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ESCLUSIVA TG – Policano: “Nel derby bisogna andare in campo da uomini e dare il massimo perché in queste gare bisogna pensare soltanto alla maglia e sudarla"TUTTO mercato WEB
Roberto Policano
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

ESCLUSIVA TG – Policano: “Nel derby bisogna andare in campo da uomini e dare il massimo perché in queste gare bisogna pensare soltanto alla maglia e sudarla"

Roberto Policano è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Policano è un ex calciatore che ha indossato la maglia granata dal 1989 al ’92 e attualmente è osservatore per conto dell’Udinese. Con lui abbiamo parlato del derby che si giocherà domenica alle ore 20,45 allo stadio Grande Torino Olimpico e che chiuderà questo campionato. Soprannominato dai tifosi del Toro Rambo perché in campo giocava con grande grinta, nei derby in granata si è distinto per i duelli che ingaggiava con i bianconeri e lo si ricorda anche per due gol segnati uno il 10 dicembre 1990 (la gara finì 1-1) e l’altro del 14 aprile 1991 (vittoria del Torino per 1-2).

Il derby è l’ultima gara di questo campionato e se da una parte il Torino è salvo e oltre al 12° posto non può andare, dall’altra la Juventus si gioca le ultimissime remote speranze, per la verità quasi nulle, di arrivare al 4° posto e quindi poter accedere alla prossima Champions League. Che partita sarà  per il Torino?
“Questa è la partita per riscattare la stagione e cercare di fare lo sgambetto ai “cugini”. Quindi di conseguenza credo che non ci sia neanche bisogno di preparare la partita perché gli stimoli vengono da sé. Si tratterà soltanto di andare in campo da uomini e dare il massimo perché in queste partite bisogna pensare soltanto alla maglia, a dare tutto e poi il risultato può essere positivo o negativo, però nel derby la maglia deve essere non sudata, ma di più”.

Cosa che forse negli ultimi anni non è successa, perché altrimenti il Torino qualche derby dopo quello del 26 aprile 2015 magari lo avrebbe potuto vincere?
“Sì, anche se magari sotto l’aspetto tecnico il divario è molto più alto. Però sappiamo benissimo che il derby è una partita a sé, una partita diversa da tutte le altre e quindi con la grinta e con la determinazione alle volte puoi pareggiare questo gap tecnico che c’è in campo”.

La stagione del Torino è stata altalenante, sia sul piano delle prestazioni sia sul quello dei risultati, però da quando è arrivato D’Aversa in panchina la squadra è passata dall’avere solo tre punti sulla terzultima a essere salva prima delle ultime giornate. Ma non si sa se il tecnico sarà confermato oppure no. Meriterebbe di restare alla guida del Torino?
“Mah, questo non lo so e non so neanche quali saranno gli obiettivi  della società per l'anno prossimo,  però sicuramente non si può negare il buon lavoro che ha fatto D’Aversa fino ad adesso, farlo non sarebbe giusto. Secondo me, è un allenatore che è arrivato e ha dato tranquillità e anche un'identità alla squadra. Ha infuso sicurezza e ha portato compattezza e quindi è sicuramente un tecnico che se fossi un dirigente del Torino ci penserei bene prima di non rinnovargli il contratto. Detto questo, ripeto che è una valutazione che deve essere fatta da chi è all’interno e conosce l’ambiente perché può sicuramente fare scelte migliori rispetto alle mie considerazioni. Spetterà a Petrachi, in accordo con Cairo, decidere chi sarà l'allenatore del Torino il prossimo anno”.

Tra l'altro alcuni giocatori sono in scadenza di contratto che non verrà rinnovato, altri sono in prestito e non tutti saranno riscattati e alcuni saranno ceduti per fare plusvalenze, senza dimenticare che magari qualcuno vorrà andare altrove e c’è chi non ha convinto del tutto. Sarà un mercato difficile?
“Petrachi avrà un buon lavoro da fare (sorride, ndr). Conoscendo come lavora, secondo me, farà sicuramente una buona squadra, come ha sempre fatto quando ha lavorato al Torino. Sotto quest'aspetto penso che Petrachi non sia molto preoccupato”.

Dipenderà dal budget quindi?
“Dipenderà certo da quello che gli metterà a disposizione il Presidente, questo indubbiamente. Come si dice, non si fanno le nozze con i fichi secchi, quindi sicuramente dipenderà anche dal budget che avrà, però penso che farà una buona squadra”.

Ci sono tante cose da migliorare in questo Torino, anche se chiaramente tutto dipende dagli obiettivi?
“In avanti Simeone ha fatto bene, ha disputato un'ottima annata, Adams è un ottimo giocatore, quindi se ci sarà da fare qualcosa sarà fatto a centrocampo e in difesa. Ma, ripeto, dipende sempre da che tipo di campionato vorranno fare il prossimo anno. E’ dagli obiettivi che si pongono che si costruisce una squadra e di conseguenza si agisce sul mercato spendendo”.

Ecco appunto la parola chiave è spendere per non fare un’annata come questa che sta per finire e anche come le precedenti.
“Se si vuole arrivare in alto bisogna spendere. Come si diceva, questa è stata un'annata con tanti alti e bassi, a un certo punto ti sei trovato col fiato addosso delle squadre che stavano lottando per non retrocedere, quindi di conseguenza non è stata un'annata semplice, ma credo che anche i tifosi meritino qualcosa in più”.

Le difficoltà della squadra sono state tante, ma forse le più grandi sono state in difesa a oggi infatti i gol subiti sono stati 61. Il Torino è la seconda peggior squadra della Serie A per reti subite. E’ vero che con l'arrivo di D'Aversa qualche gol in meno è stato preso, ma continuano a esserci leggerezze difensive che penalizzano per cui va rifatto il reparto?
“Ci sono state tante disattenzioni, tanti errori individuali, quindi, ripeto, ci sarà anche lì da lavorare magari anche sugli stessi giocatori, però se il Torino vuole fare un campionato di media-alta classifica deve sicuramente intervenire sul mercato”.