LIVE D’Aversa: "Con risultati positivi nella gestione della palla si può essere più liberi di testa ma sempre concentrati. Domani è il secondo match ball per l'obiettivo. Sono vicino alla famiglia di Ismael"
Il Torino battendo il Pisa nello scorso turno si è quasi tirato fuori aritmeticamente dal discorso lotta per la salvezza. Infatti a sette giornate dalla fine del campionato ha 36 punti ed è a nove lunghezze sulle terzultime Lecce e Cremonese. E domani ha l’opportunità di fare un altro passo in avanti qualora battesse l’Hellas Verona che in classifica ha 18 punti, la metà di quelli dei granata, ed è ultimo insieme al Pisa.
L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con l’Hellas Verona.
Prende la parola D'Aversa: “Prima di rispondere alle vostre domande, mi premeva fare un saluto al signor Marco e alla signora Antonia, genitori di Ismael. Posso solo immaginare come ci si possa sentire da genitore quando si perde un figlio di 8 anni in un’occasione così tragica: voglio mostrare vicinanza a loro e ai famigliari sia da parte mia sia di tutta la squadra e penso anche del club, che ha già dimostrato vicinanza. Un saluto e un abbraccio al papà e alla mamma".
Da quando c’è lei la squadra ha ottenuto 9 punti in cinque partite, ma quale sarebbe il valore giusto del Torino e come mai ci sono state tante difficoltà?
"Non posso rispondere io. Posso rispondere sul fatto che credo che la squadra abbia valori importanti, i motivi per cui non sono stati espressi prima del mio arrivo non si possono sapere. Adesso i ragazzi hanno fatto un percorso importante e non scontato. Venivano da una situazione di sconfitta per 3 a 0 a Genova e la zona retrocessione si era molto avvicinata e quando non sei abituato a giocare in fondo alla classifica diventa tutto più difficile. Come avevo detto al mio arrivo, ciò che mi aveva convinto a venire erano le qualità dei giocatori, stando a casa li avevo studiati, e i fatti ci stanno dando ragione. Ciò che mi preme è che loro e noi tutti si ragioni su cosa si è fatto in questo periodo per avere prestazioni e risultati positivi e ora si deve continuare a lavorare duramente e quotidianamente per poi toglierci soddisfazioni. In questo momento dobbiamo ancora raggiungere l'obiettivo perché, purtroppo, la realtà dice che giochiamo per salvarci e poi una volta allontanati dalle posizioni di chi ci sta dietro guarderemo avanti e bisogna avere quest’ambizione".
Quanti punti vorrebbe ottenere nelle prossime due partite?
"Dopo la partita con la Lazio avevo presentato la gara con il Parma come il primo match ball e il calendario ci porta domani al secondo per raggiungere il nostro obiettivo. Arriviamo da una vittoria fuori casa dove abbiamo anche superato lo step della vittorie fuori casa che non avevamo ancora ottenuto e questo ci permette di avere più convinzione, entusiasmo e consapevolezza nei nostri mezzi. Domani abbiamo il dovere di cercare di vincere, lo impone la maglia che rappresentiamo, ma soprattutto di raggiungere il primo obiettivo: se lo meritano club, tifosi in particolare e i ragazzi per ciò che mi stanno dimostrando quotidianamente".
Ha il pensiero di restare? Come si progetta il futuro?Quanto queste partite creeranno i presupposti?
"Il ruolo che ricopro mi porta a lavorare ogni giorno per l'obiettivo successivo: preparare la prossima partita come la più importante. Quando la società mi ha scelto, pur ragionando su un discorso di tre mesi, nella mia volontà e nel mio orgoglio c'è di cercare di aprire poi un discorso con il club. Detto questo, ciò che mi interessa è il rapporto con i ragazzi. Il mio intento era quello di cercare nel più breve tempo possibile di riportare il Torino nella classifica che merita e di fare sì che i valori di questi ragazzi venissero fuori. Se un allenatore vuole raggiungere degli obiettivi può farlo solo attraverso i giocatori. Sono molto orgoglioso di ciò che loro mi stanno dimostrando tutti i giorni, ma è chiaro che non dobbiamo sentirci appagati. E’ vero che adesso si lavora con più entusiasmo, c'è più “serenità”, è un termine che non vorrei neppure usare, ma la storia di questa squadra ha dimostrato che durante il campionato quando ha vinto poi dopo ci sono state non belle prestazioni e risultati non positivi e quindi pretendo maturità perché penso che ognuno di loro voglia vivere i momenti in cui si vincono le partite, dove c’è entusiasmo e i propri valori riportano dove si merita di stare, ma non per partito preso. Per raggiungere gli obiettivi o stare dove si dovrebbe dipende dal lavoro che si fa quotidianamente".
