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Bye Bye sogni europei: il Torino ha sempre gli stessi limiti che non riesce e non può superareTUTTO mercato WEB
Dybala e Vanja
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 27 febbraio 2024, 10:30Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Bye Bye sogni europei: il Torino ha sempre gli stessi limiti che non riesce e non può superare

La Lazio e la Roma hanno organici di qualità superiore però il Torino, pur approcciando bene a tutte e due le partite, ha finto per essere sconfitto entrambe le volte. Due gare dove sono emerse le problematiche che da tempo sono irrisolte: un portiere che commette errori, creare occasioni da gol senza concretizzarle, un organico non sufficientemente competitivo. Infatti con i biancocelesti i granata non sono riusciti a segnare e con i giallorossi lo hanno fatto con Zapata e poi costringendo Huijsen all’autogol, ma senza Buongiorno e Schuurs e con Rodriguez a mezzo servizio e l’infortunio anche di Lovato (piove sempre sul bagnato) i limiti di Milinkovic-Savic si sono palesati tutti, manca di reattività, e così Dybala ha sfoderato il suo repertorio e con una tripletta ha affondato i granata. Zapata poi pur supportato da Bellanova, l’intesa fra i due è in crescita, non può reggere da solo il peso dell’attacco e se si gioca con due punte entrambe devono contribuire invece Sanabria è tornato su suoi livelli di attaccante che segna poco evidenziando che i dieci gol messi a segno nel girone di ritorno lo scorso campionato sono stati un’eccezione.  

Ma non è solo questo il problema perché il Torino ha anche lasciato per strada punti con squadre decisamente alla portata, per carità ed evitando di girare il coltello nella piaga è inutile fare tutto l’elenco, basta citare i recenti pareggi con la Salernitana, senza riuscire a segnare, e con il Sassuolo, squadre entrambe a rischio Serie B. Questi sono i limiti di una squadra che ha qualche elemento di qualità, ma per il resto ha una rosa fatta al risparmio che non ha sufficienti capacità tecniche e caratteriali per essere davvero competitiva e che non può andare oltre quello che fa.   

Bisogna essere realisti e affermare che la dimensione del Torino è la metà classifica. I sogni di alzare l’asticella, di sperare di andare a disputare le competizioni europee restano tali: sogni appunto. Non per nulla a fine febbraio di fatto sono già svaniti e se anche per qualche motivo l’aritmetica manterrà per ancor un po’ di tempo la possibilità di continuare a lottare si tratterà solo di un’illusione perché ci saranno sempre partite magari anche ben approcciate e giocate tenendo testa all’avversario che sulla carte è più forte, ma basterà un errore e arriverà il gol altrui e pur magari creando tante o comunque parecchie occasioni per segnare il Torino non riuscirà a farlo. Oppure altre gare con squadre che lottano per la salvezza e quindi si arroccano in difesa creando una barriera che i granata non riusciranno a penetrare.

A fine stagione l’addio di Juric ormai è scontato e al suo posto arriverà un altro allenatore che dovrà accettare la cessione di qualche buon giocatore, i candidati sono Buongiorno e Bellanova, per fare cassa e così avere i soldi per prendere qualcuno che ha bisogno di rilanciarsi oppure che è a fine carriera o qualche giovanotto di belle speranze che, se tutto andrà bene, alimenterà il filone delle prossime plusvalenze. E dovrà anche accettare che mancherà qualche elemento fondamentale per il suo gioco, di ricevere calciatori seconde, terze o anche quarte scelte e che la rosa sarà formata per lo più negli ultimi giorni di calciomercato. Lui sarà ovviamente il parafulmine della società.  
Il nuovo allenatore con tanta fiducia intraprenderà un nuovo ciclo e finirà per scontrarsi con la realtà, come hanno fatto i suoi predecessori, incappando sempre in qualche problema e il Torino starà lì a vivacchiare a metà classifica.
Di per sé ci sta, ma basta non alimentare illusioni visto che poi la realtà puntualmente presenta il conto
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