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Non basterà la vittoria sulla Fiorentina per risolvere i problemi del Torino, ma ora si può essere un po’ più ottimistiTUTTOmercatoWEB
Ignazio Abate
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 11:30Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Non basterà la vittoria sulla Fiorentina per risolvere i problemi del Torino, ma ora si può essere un po’ più ottimisti

I primi tre punti conquistati in campionato, in rimonta sulla Fiorentina, e l’impatto positivo di Mandragora sono il segnale che il Torino può crescere e migliorare

Il mese e mezzo perso a causa dell’aver smantellato la squadra e non averla ricostruita tempestivamente aveva causato le due sconfitte, Milan e Sassuolo, nelle prime due giornate di campionato e l’eliminazione dalla Coppa Italia ai sedicesimi per mano del Monza. E questo aveva già innescato chi senza tener conto delle grandi difficoltà puntava il dito contro Abate, alla prima esperienza su una panchina in Serie A, e su un gruppo di giocatori che ha parecchi giovani che in una situazione di incertezza, dovuta a arrivi, partenze e soprattutto a lacune e inesperienza nella rosa, non potevano avere le spalle già così larghe da reggere. Ma con gli ultimi innesti, su tutti Mandragora, che finalmente hanno colmato i buchi e dato maggiore qualità alla squadra e apportato esperienza si è iniziato a vedere che con il tempo e tanto lavoro il Torino potrà migliorare.

La vittoria del Torino in rimonta sulla Fiorentina può essere la svolta

Una vittoria non basterà, ma dà serenità e fiducia. I limiti del Torino, che Abate non ha mai nascosto, non sono svaniti magicamente nel caldo pomeriggio al Franchi, ma sono problematiche sulle quali finalmente l’allenatore può lavorare. La mancanza di coraggio nel giocare la palla abbassandosi troppo, non avere le distanze giuste, la carenza di pulizia tecnica, il tornare troppo spesso indietro dal portiere,  la poca consapevolezza dei propri mezzi di più di un giocatore, l’abituarsi a una nuova squadra e alla Serie A, il non saper spesso leggere le situazioni di gioco, il non capire sempre quando spingere il piede sull’acceleratore e quando invece tirare il freno, il non aver ancora appreso appieno il nuovo sistema di gioco, la non completa  intesa con i compagni,gli errori individuali e collettivi in fase difensiva, l’estrema fatica a rendersi pericolosi in fase offensiva, lo stato di forma non ottimale e uniforme dei giocatori, la troppa fragilità nei momenti di difficoltà , il non percepire il pericolo, il non essere ancora squadra, il non conoscere fino in fondo le caratteristiche dei giocatori, il disperdere troppe energie in fase difensiva,  la difficoltà nel vincere i duelli nell’uno contro uno, il non arrivare troppo spesso per ptimi sulle seconde palle e il non avere certezze sul percorso intrapreso  avevano gravato pesantemente. La squadra prima in ritiro e poi in allenamento lavorava, ma questo non bastava a dare i frutti sperati. Però quando sono arrivate le prime certezze, almeno contro un’altra squadra, la Fiorentina, alquanto rimaneggiata e anche lei con un nuovo allenatore, il gruppo che Abate sta creando è venuto fuori e in rimonta ha ribaltato il risultato.

Quella con la Fiorentina non è stata una partita perfetta, anzi, e i rischi di aggiungere un’altra sconfitta ci sono stati a iniziare dai primi minuti di gioco quando l’ex Njie (2’), provvidenziale l’intervento sulla linea di Fortini, e altre due volte Mastrantuono (2’ e 4’) sono andati vicini a segnare. Se la Viola ci fosse riuscita molto probabilmente la partita avrebbe preso una piega diversa e invece grazie all’esperienza di Mandragora, arrivato l’ultimo giorno di mercato, il Torino ha retto e anche quando è andato in svantaggio, gol Pellegrino (48’) di con tanto di erroraccio del portiere Perri che si è fatto passare la palla sotto i guantoni, non si è arreso e incitato dal suo allenatore è andato a prendersi la vittoria prima pareggiando con Mandragora (74’) e poi raddoppiando con Adams (82’).

La differenza fra viola e granata l’ha fatta una maggiore compattezza da parte dei giocatori di Abate e il fatto che la squadra di Grosso abbia sprecato, nell’arco di tutta la partita, troppe occasioni per segnare.

Abate ha saputo modificare l’assetto della squadra con i cambi

Il 3-5-1-1 iniziale con Vlasic sulla trequarti a supporto del solo Adams in attacco non bastava a scardinare il muro eretto dalla Fiorentina malgrado a lunghi tratti il Torino avesse il possesso palla e così poi nella ripresa ha inserito Bragança e Simeone al posto di Comuzzo e Gineitis passando alla difesa a 4 e alle 2 punte con Belghali e Patterson che hanno scalato dietro e a centrocampo sono rimasti Bragança, Mandragora e Fitz-Jim (69’). In più ha anche invertito le posizioni di Belghali e Patterson. E’ evidente che Abate sta ancora cercando le soluzioni migliori e che non basta provarle in allenamento perché si sa che in partita vengono fuori molto di più pregi e difetti.  

Mandragora ha fatto la differenza al di là del gol

Fondamentale l’apporto di Mandragora. Oltre alla rete che ha riaperto la partita dando il la vittoria, Mandragora ha dato anche un apporto decisivo al centrocampo garantendo una cabina di regia con più equilibrio e maggiore lettura delle situazioni e di questo ne ha beneficiato tutta la squadra e soprattutto i calciatori più giovani come Fitz-Jim, sgravato dai compiti di dover impostare e beneficiando dal fare la mezzala più in linea con le sue caratteristiche, e anche Gineitis.

Una maggiore qualità ed esperienza aiuterà Abate a forgiare la squadra

Ci vorrà ancora tanto lavoro e non mancheranno i passi falsi, ma con gli innesti di Mandragora, Bragança, Belghali e Rodriguez, appena avrà ritrovato la piena condizione fisica, è arrivato da svincolato e in estate ha lavorato da solo, il tasso tecnico della rosa è aumentato e ci sono anche più soluzioni e questo aiuta i giovani e Abate a trovare il miglior assetto e a trovare la giusta collocazione per ogni calciatore.

Vlasic, Simeone e Zapata, per motivi differenti, non sono ancora riusciti ad esprimersi al meglio, ma quando anche loro lo faranno il Torino migliorerà ulteriormente.

Dove può arrivare il Torino?

Cosa potrà fare il Torino è troppo presto per dirlo, ma la vittoria sulla Fiorentina può essere l’inizio del percorso che finora non poteva esserci.

Di certo Abate e i giocatori hanno bisogno di tempo e di tranquillità per poter lavorare in pace. Con i problemi causati dal mercato dovuti al modus operandi imposto da Cairo,che ha condizionato e limitato nell’agire pure Petrachi, non si può avere tutto e subito.

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