Tre nomi per l'eredità di D'Aversa: ma il Torino cambierà davvero in estate?
La sconfitta contro il Cagliari è l'esatta fotografia di quella che è stata la stagione del Torino. Alti, bassi, piccoli segnati smentiti poi dal campo e dai risultati. E quando pareva arrivare lo sprofondo, la testa che si rialza. E così via, in un malinconico loop che ha portato i granata a esonerare Marco Baroni e a prendere al suo posto Roberto D'Aversa. A cambiare anche direttore sportivo in corsa, cosa mica usuale, passando da Davide Vagnati a Gianluca Petrachi.
E il futuro della panchina? D'Aversa ha firmato un contratto fino all'estate del 2026, quindi un'altra partita e poi adieu, salvo ripensamenti, prolungamenti o nuovi accordi. Undici partite e 1,55 punti di media, frutto di 5 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte.Nel suo ciclo, il Torino sarebbe ottavo, dunque sempre fuori dall'Europa, ma quanto meno quattro posizioni sopra a quel che ha racimolato in questa grigia stagione. Dodicesimo, più dieci dalla terzultima, meno quattordici dalla settima. In pieno stile granata delle ultime annate, a galleggiare sulle acque del Rubicone senza crollare indietro ma pure senza fare un passo avanti. Basterà questo ruolino di marcia a D'Aversa per salvare capre a cavoli? Le discussioni ci sono state, la trattativa aperta, ma nessuna certezza.
Altrimenti? Al momento, tre piste sondate. La prima porta al gran ritorno di Ivan Juric, le cui esperienza tra Roma, Southampton e Atalanta sono state una tregenda. La piazza storce il naso, non c'è grande entusiasmo neppure davanti al nome dell'ex commissario tecnico, Gennaro Gattuso. La trattativa economica in questo caso, non sembra andata a buon fine, da capire se Cairo e Petrachi ci riproveranno. E poi il terzo nome, Fabio Pisacane del Cagliari, che i sardi hanno confermato ufficialmente in vista della prossima stagione ma che il Torino ha comunque concretamente sondato. Si farà convincere dalla corte granata? O resterà in Sardegna?