Ottenuta la salvezza, l’obiettivo sarà superare i 44 punti dell'anno scorso per la sua conferma in panchina?
“Per far sì che avvenga devo fare il meglio possibile. In questo momento dobbiamo ragionare sulla partita di domani perché sono qui da 5-6 minuti e non abbiamo ancora parlato del Verona. E’ una squadra che, secondo me, assolutamente non merita la posizione di classifica che ha sia per le prestazioni sia per le qualità della rosa. Domani non sarà semplice, ma dobbiamo fare di tutto per ottenere un risultato positivo e raggiungere la salvezza che è il primo obiettivo. Poi c’è la volontà, non solo da parte mia ma di tutta la squadra, di fare il meglio possibile e guardare avanti. Quando dico che ci vuole coraggio bisogna essere ambiziosi per averlo e per farlo si deve cercare di andare a prendere chi sta davanti, anche per allontanarsi dalla zona pericolante. Ci vuole entusiasmo, ma non presunzione perché ti porta ad abbassare il livello di attenzione, di cattiveria e di determinazione e non possiamo permettercelo poiché, come ho detto in passato, il Torino ha nel proprio Dna la volontà quando va in campo di mettere in difficoltà qualunque avversario e di conseguenza rispettando chi si affronta”.
Ha avuto una settimana lunga di lavoro …
“Corta perché si gioca di sabato e c’è un giorno in meno, scherzo”.
Chi si è allenato meglio in settimana e merita una menzione e magari il posto da titolare e non vale dire Vlasic?
"Non mi piace parlare di singoli perché credo che per fare sì che il singolo si metta in evidenza c’è bisogno del collettivo e non il contrario. Se dovessi nominare un giocatore che ho visto bene in settimana … ci penso e ve lo dico alla fine della conferenza".
La partita di domani potrebbe essere una trappola per il calo di tensione, quali sono i pericoli?
“Innanzitutto non bisogna ragionare sulla classifica del Verona (è ultimo col Pisa, ndr) perché non è veritiera. Per il lavoro che facciamo valutiamo diverse partite degli avversari e basta guardare l’ultima del Verona in casa dove hanno perso contro la penultima, ma posso garantire che c’è stato un dominio assoluto da parte del Verona. Poi ci sono quelle stagioni dove gli episodi, purtroppo, girano male e dove i valori non emergono pur, secondo me, siano maggiori di quelli degli anni precedenti. Quindi dobbiamo ragionare sul fatto che hanno fisicità, qualità e, soprattutto, si sono giocati le partite sempre contro chiunque, a parte due giornate storte che possono capitare a tutti, e hanno giocato alla pari e a volte avrebbero meritato anche un risultato diverso. Quindi per noi la cosa più importante e non ragionare sulla posizione in classifica del Verona e poi dobbiamo ragionare sulle nostre qualità e che per noi vincere la partita di domani significherebbe al 90% raggiungere il primo obiettivo che in questo momento potrebbe sembrare scontato quindi chiedo ai miei ragazzi di tornare un po’ in dietro nel tempo e di ragionare su quando sono rientrati da Genova con la sconfitta per 3 a 0 e su come hanno passato quella settimana perché molto probabilmente permetterà loro di affrontare la partita di domani con maggiore determinazione”.
Cosa pensa del calcio italiano con il disastro della nostra Nazionale confermato da quello nelle coppe internazionali? Cosa pensa della proposta Spalletti? Lei ha altre proposte?
