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Se la partita col Cagliari doveva essere propedeutica al derby proprio non lo è stataTUTTO mercato WEB
Derby immagine di repertorio
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Se la partita col Cagliari doveva essere propedeutica al derby proprio non lo è stata

La sconfitta con il Cagliari francamente non era in preventivo, ma non stupisce. La vittoria non era scontata, ma almeno ci si aspettava il pareggio dai granata. Risultato che poteva anche essere scontato visto che ai sardi mancava un punto per l’aritmetica salvezza e ai granata serviva come aveva detto chiaro e tondo mister D’Aversa alla vigilia: “Udine ci ha visto fare una prestazione sotto tono e quindi non dobbiamo ripetere lo stesso errore e dare valore all'ultima trasferta di questo campionato per poi pensare alla partita successiva”. Già il derby che non doveva essere fonte di distrazione come nemmeno i festeggiamenti che si sono svolti sabato dei Campioni del ‘76 quei giocatori che seppero rimontare cinque punti alla Juventus, allora la vittoria ne valeva due, e che 27 anni dopo la Tragedia di Superga riuscirono a riportare il tricolore sulle maglie del Toro.

Sabato anziché partire alla volta di Cagliari forse l’attuale squadra granata avrebbe dovuto rinviare la partenza alla sera e andare prima nel pomeriggio allo stadio Grande Torino Olimpico a vedere proprio quei festeggiamenti perché così magari i giocatori odierni avrebbero capito cosa significa essere del Toro poiché pare proprio che non lo sappiano molto.

Qualcuno dirà che rispetto alle trasferte precedenti a Cremona e a Udine ieri a Cagliari si è visto un Torino che ci ha provato fino alla fine a pareggiare e che anche l’arbitro ci ha messo del suo. Sì, sì. Ma a ciò viene spontaneo obiettare: il Cagliari fin dall’inizio ci ha messo una garra superiore; seppur fossero andati in vantaggio con un eurogol di Obrador (38’) già un minuto dopo i rossolbù avevano pareggiato con Esposito (39’) e poi hanno impiegato altri otto minuti per passare in vantaggio con Mina (45’+2’). Vogliamo parlare dei gol subiti? Come al solito sono derivati da disattenzioni singole e collettive. Ma non basta perché hanno avuto tutto il secondo tempo per provare a pareggiare, ma non ci sono riusciti perché la mira sottoporta ha difettato, altro punto dolente alquanto cronico. L’arbitro? Certo la sua direzione di gara non ha convinto, ma non può essere un alibi. Arena sicuramente ha arbitrato esageratamente all’inglese non sanzionando falli anche in area che erano evidenti. Esposito ha chiesto un fallo di mano a centrocampo, ma lui non lo ha rilevato (13’). Deiola è intervenuto duro in tackle sul ginocchio di Ilkhan e sono dovuti intervenire i sanitari, ma lui non ha mostrato alcun cartellino al giocatore del Cagliari che aveva la gamba alta (24’). A centrocampo Ilkhan si è girato bene nello stretto e Esposito gli ha fatto fallo atterrandolo dopo aver subito un dribbling, ma ancora una volta lui non ha estratto il cartellino (49’). Simeone è finito a terra dopo un contatto al limite dell’area con Dossena, ma per lui nessun fallo (66’). Su un’azione prolungata del Torino prima è stato atterrato Pedersen in area senza conseguenze, poi Ilkhan fuori dall’area ancora senza conseguenze e infine pure Obrador al quale lui ha attribuito il fallo (69’). Ilkhan da fuori area ha concluso, ma il tiro è stato deviato e poi in area, circondato da tre avversari, ha protetto la palla e ha nuovamente provato il tiro, ma la palla è finita sul braccio di un avversario e poi dopo un contatto con Esposito è finito a terra: in entrambi i casi l’arbitro e anche il Var non hanno rilevato falli (80’). Nell’ultima azione molto confusa nell’area del Cagliari forse Folorunsho ha sfiorato la palla con la mano sul tiro di Simeone, il braccio non era vicino al corpo, e poi Dossena ha murato la conclusione del Cholito, ma il Var nel check non ha rilevato alcun fallo (90’+6’).

Il Torino dall’arrivo di D’Aversa si è risollevato dalla zona a rischio Serie B, ma non certo grazie alle gare in trasferta dove in 6 partite ha ottenuto solo 4 punti, mentre in casa 13 in 5 gare.E pensare che nelle b>gare casalinghe la maggior parte dei tifosi ha disertato lo stadio perché in contestazione con il presidente Cairo per cui non si può neppure parlare di fattore campo.

E domenica sera alla 20,45 ci sarà il derby al Grande Torino Olimpico. Non si sa se ridere o piangere perché il Torino non ne vince uno dal 26 aprile 2015, all’andata con Baroni in panchina fu 0-0. La Juventus è in crisi e ha seriamente compromesso l’accesso alla  Champions League perdendo ieri con la Fiorentina e pareggiando con Verona e Milan, solo con il Lecce ha vinto nelle ultime quattro giornate lasciando per strada 7 punti su 12.I bianconeri di Spalletti quindi dovranno scendere in campo più che agguerriti se vorranno tentare il tutto per tutto sperando anche in qualche passo falso di Milan e Roma che dovranno vedersela rispettivamente con Cagliari, già salvo, e Verona, già retrocesso, e augurarsi che il Como, in caso di sconfitte di rossoneri e giallorossi e vittoria dei granata non beffi tutti (cosa più che remota) battendo la Cremonese che ha assolutamente bisogno di vincere per superare il Lecce o almeno di pareggiare nel caso che il Lecce non faccia punti col Genoa.

Lasciando perdere gli incroci vari una cosa è certa che il Torino dovrà domenica scendere in campo con una determinazione feroce per non perdere con la Juventus, tanto più che i tifosi granata saranno presenti in massa allo stadio, hanno derogato per il derby allo sciopero. Meglio anche non ritenere che se in casa bianconera volano gli stracci la gara sarà più facile.
Giusto per essere chiari, i tifosi del Toro proprio non meritano l’ennesima delusione e di umiliazioni nei derby ne hanno già subite troppe nelgi ultimi quasi 21 anni.