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Tra il dire e il fare del Torino c’è di mezzo il "mare" CairoTUTTOmercatoWEB
Urbano Cairo
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Tra il dire e il fare del Torino c’è di mezzo il "mare" Cairo

Col calciomercato in corso e il ritiro alle porte l’organico del Torino è incompleto o ha lacune in quasi tutti i reparti: Abate comincia in salita

E’ arrivato il momento di fare sul serio, ma in casa Torino a parte Oristanio, che farà le viste mediche e poi firmerà, di volti nuovi nessun altro. Ci sono buchi in difesa e sulle fasce. In mediana manca un giocatore esperto che dia equilibrio alla squadra. L’attacco numericamente sarebbe a posto, ma c’è un rischio legato a un possibile equivoco dei ruoli non del tutto conformi al gioco dell’allenatore.  

Quattro giorni al raduno e sette dal ritiro

Eppure venerdì i giocatori si raduneranno al Filadelfia, tranne chi ha giocato il Mondiale, Adams e Vlasic, o chi vi è ancora impegnato, Pedersen, che si unirà ai compagni più avanti, sempre che non sia nel frattempo ceduto. Il problema però, come accade ogni anno a quest’epoca, è che l’allenatore di turno, ora tocca ad Abate alla sua prima esperienza in Serie A, si ritrova con una squadra incompleta sia di titolari sia di riserve.

Lunedì prossimo poi il Torino si recherà a Pinzolo per il ritiro, ci sarà anche la Primavera, e la preparazione alla stagione inizierà quindi all’insegna del doversi arrangiare con chi c’è. Non bastano di certo a colmare i buchi, derivanti da chi è andato via a parametro zero o per fine prestito, i ragazzi che sono rientrati dai vari prestiti, anche perché giocoforza qualcuno fra i titolari che ha mercato dovrà essere ceduto altrimenti il direttore sportivo Gianluca Petrachi non avrà a disposizione un budget per cercare di prendere qualche elemento che possa essere utile per il sistema di gioco che vorrà utilizzare Abate che oscillerà fra il 3-4-3 e il 3-4-2-1 con la variante del 3-4-1-2.

Un déjà vu inquietante che non scalfisce Cairo

Da giorni giornalisti e tifosi continuano a ripetere che il Torino è alle solite , ma questa è la triste realtà. Passano gli anni e il modus operandi di Cairo rimane sempre lo stesso. Nessuno si riesce a capacitare perché il presidente continua imperterrito ad agire così. E’ ovvio che poi le critiche si sommano e il dissenso e la contestazione da parte della maggioranza dei tifosi cresce.

Per non parlare delle frecciate che arrivano dai vari giocatori che se ne vanno, le ultime sono state scoccate da Lazaro e Sazonov. Qualcuno dirà minimizzando che si tratta di due giocatori che non verranno rimpianti, ma questo non cambia la sostanza delle frecciate.

Per Abate un inizio in salita

Di nomi di possibili rinforzi accostati al Torino se ne sono fatti molti e continueranno a sbucarne, ma non si hanno certezze neppure su chi sarà il portiere titolare. Da Falcone a Montipò per arrivare a Ravaglia e Gill con sullo sfondo Livakovic e se anche alla fine Petrachi chiudesse con lo Spezia per Mascardi si tratterebbe comunque di un giovane, compirà 20 anni il prossimo 26 settembre, che non ha mai calcato i campi della Serie A e visto che la difesa, l’anno scorso è stata la seconda peggiore della Serie A con 63 gol subiti, al momento conta di soli due elementi titolari, Coco e Ismajli, con il secondo che spesso ha problemi fisici, ai quali si aggiunge Dellavalle, che ha fatto esperienza altrove con alterne vicende intramezzate da qualche acciacco, per cui non avere un portiere affidabile è un azzardo inconcepibile. Per fortuna che in rosa c’è Paleari che l’anno scorso quando ha preso il posto di Israel, portiere preso per essere titolare che non si è rivelato all’altezza ed ora è sul mercato però è infortunato a una spalla, tutto sommato se l’è cavata, pur avendo alle spalle solo qualche partita in Serie A.

Sulle fasce c’è un solo titolare

Volendo parlare delle fasce c’è il solo Pedersen eppure il gioco di Abate ha bisogno come l’aria che si respira di uomini che corrano su e giù e che crossino bene per rifornire chi gioca in attacco. La rosa annovera anche Biraghi e sono tornati dopo i prestiti Dembélé, Bianay Balcot e Antolini, ma il primo è in uscita e gli altri devono dimostrare che possono giocare in Serie A.

Certo Cacciamani alla Juve Stabia sotto la guida di Abate è migliorato nella fase difensiva, ma resta pur sempre un esterno d’attacco e non un uomo di fascia senza contare che in Serie A deve dimostrare ancora tutto. E lo stesso discorso vale per Aboukhlal che prima dell’infortunio stava lavorando per accrescere la fase difensiva.

La mediana manca del perno

In mezzo al campo gli uomini non mancano, però il Torino è privo di un giocatore che sia il vero e proprio perno per la squadra. Potenziali titolari in mediana sono Casadei, Ilkhan e Gineitis più eventualmente Anjorin, se non avesse continui problemi fisici. In rosa ci sono anche Ilic, che non rientra nei piani societari, e i rientranti dai prestiti Ciammaglichella e Dalla Vecchia. Nessuno di loro però ha l’esperienza e le espresse qualità per dare quell’equilibrio sia in fase difensiva sia in quella offensiva che necessita la squadra e questo a prescindere dal modulo che adotterà Abate.

Numericamente l’attacco c’è, ma ha un equivoco nei ruoli

 In teoria l’attacco è il reparto numericamente più completo. Il 35enne Zapata, anche se manca l’annuncio ufficiale, ha prolungato il contratto e Simeone sembra che resti visto che il River Plate ha offerto troppo poco. E poi ci sono Adams, anche se è candidato a diventare una plusvalenza, Kulenovic, che però da quando è arrivato a gennaio non si è ritagliato granché spazio, e Pellegri, rientrato dal prestito e che sta cercando di ritrovare la forma dopo l’infortunio al crociato del ginocchio.

L’equivoco nei ruoli è però un potenziale problema. Vlasic e Oristanio sono due trequartisti e fin qui tutto bene. Ma Aboukhlal, Njie, Cacciamani, Dell’Aquila e il Primavera Perciun sono più che altro esterni d’attacco che possono essere utili nel 4-3-3, ma allora se questo fosse il modulo il Torino ha troppe punte. Nel 3-4-2-1 o nel 3-4-1-2 tutti questi esterni d’attacco non servono e persino le punte sono troppe. Ovviamente qualcuno potrebbe essere ceduto, ma la domanda è: chi ha davvero mercato al punto da soddisfare le richieste di Cairo che tira sul prezzo quando deve comprare e chiede cifre alte quando vende?