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Torino, LIVE Abate: "Ci sono dei buchi nella rosa, ma troveremo soluzioni"
Oggi alle 12:20Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

Torino, LIVE Abate: "Ci sono dei buchi nella rosa, ma troveremo soluzioni"

Il direttore sportivo Petrachi, delegato da Cairo, presenta il nuovo allenatore Ignazio Abate, che era già stato un giocatore granata nel 2008-‘09

Ignazio Abate inaugura la sua nuova avventura in ngranata allo stadio Grande Torino Olimpico, accompagnato dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, delegato dal presidente Urbano Cairo.

Prende la parola il direttore sportivo Gianluca Petrachi: "Buongiorno a tutti. "Il presidente ha delegato me per presentare Abate. Ringrazio innanzitutto D'Aversa, è doveroso perché ha fatto un lavoro incredibile. Tutto sommato avrebbe meritato la conferma, ma c'era il mio desiderio di cambiamento: volevo fare un calcio diverso, più come piace a me, cercando di lavoro sui giovani e portando freschezza. Abate ha dimostrato di avere idee e capacità importanti. Condivido in pieno le sue idee, il passaggio è stato obbligato per andare in una direzione. Conoscete il suo percorso, è partito dai giovani. Non ha mai fatto la Serie A, ma sono convinto che possa ritagliarsi uno spazio importante. Ora mi aspetto che si possa iniziare un nuovo percorso. C'è voglia di cambiamento in me da quando sono tornato a gennaio".

La parola passa all'allenatore Ignazio Abate: "Ringrazio la Juve Stabia e il presidente Cairo, sono a disposizione per le domande"

Iniziano le domande.

Quali emozioni ha provato a tornare a Torino? E che differenze ha trovato rispetto alla sua prima esperienza?
"Ho indossato questa maglia e percepii i valori, respiri la storia. Tornarci dopo tanti anni...è cambiato molto dal punto di vista organizzativo, ho trovato una società e un centro sportivo bello: sarà un piacere starci dentro. Qui avverti il peso della maglia, sento la responsabilità che cerco di rispettare nel quotidiano"

Che tipo di Toro avete in mente?
"Un Toro riconoscibile, vogliamo creare una grande identità. Voglio un calcio propositivo, per dominare il gioco e aggressivo. Mercato? Sono domande per il direttore: sappiamo i tempi, non bisogna avere fretta ma andare dritti su profili funzionali. Non sono un talebano dei moduli, voglio un Toro coraggioso"

Quali saranno i punti fermi?
"Non parliamo di numeri, se ne parla di più per la fase difensiva. E' importante il percorso, partendo da basi e certezze. Vogliamo impostare a tre, poi cercheremo soluzioni: le squadre statiche sono prevedibili. Da chi ha vissuto questa piazza mi aspetto tanto dal punto di vista umano e tecnico"

C'è una squadra al Mondiale che sta seguendo particolarmente?
"Ci sono troppe squadre forti, non vorrei mettere in difficoltà il direttore...(ride, ndr). Balza all'occhio il coraggio delle squadre, è ciò che voglio trasferire alla mia squadra. Deve guardare gli occhi negli avversari e non mollare di un centimetro, spero i tifosi si riconoscano in noi"

Quali sono gli angoli di Torino cui più è legato?
"Sono arrivato 20-25 giorni fa direttamente al Filadelfia, mi sono sentito un po' a casa. Stare in mezzo a quei palazzi respiri anima popolari: vivo di emozioni, empatia e passione, immagino quanto sarebbe bello dare soddisfazioni alla gente. Il centro sportivo deve rappresentarci. Non faccio una vita mondana, quando giocavo mangiavo con i magazzinieri. Mi piace stare a contatto con questa squadra invisibile, sono persone che portano punti: ci vuole energia e positività"

Zapata sarà ancora il capitano?
"Credo di sì, non vengo qui a stravolgere le gerarchie. E' un giocatore importante, ha  rinnovato e mi aspetto tanto da lui. Ha caratteristiche particolari che possono diventare fondamentali"

Quale può essere l'evoluzione di Cacciamani?
"I giovani non vanno caricati di responsabilità. Bisogna dargli fiducia, poi loro devono capire cosa serve per giocare a calcio. E' un ragazzo serio, con qualità e margini di crescita. L'ho utilizzato da quinto di squilibrio, è una possibilità: vediamo dove lo porterà la sua evoluzione. Non mi precludo nulla, ha un cambio passo notevole"

