che dobbiamo essere noi a cercare di tenerci stretti i tifosi nel modo giusto. Non hanno mai fatto mancare il loro sostegno e, parlando con i ragazzi, non ho percepito tensioni tra la squadra e il pubblico. Questo è importante, perché usciremo da questa situazione soltanto con l’appoggio dei nostri tifosi. In un momento di difficoltà, soprattutto dopo gli anni in cui la Vis ha disputato campionati da protagonista, è fondamentale stare vicino alla squadra e aiutarla a difendere la categoria, che è un bene prezioso per tutti".
Ha provato anche Pucciarelli nel ruolo di difensore centrale. È una soluzione possibile?
"Non voglio sbilanciarmi troppo, ma la nostra difesa, senza Tonucci e Rigione, è molto giovane. Inserire un giocatore esperto, anche al di là del ruolo che ha ricoperto abitualmente, potrebbe essere d’aiuto anche agli altri. Rigione è disponibile, ma parlando con lui ho capito che ha ancora bisogno di un po’ di tempo. Per quanto riguarda le altre disponibilità, oggi abbiamo avuto un problema in allenamento e dobbiamo valutare la situazione. Al momento è difficile che il giocatore coinvolto possa essere in campo, ma preferisco non fare nomi prima di avere un quadro definitivo".
Che cosa dice ai giovani in una situazione di classifica così complicata?
"Bisogna incoraggiarli, avere fiducia in loro e trasmettere forza ed entusiasmo. Ci lamentiamo spesso della poca pazienza che c’è nel calcio, soprattutto nelle categorie superiori, ma noi abbiamo giovani bravi che nei momenti di difficoltà possono risentire maggiormente della pressione rispetto ai giocatori più esperti. Dobbiamo stargli vicino, aiutarli e lavorare sugli errori senza colpevolizzarli troppo. Questo non significa, però, che siano esenti da responsabilità. Quando do fiducia a un giovane è perché ritengo che la meriti, e mi aspetto che sappia rispondere sul campo. Bisogna concedergli la possibilità di sbagliare, ma anche chiedergli di assumersi le proprie responsabilità".
Che cosa pensa di Andrea Mandorlini e del suo Ravenna?
"Con Mandorlini ci conosciamo bene. È un tecnico che ha vinto tanto anche in Serie B, ha tantissime presenze nei campionati professionistici e ha lavorato all’estero. Non ha bisogno di presentazioni. Lo saluto e domani ci saluteremo, ma mi auguro che ci lasci i tre punti".
Dopo i primi allenamenti, ha individuato giocatori con margini di crescita importanti?
"Penso che questi ragazzi abbiano dei valori. Ci sono giocatori con ampi margini di miglioramento e dobbiamo lavorare su questo, facendo in modo che ognuno riesca a mettere qualcosa in più a disposizione della squadra. Dobbiamo tranquillizzarli, così che possano sbagliare il meno possibile, ma soprattutto aiutarli a crescere. Tecnicamente mi sembrano giocatori che possono fare bene anche in futuro".
La sua idea di calcio prevede terzini offensivi e una squadra propositiva?
"La mia è un’idea di calcio abbastanza offensiva, che prevede anche terzini capaci di spingere molto. Ma questo è soltanto il terzo allenamento che dirigo e, in questo momento, dobbiamo pensare anche al risultato. Prima dobbiamo sistemare un po’ la classifica, poi potremo cercare di esprimere la squadra secondo la mia filosofia".
Quali sono gli aspetti da migliorare e quelli positivi da cui ripartire?
"Dobbiamo alzare il livello di attenzione del blocco difensivo e cercare di non prendere gol, soprattutto nei primi minuti. Ultimamente la squadra va spesso in svantaggio subito e dover rincorrere diventa difficile, specialmente in un momento in cui bisogna tenere alto anche l’aspetto psicologico. Voglio vedere una squadra capace di reagire, non soltanto all’inizio ma anche durante la partita. Ci saranno momenti in cui dovremo mettere in difficoltà gli avversari con intensità e con le giocate che stiamo provando. Dovremo eseguirle al massimo e cercare di vincere i duelli in tutte le zone del campo".
Come giudica il Ravenna?
"È una delle squadre più forti, insieme a Spezia e Reggiana. Poi c’è il Grosseto, che rappresenta una sorpresa. Sulla carta, però, credo che il Ravenna sia probabilmente la squadra con la rosa più forte. Sarà una partita difficile e non serve elencare tutti i suoi giocatori e i suoi pregi. Dobbiamo pensare a come metterlo in difficoltà. Se terremo alto il ritmo e giocheremo con determinazione, rabbia e intensità, potremo creargli dei problemi".
Che cosa possiamo aspettarci dalla Vis Pesaro nelle prossime settimane?
"La squadra ha voglia di reagire e questa è la cosa più importante. Ho visto un gruppo che non vuole accettare la posizione di classifica in cui si trova. Il percorso per tirarci fuori sarà lungo: non possiamo pensare di risolvere tutto in tre o cinque partite. Ci vorrà pazienza da parte di tutti, mia, della società, dei giocatori e dei tifosi. Le difficoltà ci saranno, ma dobbiamo unirci e compattarci. Se resteremo uniti, riusciremo a venirne fuori, non in due o tre partite, ma con il tempo".
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