"Papà, mi ha chiamato Cairo": il retroscena sull'approdo di Abate al Toro
A svelare i dettagli dell'approdo di Ignazio Abate sulla panchina del Torino è suo padre, Beniamino Abate. Un legame di famiglia che ha vissuto in diretta il momento della svolta, arrivata attraverso una telefonata serale che ha cambiato i piani dell'ex terzino del Milan, reduce dall'esperienza alla Juve Stabia a Castellammare.
Il racconto di Beniamino Abate
"Una sera Ignazio ci chiama, parliamo con il vivavoce. Accanto a me c'è mia moglie Pasqualina e lui mi dice: 'Papà, mi ha chiamato il presidente Urbano Cairo'" dichiara Abate senior sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. "In quel momento per me e per mia moglie è stata una forte emozione: ci tremava pure la voce. A Ignazio replico di getto, forse farfugliando: 'Ma come...?'. Mi risponde: 'Sì, sì, Cairo: mi ha offerto la panchina del Toro'. Ricordo di avergli solo detto: 'E cosa aspetti ad accettare?'".
Le qualità del nuovo tecnico: "È un duro, è uno da Toro"
Oltre all'aneddoto sulla telefonata di Cairo, Beniamino Abate traccia un profilo chiaro di cosa i tifosi granata debbano aspettarsi dal nuovo allenatore, convinto che il figlio abbia la personalità adatta per una piazza esigente e passionale come quella di Torino. "A Castellammare è già riuscito a districarsi in mezzo a forti difficoltà tecnico-amministrative, facendosi amare da una tifoseria calda e dallo spogliatoio - ha aggiunto - ed è pronto ad affrontare la piazza di Torino. Si galvanizza nei momenti di tensione e nelle difficoltà: è un duro, Ignazio è proprio uno da Toro".


