Ravenna, Mandorlini: "Stanco di sentire che le delusioni debbano dare una carica in più"
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Andrea Piras
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Oggi alle 09:05Serie C
autore Andrea Piras
01.11.2026 09:05Serie C
Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
In vista della gara contro il Pineto, il tecnico del Ravenna Andrea Mandorlini ha parlato in conferenza stampa: "Non parlerei di voltafaccia. Nel calcio ne ho viste tante e possono succedere cose incredibili. Ho citato anche l'Arsenal proprio perché questo sport è fatto così. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi, perché la squadra aveva fatto tantissimo. Ultimamente gli episodi non ci stanno aiutando, anche se in alcune situazioni ci abbiamo messo del nostro. Quando però crei così tanto e giochi una partita di quel livello, è inevitabile che rimanga l'amarezza. Ormai non si può tornare indietro, bisogna accettarlo.
Come dicevo prima, il calcio è imprevedibile. L'Arsenal è stata eliminata ai rigori da una squadra di categoria inferiore: succede. Quello che mi resta è la prestazione. Non ricordo molte partite in cui abbiamo creato così tante occasioni contro una squadra della nostra stessa categoria. È il bello del calcio: le partite possono cambiare nel giro di pochi minuti. Abbiamo commesso degli errori e loro sono stati bravi a sfruttarli. Non ci gira nemmeno tutto per il verso giusto, basti pensare ai rigori e a certi episodi. Ma va accettato. Forse era un impegno che, alla lunga, era meglio non avere. Mi è dispiaciuto uscire dalla Coppa Italia, ma i nostri obiettivi sono altri.
"Sinceramente sono stanco di sentire che le delusioni debbano necessariamente dare una carica in più. Dobbiamo prendere spunto soprattutto da ciò che facciamo bene. E di cose positive ne abbiamo fatte tante. Anche dopo la sconfitta in inferiorità numerica abbiamo reagito benissimo contro lo Spezia e abbiamo disputato una partita importante a Pesaro. Adesso c'è il Pineto. Hanno cambiato allenatore da poco e sono una squadra difficile da affrontare: si chiudono bene e ripartono, come fanno molte squadre del campionato. Ogni partita ha la sua storia e noi dobbiamo pensare soltanto a questa".
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