Toro, Abate ha scelto uomini e modulo: non c'è spazio per tutti
Federico Danesi
La missione più complicata per un allenatore? Non è tanto trovare il modulo adatto per esprimere meglio il suo calcio, quanto non creare scontenti e succederà anche al Toro. La vittoria di Parma ha dimostrato che in questo momento il vestito migliore è il 4-4-2 che permette di avere la giusta copertura ma anche di far scatenare i cavalli di giocatori come Belghali e Cacciamani. Però ce ne sono altri che, giocoforza, da qui alle prossime settimane finiranno nel gruppo degli scontenti. Ecco perché la sfida al Monza darà altre risposte.
Toro, Abate ha scelto uomini e modulo
Una difesa a 4 non taglia di fatto fuori un centrale puro e si è visto in Emilia, quindi anche Rodriguez e Comert possono dormire sonni relativamente tranquilli. Ma se l’esterno di sinistra, totalmente offensivo, è Cacciamani, cominciano i problemi di abbondanza con Belghali, Fortini e Patterson per un posto ed è solo l’inizio.
Lo stesso discorso, ancora più ampliato, vale per la mediana. Vlasic a destra ha dimostrato di cavarsela anche se non è la sua collocazione naturale, mentre in mezzo Mandragora e Bragança sembrano giocare insieme da sempre. Poi però ci sarebbero pure Fitz-Jim, Ilkhan, Casadei e Gineitis che rischiano di avere le briciole.
Non creare scontenti, la missione più difficile
E davanti? Simeone e Adams sanno come giocare insieme, lo hanno dimostrato più volte, così come Kulenovic ha dimostrato di essere quello che nel basket definirebbero sesto uomo. Restano Zapata e Pellegri che almeno per ora dovranno aspettare.
Insomma, una questione di equilibri complicati che già la prossima sfida con il Monza aiuterà a chiarire di più. E considerando che alcuni di questi andranno pure in scadenza, arriverà il momento delle scelte definitive.


