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tmw / torino / Primo Piano
La prima mossa di mercato con Maxi Lopez e poi … si vedràTUTTOmercatoWEB
© foto di Davide Casentini
martedì 13 gennaio 2015, 13:32Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin per TorinoGranata.it

La prima mossa di mercato con Maxi Lopez e poi … si vedrà

A Ventura è stato consegnato il primo rinforzo in attacco. I tifosi, anche con ironici e simpatici hashtag sui social network, chiedono a gran voce altri giocatori.

“Torino se ci sei batti un colpo” era in sintesi l’invocazione di tifosi e addetti ai lavori e il colpo è arrivato con Maxi Lopez prelevato dal Chievo a costo zero e con un ingaggio fino a giugno per circa 600 mila euro e con un’opzione per la prossima stagione. L’argentino è approdato in granata in sostituzione del connazionale Larrondo che sta decidendo se compiere il percorso inverso di Maxi Lopez ed approdare al Chievo o se ritornare in patria. Ma ormai questo più di tanto non interessa ai tifosi, mentre la domanda che si pongono è: Maxi Lopez è uno dei rinforzi che serviva per l’attacco oppure va gusto a riempire la casella del non più rientrante nei piani tecnici Larrondo?

La domanda non è né priva di fondamento né banale e la risposta non è né facile, in quanto più articolata più di quanto possa sembrare, né fine a se stessa. Maxi Lopez nelle primo diciotto gare del campionato è sceso in campo tredici volte per un totale di 700 minuti, ha realizzato un gol, quello della vittoria contro il Napoli alla seconda giornata allo stadio San Paolo, e nessun assist e per quel che riguarda le altre statistiche su di lui alle voci palle recuperate, passaggi riusciti e tiri compaiono rispettivamente i numeri 4,2; 41,7 e 2,2. Tanto per rendere l’idea il suo compagno di squadra, nonché fino a giugno scorso attaccante del Torino, Meggiorini nel medesimo periodo ha disputato anche lui tredici gare per complessivi 945 minuti ha segnato due gol, rete del pareggio con l’Empoli alla quinta giornata al Bentegodi e il primo dei due gol che sono valsi la vittoria sul Cagliari alla quattordicesima giornata al Sant’Elia, e nessun assist e per quel che riguarda le altre voci statistiche: palle recuperate 6,6; passaggi riusciti 46,5; tiri 3,0. E’ innegabile che Maxi Lopez nel Chievo non abbia trovato l’ambiente ideale e non fosse considerato un titolare né da Corini prima né da Maran dopo, quest’ultimo ha anche dato il suo beneplacito per lasciare andar via l’attaccante. Maxi Lopez che è un attaccante di movimento e nel Torino potrebbe trovare la giusta dimensione e realizzare un discreto numero di gol e magari anche qualche assist. Nelle passate stagioni il suo massimo lo ha fatto registrare nel 2008-2009 quando nel Gremio realizzo 12 gol e 5 assist e in Italia nel 2009-2010 nel Catania con all’attivo 11 gol e 3 assist. Da allora non è più andato in doppia cifra e a parte il campionato successivo, sempre nel club etneo, dove realizzò 8 reti e 3 assist non è più riuscito ad andare oltre le 4 reti. Da lui quindi che cosa ci si può aspettare? 5-6 gol di qui a fine campionato, visto che manca una giornata al termine del girone d’andata. La resa di Maxi Lopez dipenderà tanto da quanto tempo gli servirà e come riuscirà ad inserirsi negli schemi di Ventura, se avrà feeling con l’allenatore e da quale compagno di reparto sarà affiancato.  

Non si vuole dire che Maxi Lopez è un attaccante scarso o che nel Torino non possa fare bene, ma per risollevare la squadra granata dalla penuria di gol, tredici in diciotto giornate e con Glik che è un difensore centrale capocannoniere con 5 reti, serve un’altra punta che potenzialmente realizzi non meno di sette-otto gol e soprattutto un centrocampista che metta Quagliarella, Maxi Lopez, Martinez, Amauri, Barreto e chi dovesse arrivare nella condizione di segnare.
In casa granata c’è anche da fare chiarezza su Quagliarella, il fatto che continuino a circolare voci su un suo possibile scambio per far approdare al Torino un altro attaccante che sia poi Ilicic, Destro, Osvaldo o un altro non ha grande importanza nell’analisi su Fabio. Quagliarella era arrivato in estate e tra la fine di settembre e diciamo il mese di ottobre era stato colui che aveva retto l’attacco segnando quattro reti, poi l’involuzione e il digiuno dal gol. In campo si sbatte e si sacrifica però non sembra proprio che Ventura abbia costruito su di lui la manovra offensiva come aveva fatto lo scorso anno con Immobile e Cerci. Sorge quindi la legittima domanda: il mister non crede abbastanza in Quagliarella o ha capito che dall’attaccante non si può ottenere più di quanto sta dando? Nel primo caso, visto che è costato 3,5 milioni di euro, metta da parte l’eventuale non assoluto gradimento e lo utilizzi al meglio per il bene della squadra, nel secondo caso dica a Cairo e Petrachi che intavolino subito delle trattative per sostituirlo con un’altra punta, sempre per il bene del Toro. Fare chiarezza al più presto e con il mercato in pieno svolgimento è l’unica cosa da farsi perché il Torino è ancora in corsa per la Coppa Italia, almeno fino a domani sera quando affronterà la Lazio, ha la possibilità di giocarsi il passaggio agli ottavi di finale d’Europa League e può lottare per la parte sinistra della classifica, evitando di stazionare nella zona subito sopra a quella della retrocessione. Salvare il più possibile questa stagione vuol dire non dover reimpostare dall’inizio la prossima e limitare la battuta d’arresto nella crescita a una sola annata. Spiegare chiaramente la situazione ai tifosi e dimostrare con i fatti quali sono le intenzioni della società per il futuro limiterà il malcontento a qualche coro e striscione allo stadio e agli hashtag sui social network come quello #cairobraccino oppure quello #cairocacciailgrano che non mancano di ironica simpatia, ma che non sono graditi dal presidente granata che in estate ha investito 22 milioni e 350 mila euro per comprare nuovi giocatori senza ottenere in campionato la ripetizione della stagione scorsa, anche se in Europa League la squadra si è qualificata per i sedicesimi di finale.

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