“Commentare le parole di mister Spalletti non fa parte del mio modo di ragionare. Io in questo momento sono concentrato sulla partita di domani e quindi evito di rispondere, ma ragionando sulle partite di ieri c’è troppa differenza fra l’Italia e le altre realtà sia delle Nazionali sia dei club degli altri campionati. Sarà un lavoro duro, ma lascio agli altri la soluzione della problematica”.
Tra quelli che hanno giocato meno, chi la incuriosisce e magari potrà avere maggior spazio nel finale di stagione se la classifica lo permetterà?
"Non solo la classifica. Io penso che le scelte fatte da un allenatore sono in base al lavoro settimanale e non da decisioni a inizio settimana per cui cerco sempre di fare scelte per il bene del Toro e non solo sulla posizione in classifica, ma proprio sul lavoro settimanale: i ragazzi hanno spinto molto e hanno sgomitato per far sì che nelle scelte per domani ci siano diversi dubbi solo ed esclusivamente per come si stanno allenando. Dopo la partita con il Pisa ho fatto due nomi, ma come loro ci sono anche altri 3-4 giocatori che, pur avendo giocato poco o addirittura non avendo mai giocato con me, meriterebbero di giocare. Se continueranno così avranno occasioni importanti anche loro per dimostrare il loro valore e dare contributo al raggiungimento dell'obiettivo. Ma non per la classifica bensì per come si allenano durante la settimana e lo stanno già facendo di dare contributo alla squadra. Inizialmente ho cercato di dare continuità perché la conoscenza fra di loro l’hanno solo giocando insieme, però nelle scelte di un allenatore c’è il lavoro settimanale e il giorno della partita e domani rispetto alla gara con il Pisa ci potrà essere qualche cambio".
Il Toro può colmare rapidamente il gap con le prime 7-8 della classifica?
"Mah, c'è bisogno di lavorare, cambia anche subentrare o avere la possibilità di partire dalla preparazione estiva e di lavorare dall'inizio in un certo modo. Le qualità della squadra sono importanti, credo che anche le squadre che lottano per lo scudetto non hanno giocatori come Simeone, Vlasic o Adams, che se trova la continuità durante la settimana può dimostrare il suo vero valore premesso che quando sono arrivato era infortunato e molto ha inciso sull’impatto che abbia giocato di più o di meno. Ci sono anche dei giovani che in questo momento non sono scesi in campo e hanno qualità importanti. Solo il talento non basta, ci vuole anche abnegazione e lavoro settimanale affinché le qualità si esaltino. Bisogna solo continuare a lavorare e cercare di migliorare sempre la classifica per riportare il Torino dov'è giusto che sia per importanza di club, tifoseria e giocatori che sto allenando quest’anno".
Chi l'ha colpita tra i giovani? Qualcuno fra chi ha giocato meno nel finale troverà più spazio?
"Quando si avrà la certezza del raggiungimento del primo obiettivo. Un allenatore per conoscere meglio tutti i giocatori vuole anche vederli in partita. C'è un giocatore come Njie che ha caratteristiche e qualità importanti, ma deve trovare continuità, quando non ha problemi fisici come è successo due settimane fa, nel lavoro settimanale. Primavera? Lottavano anche loro per preservare la categoria, ma credo che questa cosa vada tolta dalla Primavera perché deve essere utilizzata per la crescita dei giovani se vogliamo che arrivino in prima squadra senza quindi dare loro la responsabilità di un risultato. Ho la fortuna di avere 23-24 giocatori in rosa di qualità a differenza del passato quando la rosa era minima e dovevo prendere ragazzi dalla Primavera. Oggi sono a posto numericamente e a parte la settimana della Nazionale quando qualche ragazzo della Primavera è venuto ad allenarsi con noi, per le valutazioni aspetterei un po’ per vederli con più continuità. Ma per me non esiste una carta d'identità, chi è bravo è bravo a prescindere che giochi in prima squadra o in Primavera. Non conta essere grande o piccolo, ma la qualità".
