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Lo Spezia saluta Thiago Motta, il moderno Teseo che ha reso normale l'eccezionaleTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
mercoledì 29 giugno 2022, 15:00Primo Piano
di Daniele Izzo
per Acspezianews.it

Lo Spezia saluta Thiago Motta, il moderno Teseo che ha reso normale l'eccezionale

L'approfondimento sull'allenatore che, ormai ai saluti, ha portato lo Spezia alla salvezza in una stagione colma di difficoltà

Chi lo ama, chi uniforma il proprio battito al rotolio del pallone, dirà che c'è qualcosa di magico. Chi è più cinico, che sono solamente coincidenze, nulla più. Il risultato non cambia: il calcio, come la storia, è in grado di ripetersi. Di creare cicli all'apparenza così diversi, ma al fine tanto uguali. Di instaurare parallelismi. Come quello tra Italiano e Thiago Motta, certo. Ma persino tra il tecnico italo-brasiliano e un personaggio appartenente alla mitologia greca come Teseo. E' questa, difatti, una delle peculiarità della narrativa dello sport più amato al mondo.

Insomma, quante probabilità c'erano che lo Spezia, dopo il lieto fine vissuto con Italiano, raccogliesse dal mercato una nuova penna in grado di continuare a raccontare una favola quasi identica alla precedente? Anzi, esattamente identica nel lieto fine. Sebbene, al contempo, così diversa nella gravosa trama, un susseguirsi di avversità create da un destino a cui palesemente è scappata la mano. La risposta è: pochissime. Eppure Thiago Motta ci è riuscito. Mai si era visto l'allenatore italo-brasiliano a questi livelli. Sì, che fosse una sorta di predestinato era 'communis opinio'. Ma che, dopo la cocente delusione e l'esonero prematuro dalla panchina del Genoa, nonché l'anno formativo passato tra le giovanili del Paris Saint Germain, governasse così bene una causa così delicata come quella spezzina non era scontato. In una maratona quale la Serie A - lo sappiamo - vengono messi alla prova gli alti e i bassi di tutte le squadre. Squalifiche, infortuni e situazioni extra-campo vanno sbollentate e diluite nel calderone del risultato sportivo. Solamente dalla completa amalgama di tutti gli ingredienti, e da un pizzico di fortuna, dipendono le sorti dell'annata. Non ci si inventa nulla. Perciò l'ex Inter e Barcellona è stato bravo e fortunato. 

Già dopo i primi frangenti da aquilotto, quando ancora le ali non erano rodate a dovere, il tecnico si è trovato a dover fronteggiare una situazione quasi paradossale. Il ritiro, gravato e quasi del tutto impossibilitato da un focolaio di coronavirus, ha rappresentato il masso che Thiago Motta, nelle vesti di un moderno Teseo, ha dovuto sollevare per raccogliere metaforicamente spada e sandali, finiture necessarie per calarsi a pieno nel clima 'da battaglia' che attendeva il lungo e tortuoso viaggio dello Spezia verso la seconda salvezza; verso la nuova gloria. E, perfino qui, il paragone con l'eroe ateniese continua spontaneo, seppur mosso dalle naturali differenze del caso. Se Teseo, infatti, scelse di non prendere il mare, la via più sicura per arrivare ad Atene, ma la terra, infestata di predoni e bestie feroci, Motta si è ritrovato immerso dal destino pedatorio in un percorso tanto duro quanto estenuante. Prima gli infortuni (come dimenticare i 18 di Cagliari), poi il rischio di un esonero frettoloso: il tutto vedendo calare sulla testa la scure di un mercato di gennaio chiuso alle trattative.

Per tutti questi motivi (e altri ancora) all'inizio di questo 2022, a cavallo del giro di boa del campionato, lo Spezia di Thiago Motta si trovava pienamente invischiato nella lotta per non retrocedere. Lo spettro di un ritorno in Serie B ha aleggiato minaccioso all'orizzonte almeno fino al derby ligure con il Genoa, la partita indicata da molti dei protagonisti aquilotti come quella della svolta. Unitamente alle vittorie su Milan e Sampdoria infatti, l'imposizione sul campo dei cugini rossoblu ha permesso allo Spezia di incamerare fiducia, energie e tanto coraggio per la seconda parte di stagione. Un girone di ritorno che, con un assetto più equilibrato grazie all'intuizione Kiwior, ha visto la compagine allenata da Motta vincere i delicatissimi scontri salvezza con Cagliari e Venezia e mettere la così detta ciliegina sulla torta a Udine, prima di rientrare festante nel Golfo dei Poeti. 

Ora, in conclusione, è giusto porsi una domanda: se Gyasi non si fosse trovato ripetutamente al posto giusto nel momento giusto; se Verde non avesse riaperto la notte di Udine; oppure se le squadre dietro avessero realmente messo il turbo, questi dettagli avrebbero cambiato il valore di Thiago Motta come allenatore o il valore della sua annata? Se Teseo avesse scelto la via del mare, quella che Etra e Pitteo gli implorarono di scegliere, davvero non sarebbe stato più considerato come un eroe di Atene? La risposta, naturalmente, è no. Il mondo aquilotto, così, saluta un altra figura che tantissimo ha dato, oltre allo storico risultato. Saluta Thiago Motta. L'allenatore che è riuscito a rendere normale l'eccezionale. 

Articolo a cura di Daniele Izzo