Come mai ha accettato il Toro?
"E' stato semplice accettare il Toro, c'è una maglia che pesa e la gente vive con passione. Ho bisogno di sentire l'ambiente, che i tifosi si rappresentino in noi. Mi riconosco in questi valori, nel lavoro e nel senso di appartenenza. So che voi che mi fate domande siete i primi tifosi, ma si nota il filo di vedere il bicchiere mezzo vuoto. Da fuori il Toro è tanta roba: in ogni ambiente c'è qualcosa che non funziona, ma da fuori il Toro è tanto. Serve positività, ricreare un legame forte. E ci riusciremo. Tifosi? Non faccio slogan, non vendo fumo: l'impegno è che, nelle vittorie e nelle sconfitte, la squadra metta sempre orgoglio. Dirò a questi ragazzi cosa significa indossare questa maglia, bisogna indossarla con sorriso e rispetto" 

Alla prima di campionato avrete il Milan: che sensazioni prova?
"Il Milan è stato la mia vita, sono arrivato ragazzino e sono arrivato ad alti livelli. A casa guardavo i calendari, quando ho visto la prima giornata speravo di diventare il tecnico del Toro...Non vedo l'ora per rivivere certe emozioni, sarà un piacere affrontare il Milan"

Per quali obiettivi volete competere?
"Non ho obiettivi di classifica. L'obiettivo primario è creare fondamenta forti. Bisogna prendere gente che veda il Toro come se fosse il Real Madrid. Poi, dove arriveremo, lo vedremo"

Quali sono le priorità sul mercato?
"Siamo consapevoli che ci siano priorità, ma conosciamo le dinamiche del mercato: sarebbe sbagliato prendere tanto per prendere, serve gente funzionale. Sappiamo che abbiamo dei buchi, vorrei lavorare con la squadra al 70 o 80% ma non si può. Lo vorrebbe anche il direttore, ma non è possibile. Ho massima fiducia in Petrachi, allestirà una squadra per il motivo per cui mi ha scelto: creare una squadra propositiva" 

Come imposterà il lavoro a Pinzolo?
"Lavorerò sui principi, ci sono tanti elementi che saranno protagonisti. Poi ci sono dei buchi, ma non ci piangiamo addosso: troviamo soluzioni, cercando di chiudere qualche colpo il prima possibile"

Come vede Casadei?
"Mi aspetto tanto da tutti. E' forte di testa e negli inserimenti, poi deve migliorare nella lettura del gioco e tecnicamente. Ma è un giocatore di livello, vedremo come trovare l'equilibrio squadra. Ma puntiamo su di lui"

Su Vlasic e Cacciamani
"Vlasic ha caricato anche me...E' un giocatore importante, dovremo trovarlo nelle zone di campo dove possa determinare. E' bravo a rifinire, è un punto di riferimento: è uno dei capitano. Cacciamani lo preferisco a sinistra, gli esce bene la sua finta e può variare le sue giocate: mi rivedo un po' in lui"

Qual è la sua posizione sull'apertura del Filadelfia?
"Il primo giorno al Fila ho messo subito un allenamento a porte aperte, non pensavo fosse una novità assoluta. Sicuramente un giorno a settimana sarà aperto, magari anche due in base al calendario"

Sugli altri giovani
"Dipende da loro, quanto riescono a starci dentro e dalla fama di emergere. Sono aperto a tutto e non metto croci, sono curioso di vedere i ragazzi della Primavera. In campo scende chi merita. Mi riferisco a Carrascosa e Pellini, qualche ragazzo bravo c'è"

Ha paura che la società o la presidenza possa sfruttare la situazione di una squadra così così?
"Chiede se rischio di bruciarmi? Sono onesto, a me non spaventa nulla. Ho ringraziato presidente e direttore, io mi sono sempre conquistato tutto e forse è stata una fortuna vivere certe situazioni, mi hanno stimolato a tirare fuori gli artigli. Mi gioco tanto anche io, darò il meglio e ci metterò il cuore. Non vengo qui per fare curriculum, voglio fare bene e partire con i migliori presupposti. Se pensiamo che mi brucio, non si va da nessuna parte...Penso che avremo una squadra con cuore e spirito, ci saranno difficoltà e il percorso sarà tortuoso, ma dovremo superare le difficoltà. E questo fa parte della mentalità, bisogna pensare in positivo. Se si pensa che il calendario è difficile all'inizio, non si va da nessuna parte: voglio trasferire una certa mentalità. Se siamo uniti, tutti insieme, arriveremo a qualcosa di bello. La penso così, togliamoci ogni alibi e cerchiamo soluzioni"

Pensa di fare una visita al museo per creare un'identità? Il Toro ci è andato una volta in 25 anni...
"E' un pensiero lecito. Ma non sono qui per giudicare strategie della società o il passato, sono qui per cercare di costruire presente e futuro. Come? Creando un'identità forte. Ci ha dato un buon consiglio sul museo...Magari così si può trasferire qualcosa"