Con la vittoria con il Pisa la salvezza è molto più vicina, domani con il Verona si vedrà un Torino più libero di testa e quindi più sciolto nel giocare?
"Riallacciandomi alla prima partita con la Lazio, la squadra era partita un po’ contratta e poi si è sciolta. Con i risultati positivi, sotto l'aspetto della gestione della palla, si può essere un po’ più liberi di testa, ma sempre concentrati. La mia squadra non può permettersi nemmeno 10 secondi di non essere concentrata e la partita col Pisa ne è la dimostrazione: nel primo tempo abbiamo sofferto un po' la fisicità e l’aspetto caratteriale sembrava che la squadra volesse meno il risultato, poi nella ripresa è entrata è ha dimostrato di voler il risultato a tutti i costi e lo abbiamo ottenuto. Per cui da questo punto di vista può essere più serena, ma questo non ci deve far pensare che domani sia un impegno semplice perché il Verona è molto fisico e quindi dobbiamo essere più sereni quando abbiamo la palla, ma anche pensare a vincere ogni duello personale perché più duelli si vincono e più è probabile che il risultato venga dalla tua parte".
Simeone sembra avere maggiore feeling con Adams di Kulenovic. Dipende dalle caratteristiche tecniche dei due giocatori o dal tipo di gioco che si vuole proporre e dall’avversdario?
"Da tutto, dalle qualità dei singoli o delle squadre avversarie. Contro il Parma scelsi dal 1’ Adams, anche se non aveva i 90 minuti perché rientrava dall’infortunio e pur sapendo che inizialmente avremmo trovato una squadra molto chiusa e quindi servivano qualità tecniche per sbloccarla. Dipende da tanti fattori. A Pisa Adams aveva giocato 77 minuti il martedì in Nazionale dopo vari infortuni, Kulenovic ha qualità fisiche molto importanti e pensando a una partita intensa fin dall’inizio ho preferito di sfruttare lui che si era allenato benissimo dal primo giorno che sono arrivato e anche durante la sosta. Quando si prepara la partita si ragiona nell’arco dei 95’ e non è detto che si scelgano gli 11 iniziali per vincere subito, ma eventualmente si fanno delle scelte anche per sbloccare e vincere successivamente. Per la condizione fisica in cui era Adams era giusto che giocasse al massimo 20-30 minuti così sarebbero venute fuori le sue caratteristiche”.
Prati o Ilkhan: cosa le danno per caratteristiche?
"Prati è un lineare, un geometra, Ilkhan è più un portatore di palla e ha una frequenza di passo che gli permette anche di saltare anche l’uomo. In questo momento è più una mezzala che un play. Mi auguro che non si offenda, ma non è alto, però ha un tempo sui colpi di testa veramente molto importante e questo con gli inserimenti lo può portare a segnare, come Casadei che è più strutturato. Mentre Ilkhan ha il tempo e la forza per ottenere lo stesso risultato. Sono giocatori diversi, indipendentemente dalla mia scelta entrambi danno il loro contributo. A Pisa, nel secondo tempo in quel ruolo ha giocato Gineitis e ha fatto bene".
Novità in relazione agli infortunati?
"Aboukhlal e Zapata, poi non ci sarà Nkounkou tra i convocati".
Problemi muscolari?
“Problemi (ha tagliato colto il mister, ndr)”.
Cosa cambia nella routine giocare alle 15? Farete sempre il ritiro pre-gara?
"Si va in ritiro perché abitualmente le partite sono alle 15 e anche se si tratta diun anticipo si va in ritiro. Quando le squadre hanno molti impegni durante la settimana è giusto anche non stare sempre in ritiro: a volte il recupero e stare in famiglia porta più vantaggi. La scelta di chi non va in ritiro è per i tanti impegni in settimana. E mi auguro di avere questo problema ben presto...(ride, ndr)".
Interviene Venera e ricorda che il mister è in debito di un nome da dare in risposta a una precedente domanda.
“Se è stato attento …”.
Njie?
“Njie no, ma se è stato attento molte cose le potrà capire, però lo visto molto bene in settimana però questo non significa che parta titolare”.






